Da tempo volevo scrivere di Benedetta Glionna. Ma il tempo, si sa, divora le ore, i tramonti si rincorrono alle albe, e la clessidra lascia cadere in fretta i suoi granelli. Poi, però, arriva quel momento in cui una storia merita di fermare le lancette. E quella della “scugnizza” di Napoli, oggi in nerazzurro, è una di quelle storie che chiedono di essere raccontate con il cuore in mano.

Questa estate 2025, segnata per molti dalle luci e dalle ombre degli Europei femminili, per Benedetta è stata diversa. Dopo una stagione complicata con la AS Roma, lontana dai picchi di rendimento che l’avevano resa una delle frecce più temute del campionato, il CT ha deciso di non convocarla per la spedizione azzurra in Svizzera. Una delusione che avrebbe potuto abbattere chiunque. Ma lei no.
Benedetta è tornata a casa, nella sua Napoli, tra il calore della famiglia e il rumore del mare. Ha respirato aria vera, ha ritrovato se stessa. Ha caricato le batterie come non le succedeva da anni, giurando che al rientro avrebbe rimesso sul campo ogni goccia di energia.

L’attaccante che rompe gli schemi
Glionna non è una torre da area di rigore, piantata lì in attesa di un cross, ma una rondine che taglia l’aria, un lampo che appare e scompare tra le linee difensive. È come il vento di scirocco che, improvviso, cambia direzione e costringe tutti a ricalcolare la rotta.
In passato, qualcuno la paragonava ad Agnese Bonfantini: stessa generazione, stessa attitudine a spaccare le partite, ma mondi calcistici diversi. Bonfantini è il colpo di martello, Glionna è la lama affilata che ti sorprende alle spalle.
La sua forza sta nella mobilità totale: parte larga, si accentra, scompare dietro un difensore e riappare sul lato opposto. Sa essere ala, seconda punta, raccordo tra centrocampo e attacco. Con lei, il fronte offensivo diventa un terreno instabile, dove ogni metro è una trappola per le difese avversarie.

Numeri e trionfi di una carriera già intensa
La storia inizia a Fiammamonza, dove a 14 anni debutta in prima squadra. Nel 2017 il salto nella Juventus Women: 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa in tre stagioni, con 40 presenze e 11 gol.
Poi Hellas Verona e la rinascita all’Empoli Ladies (2019-20): 10 gol in 18 gare, stagione da incorniciare.
Nel 2021 la chiamata della Roma, con cui gioca 133 partite e segna 24 reti, conquistando lo Scudetto 2022-23 e regalando alla storia giallorossa la prima doppietta in Champions League contro il Glasgow City. In Nazionale debutta nel 2018 e nel 2024 segna il suo primo gol in azzurro, collezionando oltre 30 presenze.
Piovani e il colpo nerazzurro
Le voci di mercato dell’estate raccontano che Gianpiero Piovani abbia voluto lei e solo lei per dare all’Inter un’arma offensiva diversa: una giocatrice che sappia cucire gioco e strappare in profondità, che possa essere al tempo stesso scintilla e detonatore.
Il contratto fino al 2028 è il sigillo su un progetto in cui Glionna non sarà una comparsa, ma protagonista.

L’Inter dei sogni (e delle sorprese)
La Juventus Women resta favorita per il titolo, ma l’Inter vuole fare rumore. E con una Glionna affamata, rigenerata e pronta a correre come se ogni partita fosse una finale, i nerazzurri possono alzare la voce.
Ogni suo scatto è una promessa, ogni suo dribbling una dichiarazione di guerra calcistica. Benedetta non è solo un acquisto: è un segnale, un ruggito. La scugnizza d’oro è pronta a prendersi il suo spazio da titolare e a scrivere nuove pagine di gloria.
E così, dopo un’estate passata lontano dai riflettori, tra il rumore del mare e il profumo di caffè napoletano, Benedetta Glionna è pronta a tornare in campo con la fame di chi ha qualcosa da dimostrare.
Non cerca vendette, cerca gol. Non insegue rivincite, ma partite da decidere, porte da trafiggere, cuori da accendere.

La maglia nerazzurra le cade addosso come un’armatura nuova di zecca: scintillante, leggera, eppure fatta per la battaglia. E quando si muove sul campo, sembra un’onda che corre a divorare la riva, inesorabile.
La scugnizza che un tempo incantava nei campetti di periferia oggi ha un obiettivo chiaro: correre più veloce del rimpianto, dribblare ogni ombra del passato e calciare forte verso il futuro.
Perché Benedetta Glionna non è fatta per restare a guardare. È fatta per correre, graffiare e vincere. E questa volta, non ha intenzione di lasciare neanche un centimetro.
Danilo Billi
