La stagione 2025-26 del Milan Femminile non è partita con lo slancio che i tifosi speravano. Eppure, tra difficoltà e ricostruzione, Susan Baker ha scelto di affidarsi con coraggio a una linea verde che guarda al futuro. In questo mosaico di nuove energie spicca un nome che i tifosi rossoneri dovranno imparare a conoscere bene: Erin Cesarini, giovane centrocampista umbra, classe 2005, già da un anno aggregata alla prima squadra.

Il suo ingresso nel palcoscenico della Serie A è avvenuto in punta di piedi, ma con la naturalezza di chi sa di avere qualità da mostrare. E di chi, ogni volta che tocca il pallone, lascia intravedere bagliori di un talento cristallino.
Lo stile di gioco: visione, coraggio e fluidità
Cesarini si muove in mezzo al campo con leggerezza, ma anche con decisione. La sua arma migliore è la visione di gioco, accompagnata da passaggi rapidi e verticalizzazioni capaci di spezzare le difese avversarie. Gioca spesso di prima, con quella naturalezza che ricorda la gioventù di Greta Adami, storica regista del calcio femminile italiano e dello stesso Milan Femminile.
La freschezza è il suo marchio di fabbrica: movimenti fluidi, tocchi puliti, disciplina tattica. Nonostante la giovanissima età, è già capace di garantire equilibrio, senza sbavature né ingenuità. Le manca ancora incisività in zona offensiva, ma è un aspetto che il tempo e l’esperienza affineranno.
Una promessa con margini enormi
- Versatilità: può adattarsi a diversi ruoli in mezzo al campo.
- Disciplina: rendimento pulito, nessun cartellino, grande attenzione tattica.
- Proiezione internazionale: già nel giro delle nazionali giovanili, abituata a reggere la pressione.
- Fiducia della società: la scelta del Milan di puntare su di lei è il segnale di un progetto a lungo termine.
Il 2025-26 può essere l’anno della consacrazione: più minuti, più responsabilità, più opportunità per imporsi come elemento chiave del futuro rossonero.

Oltre il calcio: la voce dei diritti
Erin Cesarini non è solo una promessa tecnica. È anche una ragazza che guarda oltre il campo, consapevole del ruolo sociale del calcio femminile. Nelle sue parole c’è maturità, sensibilità e coraggio.
Ha sottolineato con orgoglio come il Milan sia stato il primo club italiano ad aver introdotto una policy innovativa sulla maternità per le calciatrici:
- rinnovo del contratto durante la gravidanza,
- assistenza concreta per la cura dei bambini,
- retribuzione garantita nel periodo di maternità.
“Grazie a queste tutele – ha detto – noi calciatrici possiamo pensare anche alla maternità senza dover sacrificare la carriera”.
Un messaggio che va ben oltre lo sport: Erin diventa così portavoce implicita di un cambiamento culturale, un esempio per tante giovani che sognano un futuro nel calcio ma non vogliono rinunciare alla propria identità di donne.

Una leader in costruzione
Il suo senso di appartenenza, radicato nella famiglia e in un amore viscerale per il pallone, si trasforma in forza emotiva dentro e fuori dal campo. Erin non gioca solo per vincere: gioca per rappresentare un modello, per dare voce a chi lotta ogni giorno per far crescere il calcio femminile in Italia.
Il Milan, scegliendo di proteggerla e valorizzarla, non investe soltanto in un talento tecnico, ma anche in una figura capace di incarnare valori, diritti e responsabilità. Un giorno, la sua leadership potrebbe diventare un faro non solo per il club rossonero, ma per l’intero movimento.
Il futuro ha il suo nome
Oggi Erin Cesarini è una giovane promessa, ma tutto lascia pensare che presto possa diventare una certezza. Se saprà lavorare su continuità, incisività e maturazione tattica, il suo destino sarà quello di imporsi come centrocampista di riferimento del Milan Femminile e della Nazionale italiana.
Ogni tocco di prima, ogni corsa elegante, ogni parola spesa per i diritti delle donne nello sport raccontano la stessa storia: quella di una ragazza pronta a trasformarsi in protagonista.
Il futuro del centrocampo rossonero ha già un nome. E quel nome è Erin Cesarini.
Danilo Billi
