Terremoto in casa bianconera: si è dimesso il CdA della Juventus. Quale il futuro per il femminile?

Credit Photo: Andra Amato

Da ieri sera, 28 Novembre, a tenere banco è la notizia delle dimissioni di tutto il blocco del CdA della Juventus, tanti tifosi del femminile si stanno interrogando in queste ore su quanto influirà tutto questo anche di riflesso sulla Juventus Women. Problema non da poco che getta seri dubbi sul futuro del club sia maschile che femminile della gestione Juventus, soprattutto ora che il progetto femminile assieme alla AS Roma femminile è fra più importanti del nostro bel paese, non solo per la continuità che la Juventus ha avuto fino ad ora in campionato con i suoi 4 scudetti consecutivi vinti, ma anche per quello che ha dato in termini di giocatrici alla Nazionale e soprattutto per il posto di rilievo che in Champions si è costruito in queste stagioni, orme che fortunatamente stanno seguendo anche le giallorosse capitoline arrivate anche loro quest’anno in Europa.

Questa situazione mette in luce il bello e il brutto di avere alle spalle un club blasonato di serie A che ogni stagione deve fare i conti con i bilanci e soprattutto, alle volte, come nel caso del Milan o dell’Inter, del cambio di proprietà, e non è assolutamente detto che chi subentra dia la stessa attenzione al settore femminile, molto spesso raggruppato con quello giovanile.

Abbiamo per esempio avuto la scorsa stagione il Napoli calcio, poi retrocesso in B, che non poteva contare sulla collaborazione con il Napoli maschile, visto che il prodotto non interessava il patron Aurelio De Laurentis. Quest’anno è il turno del Pomigliano che corre da solo senza il sostegno del club maschile alle spalle. Poi ci sono dei veri e propri appassionati come il Presidente del Parma, che da questa estate ha fatto di tutto per costruire una squadra in due mesi e inscriverla al campionato di serie A, comprando i diritti dell’Empoli, visto che in America si era innamorato di questo progetto che ha voluto portare anche in Italia, nonostante il maschile militi in una categoria inferiore ovvero quella serie cadetta. Oppure come il patron del Bologna FC, che in serie C ha messo pesantemente mano al portafogli per creare fin da subito una squadra pronta per cercare di vincere tutte le partite a disposizione per salire subito in B, dopo aver cercato in estate un contatto con il Cortefranca per acquisire fin da subito la categoria. Ma quale destino potrebbe aprirsi per queste le squadre femminili di questi progetti se i Patron si stancassero dei vari giochini?

Il calcio femminile, purtroppo, è legato a filo doppio con il calcio maschile, e di conseguenza di cose, di dirigenti coraggiosi e di realtà che hanno osato mostrare resilienza come il Pomigliano e mantenere ugualmente la categoria senza vendere i diritti questa estate, ce ne sono poche. Ora siamo qui a interrogarci su cosa succederà alle giocatrici della Juventus Women se per caso la società andasse a picco, se emergessero eventuali illeciti sportivi o debiti, ma domani potrebbe capitare al Milan o all’Inter o alla stessa Roma, purtroppo il calcio femminile in Italia non è ancora strutturato per poter camminare ad alti livelli con le proprie gambe, che non significa solo avere i soldi per l’iscrizione al campionato ma pagare le giocatrici, avere delle strutture proprie ecc… Senza contare il fascino di essere una branchia ufficiale ad esempio come la Juventus Femminile di una delle squadre più conosciute, amata e odiata, ma comunque sempre sulla bocca di tutti nel maschile. Auguriamoci solo che questo terremoto in casa bianconera si possa riassorbire al più presto e comporti il danno minore per le ragazze

Danilo Billi

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