Intervista a Angelica Bonetti portiere dello Spilamberto calcio femminile

-Ciao Angelica, come è nata la tua passione per il calcio femminile?

“E’ una passione che coltivo fin da quando ero piccolina, ho iniziato giocando in cortile con mio fratello maggiore, e già da li avevo capito che da grande avrei voluto fare parte di una squadra, ma purtroppo mia madre e mio padre erano contrari, poi finalmente, in quinta elementare, sono riuscita ad approdare in un club vicino a casa, ovvero nell’Olimpia Vignola e dal lì è iniziata la mia avventura in questo mondo sportivo”.

-Hai iniziato subito giocando come portiere, o hai sperimentato anche altri ruoli?

“Quando ho iniziato giocavo fuori dalla porta ero un’ala, poi dalla stagione successiva mi è stato proposto di provare in porta, e da lì non ho mai cambiato più ruolo che tra l’altro amo tantissimo, perché anche se sono cresciuta con la consapevolezza che il portiere è un ruolo per alcuni aspetti molto solitario, sai anche di essere l’ultima barriera da superare delle avversarie e questa energia l’ho trasformata in passione e in voglia di dare sempre il massimo per aiutare la squadra con le mie parate”.

-Voi portieri come da sempre vi allenate a parte con il preparatore dei portieri. Come va con Denis Rinaldi, che a sua volta è stato un portiere anche lui?

“Siamo in due che ci alterniamo, sia io che la mia collega di reparto, con Denis ci troviamo molto bene, cerchiamo di rimanere molto vigili, sia da un punto di vista interiore, che esteriore, inoltre essere in due ti porta inevitabilmente ad una buona e sana competizione. Personalmente tutto questo mi spinge a cercare di fare sempre meglio e dare quel qualcosa in più, allenamento dopo allenamento, inoltro cerco sempre di ascoltare e mettere in pratica i consigli che mi da Denis, visto che lui prima di me ha ricoperto questo ruolo e dunque ho solo da imparare”.

-Ultimamente, anche nel femminile, gli allenatori hanno introdotto la costruzione del gioco che parte dal basso e di conseguenza coinvolge voi portieri, che ne pensi?

“Anche noi quando c’è la possibilità impostiamo quasi tutte le nostre azioni dal basso, questo permette a noi portieri di toccare molti più palloni e di usare maggiormente i piedi e allo stesso tempo la testa. Se vai subito al rinvio ti senti sollevata fin da subito, ma sei anche meno dentro al gioco. Questo nuovo modo di giocare penso che sia anche importante per instaurare un particolare feeling con il tuo reparto di difendenti, e inevitabilmente si crea un vincolo di fiducia, altrimenti se mancasse, inevitabilmente si aprirebbe un’autostrada che porterebbe dritte le avversarie in porta”.

-Ogni anno che passa si migliora e si mette in valigia sempre tanta esperienza in più, dove pensi che sei migliorata?

“Sicuramente stiamo lavorando sulle uscite, visto che questo fondamentale la passata stagione è stata un po’ il mio tallone di Achille, perché non mi sentivo sicura, ora invece le cose, sempre grazie a Denis, sono notevolmente cambiate, provo ad uscire sempre e a furia di farlo sto controllando e domando la mia paura, anche perché quando giochiamo con delle avversarie più grandi se non esco gli do delle possibilità in più di poter segnare, cosi almeno gli rendo la vita un po’ più complicata. Obiettivi di classifica non ce ne siamo dati, non mollare, non smettere di giocare il pallone, molte ragazze sono arrivate quest’anno e si cerca sempre di esserci, siamo li per provarci e capire come funziona”.

-Obiettivi di classifica che vi siete prefissati in spogliatoio prima dell’inizio di questa stagione?

“Sicuramente puntiamo alla salvezza come primo step, poi tutto quello che verrà in più sarà ben accetto, ma prima dobbiamo crederci noi stesse, soprattutto non dobbiamo modificare mai il nostro gioco, cercando di giocare sempre la palla anche quando siamo in difficoltà o sovrastate. Diciamo che questa stagione siamo li per provare e capire come funziona un campionato di una categoria superiore, inoltre ci sono anche diversi innesti nuovi che hanno anche una discreta esperienza e ci possono dare assolutamente una mano”.

-Fuori dal terreno di gioco chi sei?

“Sono una persona molto determinata, quello sì me lo riconosco, frequento il primo anno del Liceo Classico a Vignola, mi piace suonare la chitarra, uscire con le amiche o con le ragazze della squadra, e mi piace anche leggere tanto. Sul fronte dei social sni, nel senso che ho sia Instagram che Facebook, ma non ne sono una patita, o almeno non ci perdo gran parte della giornata come fanno molti miei coetanei”.

Danilo Billi

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