
C’è chi, dopo un rinnovo milionario, si regala un’auto sportiva, un orologio da banchiere svizzero o, nei casi più poetici, una vacanza alle Maldive. Aitana Bonmatí no. Lei si prende un Airbus A320. Non un giro, non un passaggio, non la business: proprio l’intero aereo, con dedica ufficiale e personalizzazioni da rockstar. Sedili brandizzati, messaggi audio con la sua voce, il 14 sulla fusoliera. Il tutto firmato Vueling.
Il motivo? Ha appena rinnovato con il Barcellona fino al 2028, con un contratto da un milione di euro l’anno. Record assoluto per il calcio femminile. E no, non ha fatto le valigie per gli Stati Uniti, per la Premier o per l’Arabia Saudita. È rimasta dove tutto è cominciato. “Fedele alla linea”, direbbe qualcuno. Anche se qui la linea è quella del decollo.
Ma siccome un aereo da solo fa poco rumore, ci ha pensato adidas a completare l’operazione “Aitana Galattica”: contratto di sponsorizzazione più ricco di sempre per una calciatrice, scarpe personalizzate per le Olimpiadi e una campagna marketing che fa sembrare Messi un testimonial di provincia.

E intanto lei continua a vincere. Elenco rapido, prendi fiato: cinque campionati spagnoli, sei Copas de la Reina, tre Champions League, un Mondiale, due Europei giovanili, una Nations League, due Palloni d’Oro, un The Best FIFA, il Laureus Award, il Globe Soccer… Basta. Se fosse un film, saremmo ai titoli di coda. Ma Aitana, spoiler, è appena all’inizio.
Perché la sua missione non finisce al fischio finale. Bonmatí parla, protesta, difende, denuncia. Usa il microfono come usa il sinistro: preciso, diretto, mai banale. Parla di diritti, di disuguaglianze, di sport femminile ancora trattato come una simpatica gita scolastica. È una fuoriclasse con la fascia da capitana invisibile della sua generazione.
E mentre qui si discute ancora se il calcio femminile “sia interessante”, lei è già partita. A bordo del suo jet, con le sue scarpe da mezzo milione e la bacheca che sembra il caveau del Louvre. Non cercatela su TikTok a fare balletti: è troppo occupata a riscrivere le regole del gioco. Volando alto, molto alto. E sempre col sorriso.
A cura di Danilo Billi

