
Alice Giai è nata a Torino il 9/1/2003, ed è una centrocampista di piede destro, cresciuta nel vivaio della Juventus dal 2015 al 2020. Il suo esordio è avvenuto nella prima squadra bianconera il 18 ottobre 2020, in seguito ha completato la sua formazione nelle due stagioni successive tra Primavera e qualche apparizione con le grandi. Nell’estate 2022 si è trasferita in prestito all’Hellas Verona, venendo guidata dal gennaio 2023 in avanti da Matteo Pachera. Nel giugno successivo, Alice, tornata alla Juventus, viene girata a titolo temporaneo al Napoli femminile, con cui guadagna la salvezza in Serie A. Nell’ultima finestra estiva c’è l’accordo tra i due club di prolungare il prestito, interrotto in questa sessione di mercato, permettendo l’approdo sotto le Due Torri. In azzurro la giocatrice ha compiuto tutta la trafila delle giovanili, dall’Under 16 all’Under 23.
-Ciao, come mai hai sposato il progetto del Bologna FC Women?
“È nato tutto dalla mia volontà di cercare un posto dove poter crescere ulteriormente, e che allo stesso tempo fosse familiare e genuino. Conoscevo già mister Pachera e quando ho parlato con il direttore Fruzzetti non ho avuto dubbi e ho scelto subito il Bologna FC Women, anche se per me, dopo anni di Serie A, voleva dire scendere nuovamente in B”.
-Insieme alle tue nuove compagne arrivate a gennaio, vi siete subito inserite alla perfezione, tanto che sembrava che foste qui già da agosto…
“Diciamo che è stato un insieme di fattori. In primis la grande motivazione che spinge tutte noi a cercare di centrare l’obiettivo di portare la squadra in Serie A. Poi, qui nel Bologna conoscevo quasi tutte le ragazze, fra le compagne trovate con la nazionale under, chi a Verona come il mister, altre che orbitavano come me nel mondo della Juventus. E poi la vecchia guardia ci ha accolto davvero bene, era quasi difficile non inserirsi”.

-Come hai trovato questa serie B?
“La conoscevo già, perché ai tempi di Verona avevo fatto un anno in questa categoria. La Serie B di questa stagione comunque è davvero tosta, perché ci sono quasi 16 squadre con le quali puoi allo stesso tempo vincere ma anche perdere. Bisogna restare in guardia con chiunque e non abbassare mai la concentrazione con nessuna compagine, perché sono subito pronte a punirti, come è stato per noi ad Arezzo. Ma la nostra maturità di gruppo squadra sta proprio nel gestire a posteriori questo tipo di situazione, con tanta applicazione”.
-Siete alla pari del Genoa a questo punto del campionato con sette gare alla fine: il terzo posto, ovvero la Serie A è più nella vostre mani o nelle mani del Genoa?
“Ti rispondo con un mantra che ci ripete sempre ad ogni allenamento il nostro mister: la responsabilità è tutta nelle nostre mani, ad ogni partita gioca il Bologna; non un’altra squadra. È importante stare sempre sul pezzo sia con la testa che con le gambe, e giocare sempre per vincere ogni gara, poi i conti si faranno alla fine”.

-In questa stagione hai cambiato ruolo nel Bologna, ce ne puoi parlare?
“Sì, mister Pachera mi fa giocare come quinto esterno e dunque sono uscita un po’ dalla mia comfort zone. Devo dire che interpretare questo ruolo, per me, è davvero bellissimo per tempi e velocità di gioco, diversi dal solito centrocampista. Vorrei anche migliorare il mio apporto in attacco e nella zona offensiva, sia con goal e assist, ma soprattutto aiutare la squadra ad arrivare davanti alla porta con più facilità. Sento che partita dopo partita sto crescendo in questo”.
-Con il tifo del Fan Club non siete mai sole, per te è uno stimolo in più giocare così?
“Questo tifo è affiatato, compatto, con cori, tamburi, fumogeni: è il migliore tifo con cui ho “giocato” in questi anni. I ragazzi non ci lasciano davvero mai sole, sono sempre presenti in trasferta e agli allenamenti, sono molto colorati e calorosi, per me è davvero appagante giocare per il Bologna Women e loro, se lo meritano”.

-Hai avuto modo di conoscere la città?
“Studio Economia on line, dunque spesso frequento i bar studenteschi del centro, che mi piacciono tantissimo, come del resto la musica e i libri di cui Bologna è ricca. Il mio rapporto con la città è molto bello”.
Danilo Billi
