
Lo stadio è silenzioso. Non c’è il boato di un gol, non c’è il fischio d’inizio. Eppure si sente che sta succedendo qualcosa di grande. Martina Rosucci stringe la fascia tra le mani: la guarda un istante, inspira profondamente e la sistema sul braccio. In quel gesto semplice c’è il peso della storia e la leggerezza di un sogno. È il momento in cui il passato e il futuro della Juventus Women si passano il testimone.
L’incoronazione senza corona
Nessun palco, nessun tappeto rosso: solo il verde del campo e il battito accelerato del cuore. Quando Martina riceve la fascia, non la considera un semplice pezzo di stoffa: è un sigillo, un giuramento di fedeltà ai colori bianconeri e a chi li vive con passione.
La fascia non si conquista in un giorno. È il frutto di battaglie giocate con le ginocchia graffiate, di allenamenti al freddo e al caldo, di notti passate a ripensare a una palla persa o a un passaggio vincente. Rosucci lo sa bene: da anni è la voce e l’anima di questa squadra.

Il cuore del centrocampo
Classe 1992, torinese, cresciuta con un pallone tra i piedi, Martina approda alla Juventus Women nel 2017, quando il progetto è ancora giovane. Da quel momento diventa una costante: scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, ogni trionfo bianconero porta anche la sua firma.
In mezzo al campo è architetto e guerriera: detta i tempi, costruisce il gioco, rincorre ogni pallone. Ma è anche la compagna che ti stringe il pugno quando sbagli e ti urla “dai!” quando il fiato manca. La sua leadership non si misura solo in statistiche, ma nel rispetto che ispira.
Le dame della corte bianconera
Ogni regina ha bisogno di una corte leale. Rosucci avrà accanto tre vice-capitane di altissimo livello: Barbara Bonansea, freccia imprendibile e trascinatrice; Cristiana Girelli, bomber di razza e leader silenziosa; Cecilia Salvai, roccia difensiva e cuore grande.
Insieme formano una catena di comando forte e armoniosa, in grado di tenere unito lo spogliatoio e guidare la squadra nei momenti decisivi.
Il ponte tra due ere
La Juventus Women è un club che vive di cicli vincenti. Sara Gama ha lasciato un’eredità imponente, ma Rosucci non teme il peso del paragone: lo accoglie come un onore e una responsabilità. La sua fascia è un ponte tra un passato glorioso e un futuro che promette nuove pagine di storia.
Il messaggio è chiaro: la Juve non cambia rotta. Resta fedele ai suoi valori di disciplina, qualità e fame di vittoria. E con Martina al timone, ogni sogno sembra possibile.
Il futuro bianconero è in mani sicure
Nel calcio, certi momenti durano un istante ma restano per sempre. Il gesto di Martina che si sistema la fascia non finirà nei tabellini, ma resterà nella memoria di chi ama questi colori.
Mentre si avvia verso il centrocampo, il sole illumina il braccio sinistro, come a sottolineare l’inizio di una nuova era. E per un attimo, sembra che anche il vento allo stadio sussurri: “Avanti, capitana”

Martina Rosucci: curiosità e numeri da capitana
Nata a Torino il 9 maggio 1992, Martina Rosucci ha iniziato la sua carriera giovanissima, distinguendosi già nelle selezioni nazionali Under. Dopo le esperienze con Torino Calcio Femminile e Brescia, con cui ha vinto uno scudetto prima dell’era bianconera, nel 2017 entra nella storia come una delle prime calciatrici a vestire la maglia della neonata Juventus Women.
Con la Juve ha disputato oltre 150 partite ufficiali, conquistando 6 scudetti, 3 Coppe Italia e 5 Supercoppe italiane. In Nazionale, vanta più di 70 presenze, partecipando a Europei e Mondiali, e rappresentando l’Italia anche come ambasciatrice di progetti legati allo sport femminile e all’inclusione.
Fuori dal campo, è nota per il suo impegno nel sociale, per la disponibilità verso i tifosi e per una passione per la musica e la cucina che spesso condivide sui social. Una calciatrice che unisce talento, testa e cuore: proprio ciò che serve a una capitana.
Danilo Billi
