Together we stand, divided we fall.
“Insieme resistiamo, divisi cadiamo”: così cantano i Pink Floyd in “Hey you”. La frase di Roger Waters prende ispirazione dalla favola di Esopo (scrittore greco del VI secolo a.C.) “I tre buoi e il leone”, che insegna come l’unione faccia la forza (a dispetto della discordia che rende vulnerabili).
Cooperazione e solidarietà sono sicuramente alla base della filosofia di tifo dei Tifosi non Schifosi.
Nella stagione 2024/2025, questi concetti vennero ulteriormente rafforzati e trovarono maggior concretezza. Il progetto di tifo a supporto della Nazionale, promosso da Mirko (Bologna Fc Women Fan Club) e denominato “Amici delle Azzurre”, si instaurò proprio in questo contesto e promosse l’incontro tra diverse realtà di supporters.

Fu a Vicenza, nell’ambito di un’amichevole dell’Italia, che i Tifosi non Schifosi conobbero i BCF Girls Supporters e strinsero con loro una bella amicizia dentro e fuori dagli spalti.
In seguito ad un episodio vergognoso accaduto agli amici bresciani in trasferta a Solofra (AV), nel match contro la Vis Mediterranea, ove venne insultata pesantemente e gratuitamente una loro giocatrice (“rea” di fare il suo in campo?), Filippo e compagni vollero dimostrare la loro vicinanza: un tema che purtroppo hanno vissuto sulla loro pelle molte volte negli anni al seguito della squadra nero-oro e su cui non si può tacere (e di conseguenza, rendersi complici).
Venne così realizzato, in occasione della partita casalinga contro il Chieti, lo striscione “Brescia e Venezia insieme lottano: LE RAGAZZE NON SI TOCCANO”, poi molto apprezzato dall’ambiente bresciano.


A questa iniziativa, si affiancò l’autogestione di un minuto di silenzio in tribuna in ricordo di una calciatrice ex Brescia, tristemente portata via da un male incurabile. Apprendendo amaramente la decisione della Federazione di ricordare Clara Carminati con un minuto di silenzio nella sola partita tra Brescia e Orobica Bergamo e memori di tutte le volte che ci si era fermati per ricordare anche personaggi alquanto discutibili, i Tifosi non Schifosi condivisero senza esitazione l’idea promossa dagli amici del Bologna Fc Women Fan Club.

Tutto questo fu l’inizio di una serie di iniziative congiunte di diversa natura, che maturarono poi nell’arco della stagione e che portarono ad una riunione di tifoserie che condividono passione e valori nel mondo del calcio femminile: la creazione di una felpa o di una chat (denominata appunto “Uniti resistiamo”) furono azioni volte verso la direzione di legarsi sotto un’unica bandiera ideale da sventolare orgogliosamente sugli spalti di tutt’Italia. È un progetto ambizioso e tortuoso: sicuramente c’è ancora tanto da fare.

Memorabile e storico fu, in tal senso, il comunicato stampa congiunto firmato dalle tifoserie di Venezia 1985, Bologna Women, Brescia Calcio Femminile e Lumezzane: la ferma condanna del conduttore di una tristemente nota trasmissione di calcio femminile ebbe grande risalto e raccolse attestati di stima trasversalmente da varie società, dirigenti, giornalisti, tecnici e giocatrici.

Lo spirito di gruppo fu protagonista ricorrente durante la stagione e,in particolare, nelle partite di Coppa Italia. I Tifosi non Schifosi affrontarono la competizione al fianco della loro squadra con la voglia di lasciare ancora una volta il segno. In particolare, le sfide del girone contro Venezia Fc e Villorba stimolarono la creatività e la spettacolarità del tifo nero-oro.
L’impegnativo derby casalingo di Coppa contro le arancioneroverdi sembrò un ostacolo insormontabile ma Filippo e compagni vollero crederci lo stesso e cercarono di infondere la loro fiducia alla squadra con una coreografia all’ingresso in campo delle squadre: le terribili condizioni meteo di quella domenica non furono sicuramente d’aiuto e limitarono fortemente il progetto coreografico. Lo striscione di circa 11 metri “Se segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto” preparato (di ispirazione dantesca e, nello specifico, al XV canto dell’Inferno quando il poeta e scrittore fiorentino incontra il maestro Brunetto Latini), accompagnato comunque nonostante le intemperie dall’accensione di un paio di fumogeni a mano, fece il suo lavoro egregiamente: le Leonesse di mister Murru colsero il messaggio e vinsero clamorosamente in rimonta, contro ogni pronostico, per 2-1.

Vincere il derby contro il Venezia Fc è sempre una grande soddisfazione, per la sua storia di rivalità (già raccontata in più episodi in questo caffè); il successo accese l’entusiasmo attorno alla competizione: l’idea di superare il girone e qualificarsi agli ottavi si fece ancora più concreta la settimana successiva, dopo la vittoria contro il Tavagnacco (2-0).
L’ultimo ostacolo fu rappresentato dalla partita infrasettimanale in trasferta contro il Villorba. L’essere ad un passo dal passaggio del turno di Coppa e la collocazione in orario serale furono un incentivo per i supporters nero-oro per preparare qualcosa di grandioso e, a dirla tutta, inedito.
In una fredda serata di dicembre, il calore e la spettacolarità dei Tifosi non Schifosi si manifestarono in un’espressione coreografica di altissimo livello, tanto che l’arbitro ritardò di qualche secondo il fischio d’inizio rivolgendosi simpaticamente alla panchina del Venezia 1985 con un “Ma dove siamo? In Champions League?”.
Lo striscione “Stringimi forte che nessuna notte è infinita” di 9,5 metri, che riprende la celebre canzone “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero, illuminò la serata trevigiana assieme ad un impressionante gioco di luci stroboscopiche posizionate sui gradonj e candele poste su una geniale croce costruita dal “schifosetto” Oliviero.

La creatività e l’ardente passione vennero apprezzati dalla squadra e ricambiati in campo da una prestazione maiuscola: 0-3 e qualificazione agli ottavi raggiunta meritatamente, in una notte che, per trasporto emotivo, assunse proprio i contorni di un mercoledì di Coppa dei Campioni.
I botti di fine anno vennero poi anticipati dal recupero di campionato in casa contro il Ravenna. Essendo gli altri campionati fermi per le festività, Filippo ne approfittò per invitare al “Nereo Rocco” di Marcon le tifoserie amiche di Bologna, Brescia e Lumezzane. Fu una domenica di tifo veramente fuori dal comune, un evento eccezionale per il mondo del calcio femminile: quattro tifoserie riunite sotto un’unica bandiera sugli spalti non si vedono molto spesso. Insieme ai Tifosi non Schifosi, la società del Venezia 1985 fu molto ospitale e invitò addirittura a pranzo con la squadra gli amici di tifo: un’esperienza unica per loro che venne accettata e vissuta magicamente con grande entusiasmo.
Lo spettacolo coreografico che venne realizzato all’ingresso in campo delle squadre fu clamorosamente colorato: la tribuna tappezzata di striscioni di differenti realtà calcistiche femminili e il levarsi di una cortina di fumo nero-gialla-bianco-blu-rossa furono visivamente impressionanti dal campo.


Peccato per il risultato sul campo, che non si sbloccò dallo 0-0 e che non regalò la ciliegina sulla torta di una giornata di festa per i supporters. Questa occasione fu un’ulteriore testimonianza della forza dell’unione: insieme si possono superare le barriere di un mondo che vede la grande bellezza del tifo nel calcio femminile ancora con sospetto e talvolta con ostracismo.

C’erano una volta tre buoi che insieme pascolavano in un bosco.
Un giorno che il leone si aggirava da quelle parti, li vide e cercò di aggredirli. Ma ogni volta che li avvicinava, quelli univano le loro forze e insieme riuscivano a respingere i suoi attacchi.
Il re della foresta voleva a tutti i costi assaggiare la loro carne, ma egli sapeva benissimo che fin tanto i tre buoi avessero raggruppato le loro corna, per lui sarebbe stato impossibile poterli avvicinare. Per cui, il leone pensò ad un ingegnoso stratagemma. Con delle calunnie riuscì a farli litigare tra loro e a metterli uno contro l’altro.
La mattina successiva i tre buoi si recarono al pascolo separatamente e il leone se li divorò.
Se i tre buoi fossero rimasti insieme, non avrebbero perso la vita.
La favola di Esopo calza a pennello con la realtà che devono affrontare i Tifosi non Schifosi ed i loro amici supporters: insieme si può costruire una fortezza!
Partecipa, commenta, condividi… Innalza la tua passione e unisciti a questa realtà: ci vediamo allo stadio per condividere dei bei momenti… O qui, al prossimo caffè macchiato nero-oro!
Filippo Pajola
