
Il tifo che unisce e che resiste
In un’Italia che troppo spesso si dimentica del potere aggregante dello sport, il calcio femminile sta riscrivendo il racconto della passione e dell’identità collettiva. Non è solo questione di risultati sul campo, ma di qualcosa che nasce nei cuori di chi segue queste ragazze, con lo stesso ardore con cui si tifano le grandi squadre maschili.
Chi sceglie di tifare l’Italia femminile agli Europei 2025 non lo fa per moda o per convenzione. Lo fa per amore. Lo fa per orgoglio. Lo fa per una forma di resistenza bella e gentile, quella che si esprime con le bandiere, i tamburi e le voci rotte ma felici. E in questa storia di tifo epico e genuino, un nome svetta su tutti: Mirko Bastelli, anima pulsante di un movimento che ha qualcosa di rivoluzionario.
Amici delle Azzurre: quando il tifo è passione pura
Da Bologna a Brescia, da Venezia 1985 a Lumezzane, passando per Parma e tanti altri angoli d’Italia: è nato così, in modo spontaneo, il gruppo Amici delle Azzurre, una comunità di tifosi uniti dalla voglia di sostenere le ragazze della Nazionale in ogni campo, in ogni partita, a qualsiasi costo. Un gruppo giovane ma già vitale, presente su Instagram e WhatsApp, pronto ad accogliere chiunque abbia a cuore le sorti dell’Italdonne del calcio.
Al centro di tutto c’è lui, Mirko Bastelli, tamburo e voce del Bologna FC Women Fan Club, conosciuto per il suo inesauribile entusiasmo e la capacità di coinvolgere chiunque abbia anche solo un briciolo di spirito azzurro. La sua storia è speciale, perché nasce dal basso, con la forza delle passioni autentiche. E perché, come mi è capitato di vivere personalmente, è fatta anche di amicizia e presenza reale: Mirko è venuto a trovarmi a Pesaro solo per conoscermi di persona, confermando che il tifo vero non si ferma mai davanti a nulla.
Europei femminili 2025: un tamburo in viaggio per l’Italia
Per le tre prime gare degli Europei in Svizzera, Mirko ha chiuso la saracinesca del suo negozio di toelettatura per animali, ha preso ferie a sue spese e ha caricato il baule della sua auto con il suo inseparabile tamburo, megafono e bandierone tricolore. Quest’ultimo, inaugurato nei quarti dell’Europeo di basket femminile a Bologna, è diventato il simbolo mobile del tifo azzurro.
Alla prima partita però, dopo una lunga trafila burocratica e numerosi dinieghi, gli è stato concesso l’ingresso solo con il tamburo e il megafono, nonostante avesse richiesto ufficialmente anche lo spazio per bandiere e striscioni del gruppo Amici delle Azzurre. Ma Mirko non si è lasciato abbattere. Come fanno i grandi, ha reagito cantando più forte, coinvolgendo gli altri italiani presenti nel cantone svizzero e facendo in modo che anche quella sera, sugli spalti, l’Italia ci fosse.


Nella seconda e terza partita, finalmente, i cancelli si sono aperti davvero: il bandierone ha potuto sventolare libero, i cori sono rimbalzati sulle tribune, e il tifo ha potuto farsi sentire anche attraverso lo schermo. A casa, molti italiani hanno visto e sentito Mirko. Anche grazie alla telecronista Rai Katia Serra, bolognese e sensibile al richiamo del tifo genuino, che ha più volte sottolineato il calore degli italiani sugli spalti.
Un tifo contagioso e una missione condivisa
Come raccontato da Mirko nella trasmissione Zona Bologna Live, in onda ogni giovedì alle 21:30 anche su YouTube, i cori che funzionano di più sono quelli semplici, diretti, capaci di arrivare subito al cuore: “Italia! Italia!”, “Forza ragazze!”. Come è stato anche, per la partita decisiva contro la Spagna, il gruppo si è compattato al grande salto. Sono arrivati a dare sostegno al nostro amico anche Gianluca da Brescia e l’altro Mirko da Parma, pronti a sostenere l’Italia in uno stadio pieno zeppo.
Perché in partite come queste, dove l’Italia si è giocata una qualificazione e ha scritto dopo 12 anni una pagina di storia, la voce del pubblico italiano ha fatto la differenza. E in fondo, è questo il bello del tifo: sentirsi parte di qualcosa di più grande, un battito collettivo che spinge le ragazze a dare tutto.

Chi è Mirko Bastelli, oltre il tamburo
Fuori dagli stadi, Mirko è un uomo dai mille volti. È un toelettatore per animali, ma anche un atleta agonista, impegnato nella corsa e nei kart, dove corre per un team professionale. Eppure, ovunque vada, il tamburo lo segue. Non è un accessorio: è un simbolo. Quello di un amore incrollabile per lo sport, per la Nazionale e per i valori che essa rappresenta.

Quella di Mirko è una favola moderna, e può essere la favola di tutti. Di tutti quelli che, nonostante il silenzio dei media, nonostante le difficoltà logistiche o economiche, credono ancora che tifare significhi esserci davvero, con la voce, con il cuore, con la presenza. È un esempio per i giovani e per chi pensa che certi sogni siano fuori portata. Perché quando si ama davvero, nulla è impossibile.


Una bandiera da seguire
In un mondo spesso disilluso, il tifo di Mirko Bastelli e degli Amici delle Azzurre è un raggio di luce, un inno alla bellezza dello sport vissuto con autenticità. E allora, lasciateci gridare con lui, forte, ovunque siamo:
Forza Italia. Forza Mirko. Forza Amici delle Azzurre!
Danilo Billi
