
Ci sono addii che arrivano piano, quasi in punta di piedi.
E poi ci sono quelli che, pur senza fare rumore, ti sfondano il petto.
Martina Gelmetti lascia il Bologna FC Women, e ci lascia tutti un po’ più soli. Ma tranquilli eh: è solo calcio. Solo una che segna 76 goal in 89 partite. Niente di grave.
Tre anni fa ci ha preso per mano e ci ha portati in B. Sembrava una favola, invece era solo l’inizio. Due stagioni in Serie B vissute da protagonista vera, con la fascia invisibile della leader al braccio.
Quest’anno, insieme a lei, abbiamo sfiorato un sogno che sembrava impossibile: la Serie A. Poi ci siamo svegliati, e il Genoa ci ha detto che non era il nostro momento. Pazienza!

Il 30 maggio 2025, intorno alle 18, Martina ci scrive su Instagram. No, niente comunicati ufficiali, nessuna diretta strappalacrime: solo parole vere, dure e dolci. Parole da bomber. Ecco il suo addio:
“Troppe volte lasciamo che i risultati definiscano la nostra identità. Ma noi siamo molto di più.
Siamo quello che viene prima e soprattutto quello che viene dopo. Siamo il percorso. Siamo storie.
Storie di alti e bassi, di luci e di ombre. Storie di traguardi, di fatica, di sudore, di felicità. Storie di vittorie. Siamo nuovi inizi.
La mia storia, in questi tre anni a Bologna, è stata intensa, sotto tutti i punti di vista. Una storia rossoblu che mi ha fatto sentire viva.
Chi è stato al nostro fianco in questi anni conosce bene tutto il sudore versato, tutti i sacrifici, e tutte le volte che ci siamo rialzati. Conosce anche il nostro fuoco dentro, per questi colori.
La promozione dalla Serie C e i due anni in B, sfiorando la cavalcata in Serie A, mi hanno dato tanto… Ma quello che conta è la strada, ed io sono grata per ogni singolo passo compiuto con addosso questi colori e accanto a questa gente.
Un grazie sincero a chi ha condiviso con me questi grandi anni.
Un grazie alla società per la perenne fiducia.
Un grazie agli incredibili e unici tifosi che, insieme a noi, ci hanno creduto fino alla fine.
Bologna mi ha insegnato ad allargare le porte della mia vittoria, ed io oggi saluto questi colori non da sconfitta, ma da vincitrice:
Bologna, ho dato tutto per te.
Grazie Bologna!”
“A chi è caduto rincorrendo la felicità, anziché restare fermo.”
Eh già. C’è chi resta fermo.
E poi c’è chi come Martina ha rincorso la felicità con la grinta di chi non si accontenta mai.
E noi, da questa rincorsa, abbiamo preso fiato e speranza.
Ci ha lasciato due foto: una col Bonarelli in delirio tra fumogeni rossoblù, l’altra con la bandiera “Carica Ragazza”, diventata un’icona di questa stagione. Se cercate una sintesi del suo passaggio a Bologna, eccola lì. Un cuore che batte, una curva che esplode, e una maglia da onorare.

76 goal. Un’infinità di ricordi.
E ora? Ora ci resta un vuoto. Ma anche l’orgoglio di averla avuta con noi.
Perché Martina non è solo una che ha fatto goal: è una che ha fatto squadra, ha fatto gruppo, ha fatto Bologna.
Dove andrà? Chi lo sa.
Magari a suonare la batteria, magari a fare rock su un altro campo.
Noi, intanto, restiamo qui.
A ringraziarla, a maledire un po’ questa estate che comincia con un addio.
E a consolarci pensando che, in fondo, le storie più belle non finiscono mai davvero.
Ciao Martina. E grazie.
Per tutto. Anche per quel maledetto nodo in gola.
Danilo Billi
