Oggi, per la rubrica dedicata agli spaccati di vita dei tifosi del Bologna FC 1909, sia per il mio blog che per Cronache Bolognesi, vi portiamo dentro una storia che profuma di passione autentica, di sacrificio e di amore incondizionato per i colori rossoblù. La protagonista è Mascia Ruggeri, volontaria assieme al marito allo stadio Renato Dall’Ara, testimone di come il calcio non sia solo una partita, ma una parte profonda della vita e dell’anima di chi lo ama.

Ciao Mascia, come è nata la tua passione per il Bologna FC?
«È una passione che coltivo da sempre. Fin da bambina sono stata circondata da persone che mi hanno trasmesso l’amore per questi meravigliosi colori. Poi è arrivato mio marito, un super tifoso, che mi ha legata ancora di più a questa fede rossoblù».
Cosa rappresenta per te il tifo per il Bologna?
«Per me è una bellissima emozione, che non si può descrivere… Che vivo ogni volta che vado allo stadio. ».
Ricordi la tua prima volta al Dall’Ara?

«Come dimenticarla? Mio marito mi portò a un Bologna-Lazio sotto la pioggia. Purtroppo perdemmo, ma l’emozione fu talmente forte da segnarla come una giornata speciale».
Da tifosi a volontari: com’è successo?
«Dopo tante partite, io e mio marito abbiamo deciso di diventare volontari al Dall’Ara. Lui aiuta nel parcheggio vicino all’ex bocciofila, io invece collaboro con l’associazione Bologna for community, seguendo i ragazzi disabili. È una scelta che rifarei mille volte: vederli sorridere quando arrivano allo stadio ti scalda il cuore. Avendo anche io un problema simile in famiglia, sento questi ragazzi vicinissimi a me».

Una famiglia tutta rossoblu
«La mia nipotina ha avuto il suo battesimo allo stadio a soli due anni e ancora oggi, che ne ha tredici, non manca mai. Anche mia sorella è sempre presente. Per noi il Bologna è parte integrante della famiglia».
Quali sono i tuoi giocatori preferiti di ieri e di oggi?
«Nel passato recente Zirkzee, Calafiori e Sansone, sempre gentili e disponibili con i tifosi. Oggi il mio idolo è Riccardo Orsolini, sia per bravura che per simpatia».

Un dono dal cielo: l’arrivo di un figlio
«Dopo 18 anni di matrimonio, è arrivato quasi inaspettatamente nostro figlio. Lo considero una benedizione. Sono convinta che ci sia lo zampino del fratello di mio marito, con cui condivideva la passione per la Virtus e la Fortitudo nel basket. Ora il piccolo, che ha quasi due anni, mi chiede già le canzoni del Bologna su YouTube. Spero diventi anche lui un tifoso rossoblù… altrimenti non gli do più da mangiare!» (ride, ndr).
Un’altra grande passione: Gianni Morandi
«Assolutamente sì! Da ragazza sono persino andata a Monghidoro a cercarlo con la mia amica Barbara Venturi Grandi, ma non siamo riuscite a incontrarlo. Per fortuna, l’ho visto più volte allo stadio a tifare Bologna».

Tuo padre, un’eredità rossoblù
«Anche mio padre aveva una grande passione per il Bologna. Quando è venuto a mancare, lo abbiamo persino vestito con la tuta ufficiale del BFC, perché il suo ultimo viaggio fosse accompagnato dai colori che amava. Nella vita è stato un collaudatore per la Italjet, appassionato di motociclette, ma il Bologna è sempre stato con lui. Posso dire che i rossoblù hanno segnato la mia vita da sempre e lo faranno per sempre».
La storia di Mascia Ruggeri è l’emblema di ciò che significa essere tifosi del Bologna FC: non solo sostenere una squadra, ma viverla come parte della propria identità, trasmettendola di generazione in generazione, facendone un atto d’amore quotidiano. Al Dall’Ara, Mascia non è soltanto una tifosa: è una volontaria, una madre, una nipote, una figlia che intreccia la propria vita a quella della città e della sua squadra.
Perché il Bologna non è solo calcio: è una storia che continua a battere sotto le Due Torri, con la voce, il cuore e i sorrisi dei suoi tifosi.
Danilo Billi
