Una lettera piena di pathos di una tifosa alle sue amate Lupe dopo il match di Latina…

Le Lupe festeggiano in spogliatoio dopo una vittoria!

Mercoledì sono andata a Latina per vedere lo spettacolo della Champions e sottolineo la parola spettacolo, perché credo che il calcio così debba essere vissuto. Come andare a teatro con gli attori che recitano dal vivo, ad un concerto o all’opera. Ho sostenuto la squadra per cui tifo da quando è nata, esattamente dal 2018. È stata un’emozione davvero bella. Avevo mille sentimenti contemporaneamente e, insomma, per me spesso non è facile descrivere o mostrare quello che provo, infatti non riesco a spiegarlo.
Penso che sia un sogno di tutti di andare allo stadio, sia in casa o sia in trasferta, a tifare la squadra del cuore che è la prima in campionato.
Quando sono rientrata a Roma ero senza voce. Non vi posso dire quanto ho urlato di gioia al goal di Valentina Giacinti, al nostro inno prima della partita. E che pelle d’oca mi è venuta sapendo di far parte di qualcosa di unico.
Per me tifare la mia squadra con questi supporters, con il mio club, è la cosa più bella.
Non si può non tifare con il cuore la Roma, perchè la Roma per me non è solo una squadra, ma la mia vita, soprattutto la cosa più bella è quella di avere un rapporto straordinario con le ragazze.
Non smetterò mai di ringraziarle per le emozioni che mi fanno provare e per quanto sono uniche.
Sapete, spesso molti mi hanno chiesto: “Che cosa sono per te le ragazze della Roma femminile?”.
Mi sono fermata un po’ a pensarci… ma non so rispondere.
Per rispondere dovrei portarli alle loro partite, farli vivere dal di dentro, fare vedere le emozioni e le sensazioni che strabordano da ognuno di noi ed escono fuori in maniera cosi forte che le puoi vedere, toccare, sentire.
Per rispondere dovrei fare vivere il pre-partita, i panini, le risate, gli abbracci, l’attesa, la stanchezza, l’ansia, l’agitazione.
Per rispondere dovrei fare vivere l’attimo in cui iniziano i cori… il tempo si ferma…
Per rispondere dovrei fare vivere il post partita, stremati ma vivi alla meta, stanchi morti ma soddisfatti.
Per rispondere dovrei fare provare la nostalgia, la malinconia dell’uscita dallo stadio.
Per rispondere dovrei far conoscere le giocatrici e fare vedere che belle persone che sono anche fuori dal campo.
Per rispondere dovrei fare vedere quanta passione ci mettono per questi colori.
Mi chiedete che cosa sono per me le ragazze della Roma.
Io non so rispondere, io non so trovare le parole giuste per spiegare tutto questo e non so neanche se queste parole esistano…
Certe cose si vivono, non si descrivono.
Queste ragazze hanno creato un mondo a parte, dove chi sta fuori non capisce, non si rende conto…
ma appena ci mette piede, pur non provando quello che proviamo noi, si rende subito conto di essere entrato in un posto magico!

Sonika Boccia

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