Silvia Parma è un nome che racchiude mille vite e una sola, potente, identità. Attrice teatrale, regista, speaker radiofonica: dietro ognuno di questi volti pulsa la stessa passione, quella autentica, viscerale, che la lega alla sua città e alla squadra che ne incarna l’anima popolare e profonda: il Bologna FC 1909.

Visitando il suo sito ufficiale, www.silviaparma.it si entra in un universo creativo che spazia dal teatro alla radio, dalla musica alla poesia performativa. Tutto però è legato da un filo rosso: l’identità. Per Silvia, l’identità è voce, corpo e anima. È appartenenza, è tifo, è cuore rossoblu. Non a caso confessa, con un sorriso velato di amarezza, di non riuscire a comprendere quei bolognesi che scelgono altre squadre: “Se nasci qui, Bologna è la tua casa. Come si fa a voltarle le spalle?”.
Ma chi è Silvia Parma?
Impossibile incasellarla in una sola definizione. Silvia Parma è una delle figure più poliedriche della scena culturale bolognese e nazionale. Cantante, poetessa, autrice, conduttrice radiofonica: una donna che ha trasformato la sua passione per l’arte in un percorso fatto di musica, teatro e poesia, senza mai dimenticare le grandi battaglie civili e il legame con la sua città.
Dalla musica da ballo al teatro-canzone
La sua carriera nasce quasi per caso: giovanissima entra in un’orchestra di musica da ballo, e da quel momento il palco diventa la sua casa. Dal piano bar alle feste di strada, fino al teatro-canzone, il passo è breve. Studia con maestri del calibro di Tiziana Giglioni, Luisa Cottifogli, Felicia Bongiovanni e Maurizio Zappatini (vocal coach di Renga, Elisa e Ligabue). Firma sigle radio e TV, scrive brani originali e collabora con artisti come Franz Campi, Roberto Freak Antoni e Guido Foddis. Tra i suoi brani più noti: Danzaluna, Scoprimondo, Il viaggio di Pilù e Non mi rimpiangere, prodotto da William Benedetti (già produttore di Adriano Celentano e di Adriano Pappalardo).

Spettacoli e progetti culturali
Silvia è instancabile. Porta in scena spettacoli che uniscono musica, poesia e memoria: da Le Donne di Faber, dedicato a De André, a Bulàggna d’na volta e d’incù, un viaggio nella storia cittadina, fino a Recitar Mangiando, performance che fonde parole, musica e cibo. Silvia partecipa a eventi di rilievo, come Hey Joe in Piazza Maggiore, il Rockin1000 Global Gig (entrato nel Guinness dei primati) e il Giallo Festival con Carlo Lucarelli. La sua voce ha dato vita anche a progetti solidali, come il videoclip Vgniv in Romagna (di cui è anche ideatrice) per gli alluvionati, e spettacoli per l’Associazione Vittime della Strage del 2 Agosto 1980.
Poesia e impegno civile
Silvia non è solo musica: è anche poesia e battaglie civili. È stata tra le prime emcee di poetry slam a Bologna e, per lungo tempo nel direttivo nazionale della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam). Ha vinto premi prestigiosi come il Premio Adriatico (2020) ed il Festival Internazionale di poesia erotica di Venezia . Con il progetto Streets of Freedom, realizzato con i ragazzi del carcere minorile del Pratello, ha portato per prima la poesia performativa in una struttura come questa, ottenendo il patrocinio dell’UNESCO e la benedizione di Papa Francesco.
Radio e televisione
Altro suo amore è la radio. Dopo le prime esperienze a Ciao Radio, diventa una delle voci di Radio Città Fujiko, dove inventa format originali come Musici &Poeti, la prima gara nazionale tra poeti e cantautori con alto coinvolgimento di pubblico, che viene trasmessa in anche in TV (7Gold, Nuova Rete). Attualmente è responsabile della testata giornalistica di Radio San Luchino, storica emittente bolognese, dove cura anche trasmissioni come L’Arte di Stare Bene, Leggende – i Grandi e le Grandi che hanno fatto grande Bologna. Negli ultimi anni porta la sua voce anche in TV, con programmi come Musica Con e Ridàn à Bulàggna.

L’anima rossoblu
Tra palco, microfoni e progetti di promozione culturale, non manca una costante: il Bologna FC 1909. «Nel cuore, da sempre. Mio padre mi portava allo stadio avvolta in una sciarpa troppo grande. Mia madre urlava “Dai Bulàggna!” dalla finestra, con la radio accesa. Per me il Bologna è tradizione familiare e scuola di vita: ti insegna a soffrire, ad aspettare, a non mollare mai. È una metafora perfetta dell’esistenza. Oggi il mio personale Dall’Ara è diventato il Circolo Serena80 ex storico Cavallazzi, dove da sempre si fanno tre cose: si suona, si mangia e si tifa Bologna. Lì ogni partita diventa festa, amicizia, abbracci. È il mio stadio del cuore.» Per il Bologna ha partecipato anche al concorso indetto da “Il Resto del Carlino”, allestendo con i colori rossoblu la vetrina del suo negozio “Sanitaria Levante”, una bottega storica sita in via Emilia Levente 92, ed ha ottenuto molti apprezzamenti.
Ricordi dal Dall’Ara
Tra i ricordi più forti, il ritorno in Serie A del 2008: «Una bolgia indimenticabile. Piangevo, abbracciavo sconosciuti. E ogni volta che sento l’inno “Le tue ali Bologna”, mi vengono ancora i brividi. Non ho mai amato la violenza nello stadio: alcuni anni fa, giocavamo a Firenze, rischiai persino di prendere delle botte. Per questo, oggi preferisco un tifo familiare, come quello del Serena80. Il Bologna crea una catena d’affetto che non si spezza mai.»
Bologna, città ribelle e generosa
«Il rapporto con Bologna è complesso, ma anche meraviglioso. Non è facile fare cultura in modo indipendente, ma questa città sorprende sempre. La mia Bologna è quella dei teatri off, della cultura a 360° che trovi ovunque, anche nelle chiacchiere da osteria, degli studenti sotto i portici, dei cori della curva Andrea Costa. Ma anche quella dei tortellini della nonna, delle domeniche in via Saragozza, della nebbia di novembre. È casa, per sempre.»
La Silvia bambina
E se potessi parlare alla Silvia bambina con la sciarpa troppo grande? Cosa le diresti?
«Le direi: “Non smettere mai di sognare, anche se ti prenderanno per matta. Quando ti senti sola, ricordati che hai una voce: usala. E se sei in crisi… vai al Dall’Ara. Lì c’è sempre qualcuno che canta per te”.

Silvia, dove segui le partite del Bologna?
«Ti dicevo che tutte le partite del Bologna le seguo al Circolo Serena80, che si trova al Cavallazzi, quel parco che c’è sotto il ponte di via Libia, ormai nel corso di questi anni siamo diventati una vera e propria famiglia, ci troviamo sempre lì per vedere tutte le partite del nostro amato Bologna FC, con un mix di età e bagagli di esperienza di vita che si mescolano ogni volta che l’arbitro fischia l’inizio della partita per diventare un’unica fonte di energia.»
La notte eterna della Coppa Italia
Dopo tanti anni, il Bologna FC ha alzato la Coppa Italia 2025. Tu Silvia c’eri, al Circolo Serena80:
«Una festa che sembrava Roma. Ci siamo abbracciati, abbiamo pianto, ballato fino a notte fonda. C’era gente perfino sugli alberi per vedere la partita. Una notte magica, che resterà scolpita nella memoria di ogni bolognese.»

L’elogio al mister, un pensiero su Vincenzo Italiano:
«È un direttore d’orchestra. Fa emergere il meglio da Ogni giocatore e li guida come un’orchestra. Come nella musica: da solo non crei magia. Serve l’orchestra. E Italiano la fa suonare meravigliosamente bene.»
Danilo Billi
