Qualche considerazione sul mondiale appena finito del nostro collaboratore Gianluca Burchi

Ho falsificato per gioco questo fotogramma della ripresa RAI! Sono le ore 18 di domenica scorsa 18
dicembre 2022, si entra nel quarto e ultimo minuto di recupero del 2° tempo supplementare della finale mondiale tra Francia e Argentina, sul punteggio di 3-3, quando Kolo Muani, un giovane attaccante francese, trova un buco clamoroso nella difesa argentina e arriva davanti al portiere Martinez, in uscita disperata!


Falsifichiamo anche la Storia: Muani tocca il pallone alla destra del portiere (come nella foto taroccata) e segna il goal dell’incredibile vittoria per 4-3! La Francia è nuovamente Campione del Mondo, Mbappè a soli 24 anni eguaglia Pelè con due mondiali vinti consecutivamente (O’ Rey nel 1958 e nel 1962, oltre poi aquello vinto a Mexico’70), l’allenatore Deschamps eguaglia invece Vittorio Pozzo (l’allenatore dell’Italia Campione nel 1934 e 1938), Muani è il nuovo eroe nazionale e Messi, sconfitto nell’ennesima Finale, si conferma un grande campione ma non un vincente in Nazionale (come era stato invece l’inarrivabile
Maradona!), lasciando mestamente e definitivamente il ruolo di Re del Calcio del nuovo Millennio nelle mani del nuovo astro Mbappè!


Invece la Storia è andata differentemente: Muani, in piena corsa, colpisce perfettamente di collo il pallone ma il tiro potente centra in pieno il piede del portiere argentino, proteso disperatamente in uscita, disteso a terra in un tuffo alla cieca, non sperando altro che di essere centrato in qualche parte del corpo e di ribattere il tiro! La partita termina in parità e i rigori assegnano la vittoria all’Argentina, dando luogo a tutti i commenti che abbiamo fatto, letto e sentito in questi giorni, del tutto opposti a quelli da me supposti sopra!


Poche volte l’esito di un solo tiro ha stravolto l’esito della Storia del Calcio e, soprattutto, ha determinato giudizi clamorosi e discordanti sui due grandi protagonisti dell’incontro! La Finale era praticamente finita, Messi (2 goal) e Mbappè (3 goal) avevano già fatto il proprio dovere lasciando un segno indelebile anche sull’ultima partita di un Mondiale giocato alla grandissima, e solo quel pallone, che ha sbattuto sul piede del portiere invece di finire in rete, ha reso Mbappè l’eroe sfortunato e Messi uno dei più grandi calciatori della Storia del calcio, forse anche più di Pelè e Maradona!


E’ giusto dare giudizi così discordanti sullo stesso giocatore al termine della stessa partita, decisa, tra l’altro, dall’esito di un tiro e di una parata di due comprimari come Muani e Martinez? Assolutamente si!

Non stiamo parlando di Scienza o di Filosofia ma del gioco del Calcio, che vive ancora, grazie al cielo, di emozioni legate indissolubilmente ai risultati e alle vittorie sul campo, per quanto possano essere stati controversi e contestabili!

Il Messi che, dopo le infinite vittorie con il Barcellona a livello di Club, vince anche il
Campionato del Mondo con la propria nazionale merita ora di essere posto nel ristretto Olimpo dei
grandissimi campioni del Calcio, insieme ai sempre e unanimemente citati Pelè e Maradona!
Per concludere, già che si è parlato di Olimpo del Calcio, sicuramente in questo Mondiale c’è stato un giocatore che da questo Olimpo ne è sceso definitivamente, soprattutto per colpa sua: l’inqualificabile comportamento tenuto da Cristiano Ronaldo nei confronti dei propri compagni di squadra al termine di due incontri della nazionale portoghese di cui è capitano (quello vittorioso contro la Svizzera e quello sfortunato contro il Marocco ai rigori) lo hanno degradato al ruolo di campionissimo, atleta eccezionale, calciatore formidabile ma, allo stesso tempo, troppo preso di sé e fastidiosamente egoista!

Un vero campione, oltretutto capitano della propria Nazionale, non abbandona il campo da solo mentre i compagni esultano sul terreno di gioco per una vittoria agli ottavi o piangono per una sconfitta ai rigori nei quarti, anzi, dovrebbe essere proprio lui, col suo carisma, a contenere l’entusiasmo dei propri compagni per indurli a pensare subito alla partita successiva oppure a consolarli dopo un’amara sconfitta!

Invece ha preferito abbandonarli rientrando da solo negli spogliatoi e cercando di tenere i riflettori puntati su di sé, sul proprio personaggio, solo perché i compagni avevano avallato la decisione dell’allenatore di escluderlo dalla formazione! Avrà modo, Cristiano Ronaldo, di consolarsi con i 200 milioni di petrodollari annui che intascherà dai dittatori sauditi per giocare nell’insulso campionato arabo ma, nonostante la sua carriera pazzesca, non rientra in nessun modo, secondo me, nel ristrettissimo Olimpo dei più grandi del Calcio!

Buon Natale a tutti!


Gianluca Burchi

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