Le azzurre trovano dignità e futuro all’estero: la fuga di talenti diventa una condanna per il calcio femminile italiano.
Il calcio femminile italiano sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda: sempre più ragazze guardano oltre i confini nazionali per costruire la propria carriera. Non si tratta di una moda passeggera, ma di una vera e propria vocazione internazionale che negli ultimi anni ha spinto tante calciatrici ad affrontare esperienze in college americanio in club di campionati esteri di alto livello.

Già da tempo, infatti, molte delle attuali protagoniste della Serie A e della Nazionale hanno assaggiato il soccer d’oltreoceano: basta pensare a nomi come Cambiaghi, Goldoni, Cravero, Angiolini, Giacinti, tutte passate da esperienze fuori Italia che hanno arricchito il loro bagaglio tecnico e mentale. Negli Stati Uniti il calcio femminile gode di una popolarità paragonabile a quella che la pallavolo ha avuto per generazioni di ragazze italiane: è lo sport più praticato e seguito a livello femminile, superiore a baseball, football e basket.
Cantore scrive la storia
Il 2025 resterà una data spartiacque: Sofia Cantore è diventata la prima calciatrice italiana nella storia della NWSL, firmando lo scorso giugno con il Washington Spirit. Un trasferimento record, valutato attorno ai 300.000 euro, che l’ha trasformata in pioniera assoluta del nostro movimento.
Dopo più di 120 presenze e 40 gol in Serie A con Juventus, Sassuolo e Verona, Cantore ha scelto la sfida americana. L’impatto è stato immediato: il 16 agosto 2025 ha segnato il suo primo gol in regular season contro il Racing Louisville con un destro potente da venti metri, entrando nella storia come la prima italiana a segnare nella NWSL. Pochi giorni dopo ha raddoppiato in CONCACAF W Champions Cup, dimostrando che il talento azzurro può brillare anche oltreoceano. La nomination al Pallone d’Oro 2025, unica italiana candidata, assieme alla inossidabile Cristina Girelli, sua ex compagna di squadra alla Juventus, è stata la consacrazione definitiva.
Boattin, leader a stelle e strisce
Se Cantore ha aperto il sentiero, Lisa Boattin lo ha subito rafforzato. Ad agosto ha lasciato la Juventus dopo 236 presenze e 14 titoli vinti, per trasferirsi agli Houston Dash, diventando così la seconda italiana in NWSL.
Difensore di personalità, con oltre 70 presenze in Nazionale e protagonista della cavalcata fino alle semifinali degli Europei 2025, Boattin porta negli Stati Uniti esperienza, qualità e mentalità vincente. Per Houston, squadra in cerca di rilancio, il suo arrivo è stato accolto come un innesto di lusso.
Non solo America: l’Europa chiama
Ma il sogno non è soltanto americano. Tante altre italiane hanno scelto di confrontarsi con le grandi potenze europee: Santoro al Betis Siviglia, Piemonte e Galli all’Everton, fino al clamoroso trasferimento di Caruso al Bayern Monaco nello scorso gennaio. Senza dimenticare chi, come Raffaella Manieri, aveva già aperto la strada in Germania anni fa.
Il motivo è chiaro: all’estero le calciatrici trovano infrastrutture moderne, stipendi dignitosi e un’organizzazione professionale che in Italia, purtroppo, è ancora un miraggio per molte realtà soprattutto del Sud, dove mancano squadre e strutture adeguate.

Il rovescio della medaglia: Italia in ritardo
E mentre le nostre ragazze volano, l’Italia sembra arrancare. La ritirata della candidatura per ospitare gli Europei femminili del 2029, annunciata proprio a fine agosto, è una doccia fredda che evidenzia quanto ancora il movimento debba crescere. Le altre candidate—Danimarca e Svezia insieme, Germania, Polonia e Portogallo—sono già più avanti sul piano organizzativo e di investimenti.
In più, la Serie B e la Serie C femminili restano invisibili ai grandi media: mancano racconti, copertura e soprattutto un progetto a lungo termine. Eppure, nonostante queste ombre, l’Europeo 2025 ha mostrato una Nazionale in crescita, capace di raggiungere le semifinali, risultato che mancava dal 1997.
Un movimento che vuole volare
Il fenomeno è chiaro: le italiane che vanno all’estero tornano più forti, più consapevoli, più competitive. Portano in Nazionale un bagaglio tecnico e mentale che arricchisce il gruppo e innalza il livello generale.
Il “sogno americano” di Cantore e Boattin non è un semplice trasferimento: è un segnale. Le calciatrici italiane vogliono vivere il calcio da vere professioniste. E se in Italia ancora si fatica, all’estero trovano ciò che cercano: strutture, visibilità e rispetto.
Ora tocca al nostro Paese decidere se restare a guardare o se trasformare questa fuga di talenti in un’occasione di crescita. Perché il calcio femminile italiano, quello vero, non ha più confini.
Danilo Billi
