Rialzare la testa dopo un lutto così importante. La capacità di superare un evento doloroso e segnante come la scomparsa di Gigi e di ripartire con maggior vigore e consapevolezza delle proprie risorse: in una parola, la resilienza. Fu questo il tratto caratterizzante dell’approccio dei Tifosi non Schifosi alla stagione sportiva 2023/2024.
La sensazione che il nuovo campionato avrebbe portato a grandi soddisfazioni e a traguardi mai raggiunti prima si tradusse in una ferma convinzione da parte di Filippo e compagni già a partire dal ritiro estivo in montagna. Dopo l’esperienza dell’annata precedente a Piani di Luzza (UD), la società nero-oro trasferì la sede della preparazione in altura a Mezzano (TN). In accordo con i loro tifosi, venne preparato un enorme striscione di circa 18 metri da posizionare sulla balconata anteriore dell’albergo: la scritta oro coi bordi neri “Benvenute alle ragazze del Venezia Calcio 1985” fu di grande impatto visivo e sorprese la squadra al suo arrivo.

Lo striscione fu un simbolo visibilmente marcato della presenza del Venezia 1985 e dei suoi tifosi e si fece notare parecchio anche tra i residenti e i turisti lì di passaggio, stuzzicando la loro curiosità. La spettacolarizzazione del ritiro in montagna accese ancora di più l’entusiasmo attorno all’ambiente nero-oro: non ci sono tante squadre di calcio femminile a livello nazionale che possono raccontare di aver vissuto un’esperienza di questo genere, quasi come se ci fosse stato il ritiro-evento in montagna di una squadra di serie A maschile.

A dirla tutta, i Tifosi non Schifosi prepararono anche qualcos’altro da proporre durante gli allenamenti in altura ma le particolari condizioni climatiche della località trentina e la conformazione strutturale del campo di training (di prim’ordine, considerando che è sede anche di ritiri di squadre professionistiche maschili) non permisero una realizzazione ottimale e quindi si decise di rinviare il tutto al ritorno a Marcon (VE).
Lo striscione “Le case bruciano, le persone muoiono ma il vero amore è per sempre”, infatti, venne mostrato qualche settimana più tardi allo stadio “Nereo Rocco”, ai margini di una seduta di allenamento.
Animato da una torcia rossa ferroviaria (di quelle che durano 10-15 minuti!), esso è una citazione al film “Il Corvo” e il significativo messaggio in esso contenuto fu un omaggio alla memoria di Gigi perchè “se le persone che amiamo ci vengono portate via, perchè continuino a vivere non dobbiamo mai smettere di amarle”.


Se da un lato i Tifosi non Schifosi si distinguono per il loro gentil animo e per una certa profondità nei messaggi e nelle iniziative che portano avanti, non si può nascondere anche la loro natura goliardica e la loro voglia di scherzare.
Discutendo con l’unico ed inimitabile magazziniere Franco ed osservando con lui il banner pubblicitario di un’azienda di onoranze funebri collocato in tribuna, nel più classico venerdì del panino post-allenamento, nacque l’idea di realizzare uno striscione con scritto “Chi beve birra, campa 100 anni” da posizionare per scherzo sotto la suddetta pubblicità. Tale striscione capeggiò poi per l’intera stagione in tribuna e rappresentò a pieno il clima sicuramente non da funerale che si respira la domenica sugli spalti animati dai supporters nero-oro.

I risultati stentarono ad arrivare sul campo nelle primissime giornate di campionato ma i Tifosi non Schifosi non vennero minimamente scalfiti nell’entusiasmo e nella consapevolezza di poter far molto bene nell’arco della stagione 2023/24.

Per un vero tifoso, stringersi attorno alla squadra per sostenerla in un momento sfortunato e di difficoltà è quasi doveroso e, in tal senso, fu importante l’avvicinamento di un paio di giocatrici infortunate che si unirono al supporto incessante della tifoseria durante le partite, rafforzando ulteriormente il legame tra squadra e tifosi.
Molto significativa fu la prima vittoria alla quarta giornata di campionato, in trasferta a Vigarano Mainarda (FE): fu una vera propria liberazione, sul campo perchè finalmente si raccolsero i frutti del lavoro fin lì svolto e sugli spalti perchè si creò una bella atmosfera di tifo (considerando che non si giocava in casa), la cornice ideale per dipingere un quadro vittorioso.

I sacrifici, anche dei tifosi (perchè Filippo fu presente al suo posto di comando del tifo nero-oro, nonostante due ore scarse dopo la fine della partita dovesse andare a lavorare), prima o poi vengono ripagati: quella vittoria fu gratificante in tutti i sensi, per tutto l’ambiente, e fu il preludio di una stagione emozionante e ancora ricca di aneddoti da raccontare.
Perchè credere in sé stessi, nell’essere Tifosi non Schifosi, vuol dire anche credere che dentro di te ci sia qualcosa di più grande di qualsiasi ostacolo.
Un conto è dire, un conto è dimostrare concretamente questo amore incondizionato.
Striscioni, coreografie, fumogeni, cori, tamburi e chi più ne ha, più ne metta: queste sono le manifestazioni di un sentimento che va ben oltre ogni problematica.
Le diffide, gli scontri, i momenti di sconforto, la perdita di un amico… Fino ad oggi, i Tifosi non Schifosi si son piegati ma mai spezzati di fronte agli eventi più o meno infausti che hanno dovuto affrontare.
Sono dei tifosi maledetti o speciali per il mondo del calcio femminile? Forse, sono solo maledettamente speciali…
Commenta, condividi, partecipa… Con le tue maledizioni a riguardo o con la tua testimonianza affettuosa nei loro confronti!
Ci vediamo al campo per toccare con mano tutto questo, davanti ad una bella birra fresca… O qui, al prossimo caffè macchiato nero-oro!
Filippo Pajola
