Cammina nel vento. Cammina nella pioggia. Anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e spazzati, va avanti… Va avanti, con la speranza nel tuo cuore e non camminerai mai da solo.
Così cantano i tifosi del Liverpool ad Anfield, nel loro leggendario “You’ll never walk alone”.
Non camminerai mai da sola. Per certi versi, anche i Tifosi non Schifosi portano concretamente avanti questo concetto e sentimento, nel seguire e nel sostenere le ragazze del Venezia Calcio 1985.
Che fosse a Marcon o a Vicenza, Jesi, Perugia, non cambiò niente: il tifo nero-oro nella stagione 2023/2024 fu sempre al fianco della propria squadra, a volare sulle ali di quell’entusiasmo ricercato sin dal ritiro pre-campionato e a raccogliere insieme soddisfazioni in lungo e in largo ogni fine settimana.

Non ci furono pause per i tifosi in questa annata calcistica, nemmeno quando il calendario delle partite concedeva una pausa. Fu questo il caso di una domenica di stop (domenica delle Palme) del campionato di serie C: Filippo colse al volo l’occasione per andare a trovare gli amici tifosi di Bologna, conosciuti la stagione precedente a Marcon, e a trascorrere assieme a loro una giornata di sport al seguito della squadra rossoblu, impegnata nella partita casalinga contro il Tavagnacco valevole per il campionato di serie B femminile.
“Il tifo non è un problema, siamo noi a decidere di farlo diventare tale!”: citando l’amico bolognese Alfio, promotore e presidente del Bologna FC Women Fan Club costituitosi all’inizio della stagione sportiva 2023/24 per seguire in maniera compatta e indipendente le vicende a tinte rossoblu della propria squadra femminile, Filippo prese iniziativa e coinvolse l’intero pianeta nero-oro, giungendo a Granarolo assieme ai propri dirigenti che accettarono con entusiasmo di essere coinvolti in questa avventura.

Dopo un aperitivo al Bonarelli e un pranzo memorabile in allegra compagnia (Trattoria da Zia Allari da quel giorno divenne tappa obbligatoria di ogni incontro di tifo nero-oro-rossoblu: un’oasi di piacere culinario!), in cui si ritrovarono gli amici Alfio e Mirko e si conobbero altri amici del fanclub bolognese come Francesco e Gabriele, ci si spostò al campo per la partita.

Posizionati gli striscioni, si improvvisò sul momento una coreografia collettiva a base di fumogeni all’ingresso in campo delle squadre, a suggellare il legame d’amicizia tra le due tifoserie. Nonostante mancasse il fumogeno nero in barattolo all’appello dell’artiglieria portata al Bonarelli, il risultato fu lo stesso veramente emozionante ed iconico (tanto è vero che la foto di questo spettacolo al Bonarelli è tutt’oggi l’ultimo frame della sigla della trasmissione “Zona Bologna Live”).

Il risultato positivo della partita (6-2 per il Bologna, accompagnato da un tifo caloroso e tambureggiante) fu un ulteriore motivo di felicità: una giornata molto significativa e tutt’oggi nel cuore di chi l’ha vissuta, un segno tangibile di cosa si può costruire assieme (anche con poco) con unità di intenti, passione e sacrificio, nel nome di un tifo pulito per il calcio femminile. Siamo noi, appunto, a decidere di farlo diventare un problema…

La credibilità del tifo nero-oro è testimoniata quindi anche da un riconoscimento di affetto e stima che va ben oltre le quattro mura del proprio territorio cittadino e può essere, senza ombra di dubbio, motivo di orgoglio per la squadra veneziana.
Ritornando al cammino vittorioso assieme alle proprie beniamine, il trasporto emotivo e passionale trascinò a vette inesplorate i Tifosi non Schifosi: nell’euforia dei festeggiamenti più o meno alcolici durante il canonico “terzo tempo” targato Venezia 1985, balenò l’idea di realizzare qualcosa di grandioso a livello coreografico. Si sa, molte volte tra il dire e il fare, c’è di mezzo un mare dove si perdono tutte le belle parole ed i buoni propositi. Questa volta, no: l’insistenza dell’esuberante ed imprevedibile “tifoso non schifoso” Paolino e l’adesione all’idea da parte degli altri membri del gruppo di tifo convinsero Filippo a progettare e concretizzare un enorme telone copricurva (7×6 metri).
L’iter realizzativo non fu così breve, ci si diede comunque come obiettivo quello di portare in scena l’intera coreografia (comprensiva anche di uno striscione realizzato “ad hoc” per l’occasione) a Maggio, nel derby casalingo contro il Padova.

Dalla collaborazione con l’illustratrice sarda Danila “Jun Fender”, l’idea del disegno di una giocatrice del Venezia 1985 che calcia un pallone simbolicamente infuocato prese forma e definizione. Lo step successivo fu quello di far stampare il disegno definitivo e organizzare a livello operativo le modalità di stesura del telone. Importante, in tal senso, fu l’apporto ingegnoso di Oliviero, che trovò la soluzione per fare fronte a come poter tenere in posizione un’opera così imponente (non avendo a disposizione un numero di tifosi e simpatizzanti tale da poter sostenere la grandiosità dell’intera coreografia).
Dopo settimane di lavoro “da casa”, si giunse quindi al collaudo preventivo (in forma più o meno privata) del copricurva allo stadio “Nereo Rocco” di Marcon (VE) e alla definizione degli ultimi dettagli.
La maestosità del tifo nero-oro venne completata dalla scritta oro con bordi neri “FORZA LOTTA VINCERAI, NON TI LASCEREMO MAI”, su una tela bianca di 8 metri centrata con l’artistico 6×7 metri. All’ingresso in campo delle squadre, si srotolò il telone dall’alto verso il basso e, una volta disteso interamente, si accese una riga di luci stroboscopiche posta tra il copricurva e lo striscione per esaltare ulteriormente la magnificenza dell’inedito lavoro portato in scena sugli spalti di casa.

L’egregio lavoro svolto dai Tifosi non Schifosi venne apprezzato e applaudito dalle Leonesse in campo, che probabilmente mai avevano visto una cosa del genere a loro dedicata e che ripagarono i loro sostenitori con una devastante vittoria nel derby per 4-0. Fu la massima espressione collettiva di una stagione ricca di gioie e contentezza, in campo e sui gradoni.

La vittoria nel derby col Padova lanciò la squadra ad alta quota anche in classifica: beffarda fu la sconfitta per 1-0 contro il Villorba alla penultima di campionato (concluso poi alla fine al quinto posto, a due punti dalla terza), nella scenografica cornice dello stadio “Omobono Tenni” di Treviso; in questa occasione, i Tifosi non Schifosi poterono esprimersi liberamente a sostegno delle proprie ragazze (a differenza di quanto successo mesi prima in Coppa a Ferrara) ma questo purtroppo non bastò. Ad un entusiasmo galattico, bisogna ammettere che corrispose anche una fisiologica stanchezza per una cavalcata trionfale durata quasi nove mesi. Questa sconfitta non infangò assolutamente una stagione che si concluse al meglio delle proprie possibilità, con una vittoria casalinga contro il Sudtirol (2-0): i supporters nero-oro applaudirono sugli spalti l’ultima fatica delle Leonesse e il loro percorso felicemente completato.

Per celebrare una stagione di successi insieme, nel post-partita i Tifosi non Schifosi, capeggiati dal capo-chef Oliviero, organizzarono una grigliata di carne a cui parteciparono unitamente giocatrici, dirigenti, tifosi e amici simpatizzanti.
Un “that’s all, folks!” semplice ma magico nella sua genuinità, per salutare una stagione vissuta intensamente (a dirla tutta, la festa si replicò anche la settimana successiva… In piscina! Ne fu testimone “l’istrionico” Giugniuletti, che giunse da Granarolo solo per un saluto veloce a pranzo e invece rimase in compagnia, piacevolmente affascinato e catturato dalla situazione, fino a sera) ed un cammino mai solitario lungo questo percorso stellato.
Perchè il tifo fu sempre e comunque presente e protagonista con ardita passione, con quel sentimento da brividi cantato anche in “You’ll never walk alone” dai tifosi dei Reds.
I tuoi colori sventolo, i brividi mi vengono…
Il profondo legame emotivo che lega i Tifosi non Schifosi alla propria squadra è paragonabile a quello familiare per appartenenza, sostegno incondizionato, senso di comunità e condivisione di emozioni.
Ad ogni partita della squadra nero-oro, prima o poi un qualsivoglia segnale di presenza del tifo, che stiamo qui raccontando, arriverà.
In casa e in trasferta, c’è una curva in festa… Ci vediamo al campo per vivere insieme questa passione, bevendo una bella birra fresca… O qui al prossimo gustoso caffè macchiato nero-oro!
Filippo Pajola
