
Mentre le Azzurre si preparano a una nuova sfida nella Nations League femminile – l’ultima tappa prima dell’estate che porterà agli Europei femminili 2025, appuntamento chiave per la rinascita del movimento – c’è un altro aspetto, meno analizzato ma altrettanto importante, che merita attenzione: il tifo.
Sì, perché la Nazionale italiana femminile di calcio è, da sempre, il punto focale del movimento. Un vero faro, capace di accendere riflettori mediatici spesso spenti durante la stagione regolare. In un Paese dove il calcio femminile fatica ancora a ottenere uno spazio costante sui media mainstream, la Nazionale rappresenta spesso l’unica occasione per far parlare di sé.
La svolta del 2019: quando l’Italia scoprì il calcio femminile
Il punto di svolta più recente rimane il Mondiale di Francia 2019, in cui la Nazionale guidata da Milena Bertolini raggiunse i quarti di finale. Una cavalcata che registrò ascolti televisivi da record (7,3 milioni di telespettatori per Italia-Olanda) e un picco d’interesse mai visto prima: da allora, il calcio femminile ha cominciato a fare breccia anche nel grande pubblico, pur tra mille difficoltà.
Prima di quel torneo, chi seguiva il calcio femminile lo faceva spesso in silenzio, da appassionato quasi clandestino. Il post-Mondiale, invece, ha segnato una nuova era. Ma non tutto è stato semplice. L’entusiasmo iniziale si è lentamente raffreddato, complice un ciclo tecnico che non ha mantenuto le promesse e un sistema che ha faticato a strutturarsi in maniera competitiva a livello internazionale.
Ora, dopo un ricambio in panchina e un nuovo spirito che si respira nello spogliatoio, le Azzurre vogliono ripartire. E con loro, vogliono ripartire anche i tifosi.
Il tifo femminile: spontaneo, autentico, trasversale
Nel maschile, il tifo per la Nazionale è spesso legato agli eventi: Mondiali, Europei, grandi serate. Per il resto dell’anno, l’interesse langue, e il calcio di club domina. Nel femminile, al contrario, il tifo è costante, genuino, e nasce dal basso.
È in questo contesto che si inserisce l’esperienza degli “Amici delle Azzurre”, un gruppo di supporter formato da tifosi di diverse squadre di calcio femminile – dalla Serie A alla C – che ha deciso di unire le proprie forze per sostenere in modo organizzato la Nazionale.
Una sorta di “tifo trasversale”, dove i colori sociali lasciano spazio all’azzurro, e le rivalità vengono sospese per fare spazio a una passione comune.
Parma, 31 maggio 2025: Italia-Svezia e il cuore sugli spalti
Venerdì scorso, allo stadio Tardini di Parma, in occasione della sfida tra Italia e Svezia, il gruppo si è ritrovato sugli spalti per dare voce, colore e calore alle Azzurre.
Un’esperienza raccontata in prima persona da Alfio Giugniuletti, presidente del Bologna FC Women Fan Club e conduttore insieme a chi scrive del programma Zona Bologna Live, in onda ogni giovedì alle 21:30 su YouTube. Le sue parole offrono uno spaccato autentico di cosa significhi tifare davvero.
“Sapete quando comincia la partita della Nazionale per noi tifosi? Non col fischio d’inizio. Quello è solo il momento finale. Per noi, la partita comincia settimane prima, con un lavoro meticoloso fatto congiuntamente da tifoserie solitamente avverse, che si coordinano per preparare bandiere, striscioni, tamburi, documenti da mandare alla Federazione. Serve l’autorizzazione per tutto, e non sempre arriva.”

E ancora:
“Poi ci si scontra con orari impensabili. A Parma si è giocato alle 18:20 di un venerdì feriale. E ci si stupisce se lo stadio non è pieno? Ma noi ci siamo. Sempre. Anche sotto il sole cocente, che non risparmia nessuno, né chi gioca, né chi canta sugli spalti.”
In quell’occasione, tifosi provenienti da Parma, Bologna, Brescia, Lumezzane, Venezia 1985 si sono ritrovati per tifare insieme. Uno striscione ha fatto da punto di riferimento: “Amici delle Azzurre”. Due enormi bandieroni tricolori hanno sventolato per tutta la partita, dando fiato e senso di appartenenza.
“Il risultato finale? Secondario. La vera soddisfazione è stata far sentire alle ragazze che non sono sole. E che ci saremo sempre. Lì. Per loro.”
Un tifo che unisce, che accoglie, che costruisce
Quello che colpisce è il clima che si respira: non c’è violenza, non ci sono insulti, non c’è odio. C’è solo tifo. C’è passione. E c’è rispetto.
Nel calcio maschile, troppo spesso l’atmosfera degli stadi è tossica, divisiva, carica di tensione. Qui, invece, si torna all’origine del tifo: l’amore per una maglia, per un’idea, per un sogno condiviso.
E questo sogno è aperto a tutti. Gli Amici delle Azzurre accolgono chiunque voglia unirsi. Basta contattarli su Instagram e chiedere di entrare nel gruppo. Non servono tessere, non servono permessi speciali, ma solo la voglia di divertirsi assieme ad altri appassionati come te.
Danilo Billi
