
Si è chiusa la stagione 2024-2025 di Serie B femminile, e il Bologna FC Women resta lì dov’era: al palo.
Niente promozione, niente gloria, solo una lunga rincorsa finita con un sorpasso secco del Genoa Women, che ha avuto il merito – o forse solo il buon senso – di fare gol quando contava.
Il Bologna? Più spettacolare nei rimpianti che in area di rigore. Partite praticamente vinte – vedi il Parma – regalate come se fosse Natale. Lo scontro diretto col Genoa, in casa, giocato col freno a mano tirato. Poi, giusto per non farsi mancare nulla, la trappola Arezzo e il capitombolo col Cesena. Roba da cineteca, ma senza applausi.
Certo, le ragazze hanno dato tutto. Ma non è questo il punto. Il punto è che sono arrivate stremate al traguardo, e viene il dubbio che chi le ha messe in campo abbia chiuso un occhio. Anzi due. Alcune erano reduci dalla Serie A, arrivate a gennaio, ma a quanto pare con un altro tipo di preparazione… forse più adatta ai centri benessere che alla Serie B, dove si corre, si lotta e si cade. Serve la gamba, la testa, e magari anche qualche cambio in più.
Poi ci sono le “scelte”. Tipo quella su Martina Gelmetti, centravanti sulla carta ma fantasmatica nella pratica. Dopo l’infortunio, pochi minuti, poca fiducia, poco tutto. Ma tranquilli: coi “se” e coi “ma”, non si vincono i campionati. Però si sprecano le stagioni.

Intanto gli altri si muovono. In Serie B salgono squadre affamate come Spezia, Venezia FC e – spoiler! – Trastevere, che ha più di un piede dentro. Dalla A cade la Sampdoria, che di stabile ha solo l’instabilità societaria. Ma il nome che fa più rumore è Como 1907 Femminile: il club più ricco d’Italia, che ha preso il titolo del Chievo e si prepara a recitare il ruolo dell’ammazza-campionato. Il primo colpo? Giusi Moraca. Giusto per chiarire subito le intenzioni.
E il Bologna? Silenzio. Il DS muto, lo staff stampa che “sta lavorando a un contenuto interno”), e noi qui ad aspettare l’ennesimo comunicato “in lavorazione”. Un silenzio che getta noi tifosi e addetti ai lavori in confusione.
Il Como 1907 ha già imbandito la tavola, con antipasti, secondi e bollicine. Ma attenti: i soldi non fanno sempre gol. Il Parma di qualche anno fa insegnò: squadra super, progetto ambizioso, e poi? Retrocessi. Il campo non si compra, per ora.
Il Bologna deve decidere cosa vuol fare da grande. Continuare a riflettere mentre gli altri costruiscono? Parlare di progetto mentre si osservano gli altri prendere l’iniziativa? Il futuro, per ora, è una pagina bianca, per contrastare il primo posto da molti già assegnato al Como 1907, ci vogliono riconferme e una notevole aggiustata alla rosa.
E se la stagione appena finita è la bozza… beh, serve una bella riscrittura.
Danilo Billi
