Tu non chiedermi perchè, non ci sono nel weekend…
Portata a termine una stagione entusiasmante come quella 2023/24, la domanda “a bocce ferme” che sorse spontanea tra i Tifosi non Schifosi fu: sarà possibile ripetere o addirittura migliorare i grandi risultati e le enormi soddisfazioni colte in campo e sugli spalti, nella stagione a venire?
Il quesito divenne uno stimolo importante per i supporters nero-oro, per proiettarsi nella stagione 2024/25 con rinnovato slancio a supporto della squadra.
Già dal ritiro in montagna a Mezzano (TN), stessa sede dell’anno precedente, si volle tornare a riprovare certe buone sensazioni. All’esterno dell’albergo venne riposizionato lo striscione “Benvenute alle ragazze del Venezia Calcio 1985”, che tanto aveva ben impressionato la squadra e la gente del posto. Al campo, vista l’esperienza pregressa, non si portò niente di particolare ma ci si limitò a delle prove tecniche sul tifo da sviluppare durante l’anno sportivo: il tamburo di Filippo rimbombò con successo forte e chiaro durante le sedute di allenamento, nella cornice di montagna.


Pronti, partenza e… Via! Si cominciò con l’impegnativa trasferta a Trento. Una prestazione molto gagliarda sia sugli spalti che in campo da parte della compagine nero-oro, che però non valse i tre punti. L’amarezza e la delusione vennero lasciate sfogare in pullman nel viaggio di ritorno: c’era subito l’occasione del riscatto la settimana successiva da non lasciarsi scappare, nel sempre molto sentito derby contro il Venezia Fc.

A questo appuntamento, i Tifosi non Schifosi si presentarono con le sempre buone intenzioni di dare spettacolo sui gradoni del “Nereo Rocco” di Marcon (VE). A differenza dei precedenti, si scelse però di non andare a punzecchiare ulteriormente la controparte arancioneroverde per non cadere nella noiosa ripetitività e di preparare una coreografia puramente celebrativa della propria squadra e del proprio tifo.
Si ripropose il telone (6×7 metri) con l’immagine della giocatrice che calcia un pallone infuocato, posizionando ai lati (dall’alto verso il basso) un paio di strisce colorate gialle e nere per dare un tocco di originalità allo spettacolo visivo. Centrato con il copricurva, davanti in balconata venne esposto un maestoso striscione, lungo circa 12 metri, recante la scritta oro con bordi neri “CHE BELLO ESSERE NOI”. La coreografia venne poi “animata”, all’ingresso in campo delle squadre, dall’accensione di una riga di luci stroboscopiche e dallo sparo di coriandoli color oro.


Uno spettacolo di alto livello, quello regalato dall’unica ed inimitabile tifoseria nero-oro, a cui non corrispose un altrettanto risultato importante sul campo: il Venezia Fc si impose meritatamente (a parziale giustificazione, le assenze in casa nero-oro) e nettamente (come in poche altre occasioni) per 0-3.
La doppia delusione di inizio campionato fece sembrare ormai un lontano ricordo la magia e l’entusiasmo che pervase il mondo Venezia Calcio 1985 nella precedente annata sportiva. Sembrò appunto, perchè è proprio nei momenti di difficoltà che squadra e tifosi han sempre saputo tirare fuori il meglio di sé, rialzandosi con forza e manifestando tutte le qualità e potenzialità fin lì inespresse.

Dopo il pronto riscatto in trasferta contro il Tavagnacco (0-1), a Marcon andò in scena il derby contro il Villorba. Anche qui i Tifosi non Schifosi vollero dare sfogo alla loro creatività sugli spalti: esasperando il concetto delle strisce colorate nel derby veneziano, si creò una “cascata delle meraviglie” nero e gialla. All’ingresso in campo, si accesero i fumogeni e i canti dei supporters nero-oro: fu uno spettacolo visivamente imponente ed emozionante per giocatrici ed addetti ai lavori. Le Leonesse di mister Murru risposero in campo con una buona prestazione, coronata da una vittoria in rimonta (2-1) che ridiede fiducia sul prosieguo del campionato alla squadra stessa e ai tifosi.

La successiva trasferta a Isera evocò i brutti ricordi di qualche anno prima: le infamie di allora erano ancora vivide nella memoria di Filippo e compagni, che in questo campionato vollero prendersi la propria personale rivincita e chiudere i conti col passato.
Già all’ingresso della tribuna ci fu discussione (pacifica) tra il leader della tifoseria nero-oro ed il presidente della squadra trentina, dopo che quest’ultimo se ne uscì con un infelice “il vostro presidente mi ha detto di tenervi buoni, niente casini oggi!”. Filippo gli rispose che voleva solo fare il tifo per la propria squadra come ogni domenica e, col dente ancora avvelenato, lo zittì definitivamente rinfacciandogli la pessima dichiarazione via social fatta sul canale ufficiale dell’Isera dopo i fatti avvenuti in quella partita (il presidente tentò di giustificarsi dall’accusa dicendo che lui non ne sapeva niente e che i social all’epoca erano gestiti dalle giocatrici: un episodio GRAVE, viste le parole forti e lesive contenute in quel post).

Accompagnato dal presidente dell’Isera al posto in tribuna (il solito angolo) dove poter cantare i propri cori ritmati dall’inseparabile tamburo, Filippo posizionò gli striscioni. Ne preparò uno di inedito per l’occasione: “IO NON PAGO LA $IA€” fu un riferimento ironico alla partita di tre stagioni prima, all’episodio altrettanto condannabile nel post-match, quando le ragazze del Venezia vennero prese a male parole (“dovete pagare la Siae!”, appunto) dagli autoctoni perchè si stavano bevendo una birra al bar ascoltando tranquillamente un po’ di musica con una cassa portatile.

Se la partita in campo scivolò serenamente verso una vittoria del Venezia 1985 (0-2 finale), non si potè dire altrettanto in tribuna: per 90 minuti, il tifo nero-oro venne disturbato da provocazioni di ogni genere da parte di un variegato gruppo di ragazzine del posto che si era seduto dietro il tamburo per infastidire con arroganza e maleducazione. Filippo si morse più volte la lingua e non cadde una seconda volta in errore, neppure quando a fine partita chiamò la propria squadra sotto il settore per festeggiare la vittoria: addirittura, la squadra dell’Isera si frappose antisportivamente per disturbare insieme alle loro amiche cafone il momento di festa tra tifosi e giocatrici nero-oro.
Lo stile è essenziale ma non è per tutti: lì maturò con ancora maggior convinzione che nella partita di ritorno in casa, i Tifosi non Schifosi avrebbero dato una lezione di tifo memorabile alla patetica compagine trentina (Impero Asburgico femminile, pardon!).
L’episodio venne fermamente condannato poi in settimana anche da Danilo Billi, in apertura della trasmissione settimanale “Zona Bologna Live”.
Nonostante queste turbolenze, questo piccolo filotto di vittorie riportò una generale positività all’interno dell’ambiente nero-oro. La magia sembrò essere tornata di casa: fu un vero peccato il maltempo, che fece rinviare la settimana successiva la partita casalinga contro il Ravenna.
I Tifosi non Schifosi non si persero, tuttavia, tanto d’animo e decisero di ritrovarsi comunque la domenica sera, con lo stesso fervido spirito che li accompagna insieme allo stadio… Per una grigliata di carne tra di loro (a cui si aggregarono anche un paio di dirigenti), all’insegna dell’amicizia e dell’unione costruita e consolidata attorno alla realtà femminile del Venezia Calcio 1985.

… Giro il mondo insieme a lei, sola non la lascio mai…
LOTTA E VINCI INSIEME A NOI!
Noi, i Tifosi non Schifosi sempre pronti ad animare le domeniche in casa ed in trasferta del Venezia Calcio 1985. Noi, con la nostra malattia.
“NOI NON SUPEREREMO MAI QUESTA FASE”.
Partecipa, commenta, condividi… Segui le vicende del Venezia Calcio 1985 femminile attraverso la passione e la voce dei suoi tifosi (da poco, presenti anche su Facebook: https://www.facebook.com/tifosinonschifosi
Ci vediamo al campo… O qui al prossimo caffè macchiato nero-oro!
Filippo Pajola
