La prima stagione da tifosi a tinte nero-oro fu sicuramente propedeutica per la successiva stagione sportiva (2022/2023).
La prima novità arrivò dalla società, che (a causa di una già citata querelle col Venezia Fc) cambiò la sua denominazione da VFC VENEZIA CALCIO all’attuale VENEZIA CALCIO 1985.
La preparazione al campionato venne finalizzata in un inedito mini-ritiro (fine settimana) in altura a Piani di Luzza (UD) e… Anche lì, i tifosi si resero protagonisti di gesti e momenti umanamente emozionanti!
“[…] Alcuni nostri sostenitori ci seguiranno. Noi abbiamo dei sostenitori fantastici. Mi emoziono a parlare di loro.”

Così dichiarò testualmente Benedetta Bortolato, terzina tutta cuore e polmoni della squadra allenata dal confermatissimo mister Giancarlo Murru, in un’intervista esclusiva al portale online “TCF” a poche ore dalla partenza per il ritiro.
L’affetto e la stima nei loro confronti venne ricambiato: Filippo e Maicol (raggiunti poi a sorpresa in loco anche da Alberto, tifoso nero-oro tutt’oggi presente, che si era avvicinato con curiosità e affezionato all’ambiente nella seconda metà della precedente stagione) non seguirono la squadra in montagna passivamente per fare villeggiatura ma vollero lasciare un segno profondo portando due messaggi importanti a modo loro, sotto forma coreografica di tifo.
Il primo fu uno striscione dedicato alla bomber Elisa Dalla Santa, che si era maledettamente rotta il crociato nell’ultima partita del campionato 2021/22 e doveva iniziare un lungo e tribolato periodo di riabilitazione.
Il messaggio contenuto in esso (“Abbracciami finché non torna Elisa”) è una citazione al murales che si può ammirare a La Boca, il barrio di Buenos Aires dove sorge la Bombonera (lo stadio del Boca Juniors), e che è dedicato dai tifosi degli Xeneizes al loro idolo Juan Román Riquelme.Così come “Abrázame hasta que vuelva Román” rappresenta il rapporto amorevolmente unico tra il giocatore e i suoi tifosi ed invoca un ritorno (l’ennesimo) di Riquelme a vestire la maglia del Boca, lo striscione dei tifosi nero-oro dedicato alla loro leonessa fu un affettuoso e significativo augurio di rivederla presto in campo a ruggire coi loro colori. Squadra e staff applaudirono il gesto, condividendo il loro messaggio di vicinanza all’infortunata tramite una foto di gruppo dietro allo striscione.


Il secondo fu uno striscione di incoraggiamento all’amico tifoso Gigi, che non aveva potuto seguire l’intera truppa in montagna perchè alle prese con le massicce terapie contro il male che lo porterà poi via troppo presto dai suoi cari: la frase “Come un leone sai lottare… Forza Gigi non mollare!” venne riportata su una tela bianca e, all’accensione dei fumogeni color nero e giallo, venne intonata dai supporters una versione personalizzata del coro “i tuoi colori sventolo” (di cui parleremo più approfonditamente tra poco). Anche questo fu un momento veramente emozionante per tutto l’ambiente che condivise il bel gesto. Gigi, da casa, si commosse per l’affetto ricevuto e, ringraziando per messaggio i suoi compagni di tifo, ricambiò con un “Voi siete matti, non vedo l’ora di riabbracciarvi!”.

La reunion tra Gigi e gli altri tifosi avvenne qualche settimana più tardi, nella prima di campionato in trasferta a Lumezzane.
Anche lì venne preparato uno striscione da esporre all’ingresso in campo delle squadre; particolare è la storia della sua genesi perchè l’idea non nacque dai tifosi ma da Dalla Santa che, dopo essersi emozionata per la dedica e aver espresso tutta la sua gratitudine per il calore dimostrato nei suoi confronti, commissionò a Filippo un lavoro su tela per dimostrare la sua altrettanta vicinanza alla squadra, nonostante la distanza forzata dai campi di gioco. La scritta “Prometto di amarti e onorarti… Anche se i crociati ci separano!” fu una dichiarazione di amore eterno ed incondizionato (dall’eco matrimoniale) alla squadra.

L’inizio di campionato non esaltante sotto il punto di vista dei risultati (sconfitte a Lumezzane e in casa contro il Riccione) non scalfì l’entusiasmo e la passione dei suoi tifosi, sempre presenti a sostegno della squadra. Il derby casalingo alla quarta di campionato contro il Padova fu per loro un’occasione da non mancare per dimostrarlo e per regalare un momento unico nel panorama del tifo nel calcio femminile. Già nel corso della precedente stagione, i supporters introdussero nel loro repertorio un coro, di ispirazione romana, che fece subito breccia nei cuori nero-oro e diventò un inno alla gioia collettivo e trasversale che univa pubblico, giocatrici e staff tecnico-dirigenziale.

Per esprimere questo sentimento passionale, si pensò bene quindi di dipingere su una tela bianca una parte significativa di questo canto e di accendere sui gradoni della tribuna un’imponente cortina magica di fumo nero e giallo per massimizzare l’impatto coreografico. Vennero preparate anche delle bandierine da distribuire per colorare ulteriormente la tribuna.
“Se i tuoi colori sventolo, i brividi mi vengono…” fu uno shock visivo spettacolare dal campo; in tribuna inizialmente fu accolto con maledizioni a Filippo e soci per l’invadenza dei barattoli di fumogeni. Solo a posteriori il pubblico lì presente si rese conto di aver fatto parte della grande bellezza di un autentico manifesto di tifo, rappresentativo di come si viva il calcio dentro le mura del Venezia Calcio 1985.

Se il derby col Padova è molto sentito in campo durante i 90 minuti e basta (come si diceva nello scorso caffè, il terzo tempo lo si faceva addirittura assieme!), quello col Portogruaro è invece pervaso da una rivalità più marcata, che fu accesa in modo particolare dalla controparte granata nella stagione precedente. Tergiversando sull’atteggiamento generalmente provocatorio e scorretto del pubblico portogruarese in tribuna (anche nei confronti dei tifosi veneziani… Fare il tifo per la propria squadra, no?), il derby di ritorno del campionato 2021/22 allo stadio Mecchia di Portogruaro fu segnato anche da un comportamento non propriamente sportivo da parte della dirigenza granata, che respinse la cortese richiesta della dirigenza nero-oro di rinviare la partita (anche infrasettimanalmente) a causa di un virus che aveva messo k.o. più di mezza squadra. Il match si disputò quindi ad armi impari e vide la prima storica vittoria del Portogruaro per 3-1. Usando un eufemismo, si potrebbe dire che le ragazze granata non “dimostrarono gran tatto e stile” nei festeggiamenti (doverosi, per carità), perchè derisero le malandate Leonesse con una celebre frase cestista di Dan Peterson (Mamma butta la pasta!) che stonò parecchio vista la situazione ampiamente deficitaria descritta.

Chi di spada ferisce, di spada perisce: nella partita d’andata del campionato 2022/23 al “Nereo Rocco” di Marcon (VE), le ragazze del Venezia 1985 si presero la loro rivincita. Dopo una prima frazione più equilibrata e finita in pareggio (1-1), nel secondo tempo le giocatrici allenate da Mister Murru sconfissero le avversarie, travolgendole con un sonoro 5-1.Filippo e compagni, che in questa occasione debuttarono anche con la pezza “Tifosi non Schifosi” (nome che ad oggi rappresenta il gruppo più rappresentativo della tifoseria nero-oro; in un secondo momento se ne parlerà qui in maniera più approfondita e dettagliata), condivisero la gioia per la rivalsa delle loro beniamine e, pregustando già a priori la vittoria, prepararono un goliardico striscione, dal sapore déjà vu, da esporre per i festeggiamenti: le ragazze del Venezia 1985 entrarono in sintonia col mood allegro proposto dai loro tifosi e chiesero che lo slogan venisse lanciato in campo per poter fare il verso alle discutibili celebrazioni portogruaresi del campionato precedente. Ad armi pari, non ci fu storia e tutti insieme si potè gridare un liberatorio e stiloso “Mamma butta la pasta!”.

Mentre l’acqua bolle in pentola, commenta e condividi questo viaggio alla scoperta del Venezia 1985 e dei suoi tifosi (non schifosi!).
…Non mi stanco mai di te…
Ci vediamo al prossimo caffè!
Filippo Pajola
