Amarsi ancora, non ci ferma niente…
Come si può superare una stagione 2024/2025 fatta di alti e bassi sul campo, se non sostenendo incondizionatamente oltre ogni risultato la squadra? L’amore e la passione vibrante per le ragazze di mister Murru, qui sopra descritti con l’inizio di un coro cantato sulle note di “Amandoti” di Gianna Nannini, furono sicuramente i tratti caratteristici del tifo organizzato nero-oro, sempre orgogliosamente presente in casa ed in trasferta. Il tifoso occasionale sale sul carro quando si vince e c’è da far festa, il Tifoso non Schifoso invece c’è ovunque e comunque: quando si vince, gioisce; quando si perde, soffre e si stringe vicino al team altrettanto sofferente che si lecca le ferite.
Se il morale della squadra venne influenzato dal deludente pareggio contro l’ultima in classifica Ravenna, in quella giornata di gran tifo descritta anche nell’ultimo caffè, la netta sconfitta casalinga contro la Spal (1-4) letteralmente lo schiantò. La delusione e la frustrazione in campo provarono (inutilmente) a contagiare anche l’animo dei Tifosi non Schifosi che, seppur riconoscendo la supremazia avversaria su tutti i fronti, continuarono a supportare le Leonesse nell’evidente difficoltà. Questo venne riconosciuto dalle ragazze e, in vista della successiva difficile partita casalinga contro il Trento, trovarono le giuste motivazioni, mettendo in campo l’impegno per tornare prontamente ai loro livelli. Emozionanti, in tal senso, furono le parole rivolte via chat da capitan Conventi al leader dei Tifosi non Schifosi: “Domenica spero di regalarti una vittoria fil. Ci sei sempre… E te la meriti anche tu ❤️”.
Questo messaggio caricò ancora di più i cuori ardenti dei supporters nero-oro sugli spalti che, all’ingresso in campo delle squadre, fecero esplodere tutta la loro passione suonando la carica con una coreografia dal grande impatto emotivo e visivo: venne rispolverato il telone copricurva con la calciatrice che calcia un pallone infuocato e sotto vennero accese torce e luci stroboscopiche/foto-flash.

La speranza racchiusa in quel messaggio si concretizzò sul terreno di gioco: al “Nereo Rocco” di Marcon, l’11 nero-oro si rese protagonista di una prestazione importante che portò ad una vittoria fortemente cercata e voluta per 3-1. Squadra e tifosi poterono dunque tornare a festeggiare assieme un risultato positivo e a guardare al futuro con maggior ottimismo.
Il vento di positività divenne presto un ricordo: le sconfitte contro Tavagnacco, Real Vicenza (in campionato e in coppa Italia agli ottavi, dove i Tifosi non Schifosi si resero protagonisti di una bella goliardata nei confronti del loro presidente) e Isera, accompagnate da una serie di infortuni e defezioni sul campo, ricacciarono l’ambiente nero-oro nell’incubo di una stagione maledettamente amara.

Sulla dolorosa sconfitta casalinga contro l’Isera, bisogna però sottolineare la rivincita vittoriosa di tifo che si presero i supporters nero-oro, dopo il fango gettato sul loro operato dalla società marzemina (in quel famigerato episodio di anni prima, corredato da una multa di 1000€) e dopo il triste episodio avvenuto nella partita d’andata (e raccontato qualche tazzina di caffè fa).
Filippo e compagni prepararono qualcosa di molto più elaborato e dal contenuto significativo. Se gli episodi di Isera avevano spedito agli Inferi i tifosi nero-oro per come erano stati dipinti, allora l’accoglienza al “Nereo Rocco” di Marcon (VE) doveva essere infernale; all’ingresso degli spogliatoi venne quindi posizionato un eloquente striscione riportante la frase scritta sulla porta d’ingresso dell’Inferno dantesco: “LASCIATE OGNE SPERANZA, VOI CH’INTRATE”.

Sugli spalti, invece, venne preparata una coreografia che celebrasse il percorso di ascesa al Paradiso dei Tifosi non Schifosi, fautori di un’idea di tifo che, dopo anni di Purgatorio, in quel match si rivelò in tutta la sua bellezza divina. Il lavoro artistico, realizzato anche in questa occasione in collaborazione con la disegnatrice sarda Danila “Jun Fender”, richiese un maggior impegno per l’ambizione del progetto grafico: l’idea fu quella di riprodurre e tradurre in veste calcistica veneziana la rappresentazione dell’artista Gustave Doré di Dante e Beatrice in Paradiso, dinnanzi alla luce divina.


Da tutto questo, nacque un nuovo maestoso telone, di dimensioni 6×6 metri. L’ultimo tassello per completare il quadro coreografico fu quello di realizzare uno striscione: “L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ ALTRE STELLE” è l’ultima frase della Divina Commedia di Dante Alighieri e venne posta centrata sotto il copricurva.

Se nella Commedia essa riassume il concetto dell’universo dantesco, dove l’Amore divino è una forza che muove e ordina tutta l’esistenza, nel tifo diventa il manifesto dell’impulso passionale dei Tifosi non Schifosi che ogni domenica batte forte sugli spalti. Tra le nuvole del Paradiso, compaiono simbolicamente in tutta la loro bellezza alcuni elementi caratteristici di Venezia (il ponte di Rialto, il Campanile di San Marco, il Leone di San Marco).



Per animare la coreografia, tra la base del telone copricurva e lo striscione vennero accese una serie di luci stroboscopiche rosse all’ingresso in campo delle squadre, per far risaltare ulteriormente l’ardente sentimento contenuto in questa operazione. L’impatto visivo fu spettacolare: le ragazze del Venezia 1985 rivolsero affettuosamente ai loro tifosi degli applausi già in campo, una volta schieratesi a centrocampo per il saluto al pubblico.

L’unico neo di quella giornata fu appunto la bruciante sconfitta subita in rimonta (1-2), con perdita tra l’altro di due giocatrici (una per infortunio al crociato ed una espulsa con quattro giornate di squalifica poi affibbiate).
Per il resto, fu una giornata dove si scrisse una pagina memorabile nella storia del tifo nel calcio femminile: le Leonesse di mister Murru si rammaricarono profondamente nel post-partita per non essere riuscite a regalare ai loro magici supporters la gioia di una vittoria e li ringraziarono ancora una volta per lo spettacolo coreografico devastante portato in scena.

E quindi uscimmo a riveder le stelle: i Tifosi non Schifosi poterono liberarsi in maniera orgogliosa di un “peso” per quanto messo in atto, che va ben oltre l’importanza del risultato sportivo. La lezione di tifo, questa volta, la diedero severamente loro e poterono definitivamente mettere una pietra sopra a quanto accaduto in precedenza e descritto malamente da quel fantasioso referto arbitrale e da quella multa ingenerosa.
“Stones and flowers on the ground, we are lost and found but LOVE IS GONNA SAVE US”.
L’amore ci salverà. Che sia sulle note di Benny Benassi o sul ritmo dei passionali cori da stadio proposti ogni domenica sugli spalti, i Tifosi non Schifosi portano avanti un pensiero di tifo unico e ben distante da quello sotto l’occhio del ciclone mediatico.
Sarebbe stato più facile rispondere all’offesa marzemina con altrettanta ignoranza ma non sarebbe stato coerente con quanto promosso in questi anni di tifo al femminile, raccontati in questa rubrica settimanale.
Condividi la sconfinata passione dei Tifosi non Schifosi (puoi farlo anche su Facebook: https://www.facebook.com/tifosinonschifosi ), partecipa ed entra nel loro mood!
Ci vediamo al campo per condividere nuovi “guasti d’amore”, magari dinnanzi ad una bella birra fresca… O qui, al prossimo caffè macchiato nero-oro!
Filippo Pajola
