Il Bologna non è soltanto una squadra di calcio, ma una vera e propria passione che si tramanda di generazione in generazione. Tra i tanti cuori rossoblu c’è quello di Chiara Zanerini, cresciuta in una famiglia dove il tifo per il BFC è sempre stato una presenza costante. Con lei abbiamo parlato di ricordi, emozioni, stadio, trasferte e naturalmente dei suoi sogni legati ai colori rossoblu.

Ciao Chiara, come e quando è nata la tua passione per il Bologna FC 1909?
“Ciao Danilo, intanto grazie per l’opportunità. La mia passione rossoblu è nata grazie a mio babbo fin da quando ero piccola, perché noi in casa abbiamo una mansarda adibita con televisione e tutto e quindi mi mettevo lì con lui a vedere le partite. Purtroppo non mi ricordo moltissimo, ma i gol di Marco di Vaio non li ho dimenticati.”

Ricordi la tua prima volta allo stadio Dall’Ara? Che emozioni hai provato?
“Yess, eravamo in curva Bulgarelli a vedere Bologna-Pro Vercelli, l’anno della risalita in Serie A. Poi siamo anche andati a vedere la partita con l’Avellino, dove mio babbo era stato scelto per fare il gioco “Prendi il palo o la traversa” in campo, quindi io ero con mio zio nei distinti. Invece, purtroppo, con il Pescara però non siamo riusciti a trovare i biglietti.”
Tuo padre è conosciuto nell’ambiente rossoblu per aver pubblicato due libri sul Bologna. Ci racconti come sono nati questi progetti editoriali?
“Per questa risposta lascio la parola a mio babbo: ‘I progetti editoriali sono due e, sotto un certo aspetto, continuativi. Nel senso che il primo, “Mo Soccia”, narra un po’ quelle che sono state le mie vicissitudini da tifoso, nell’arco temporale che ho ribattezzato “da Savoldi ad Arnautovic”. Il secondo testo, “C come Coppe”, dice già tanto dal titolo. Ovvero si basa sul biennio 2023/25 in cui siamo riusciti a dire la nostra in due competizioni (o coppe): in Champions League, sebbene con risultati altalenanti, e in quella Coppa Italia che era dal 1974 che non alzavamo. Tutto l’insieme diciamo che è una via di mezzo tra il nostalgico e l’indimenticabile.’”
Che effetto fa crescere con in casa uno scrittore rossoblu?
“Da figlia, sicuramente è motivo di grande vanto anche perché è bravo. A lavoro, infatti, ho il suo libro “Mo Soccia” sulla scrivania, anche se ammetto che mi imbarazza un po’ essere sulla copertina.”

Da giovanissima tifosa, come vivi quotidianamente la tua passione per il Bologna, sia allo stadio con i tuoi coetanei, sia nella vita di tutti i giorni?
“Molti miei amici seguono il calcio, ma non il Bologna, però parliamo in generale di tutto ciò che riguarda la serie A e i campionati esteri. Ovviamente ogni tanto parte qualche sfottò goliardico, ma sempre con ironia e rispetto. Purtroppo, ho tanti amici Juventini e Interisti. Quando invece sono con alcuni di quelli che seguono il Bologna parliamo un po’ di tutto, dal post partita, al mercato. Con alcuni di questi vado anche allo stadio, che secondo me è la cosa più bella. Infatti il Dall’Ara è come una seconda casa.”
Fai parte di qualche gruppo organizzato di tifosi o di un club rossoblu in particolare?
“Da un anno a questa parte, sia io che mio babbo facciamo parte del Club Rossoblu di Crevalcore. Organizzano sempre tante trasferte e ci troviamo molto bene. Abbiamo partecipato anche a qualche cena di gruppo tutti insieme e sono veramente delle bravissime persone.”
Oltre alle partite casalinghe, riesci anche a seguire il Bologna in trasferta?
“Quando riesco con il lavoro cerco di fare qualche trasferta, sono stata a San Siro un sacco di volte negli ultimi 3 anni e, da quando siamo riusciti ad andare in Champions ed in Europa League, stiamo organizzando anche una trasferta estera insieme a mio padre, quindi incrocio le dita e spero che sia l’anno buono.”
Spesso la stampa sportiva si concentra solo su gossip o fatti di campo. Cosa pensi invece di questa rubrica che dà voce direttamente ai tifosi del Bologna FC?
“Penso sia una cosa bellissima, perché, non toglie nulla ai giocatori e alla società che ci mettono anima e corpo ogni giorno, ma i tifosi sono il vero cuore di una squadra, la sostengono nonostante tutto e la seguono ovunque, considerando anche che ognuno di noi lavora e ha famiglia quindi è ancora più motivo di vanto avere un tifo molto unito e costante.”

Nella vita di tutti i giorni che lavoro fai? E quali sono i tuoi hobby oltre al calcio e al Bologna?
“Io sono un tecnico di laboratorio biomedicale e lavoro a Medolla, in un’azienda biomedicale. Mi piace molto il mio lavoro perché so che quello che faccio salva delle vite. Nel tempo libero ascolto molta musica, ne sono appassionata fin da piccola e vado dal Rock alla Techno, quindi è molto variegata.”
Quanto spazio occupa il Bologna nella tua giornata? Segui i siti internet sportivi, leggi i giornali al bar, cerchi notizie su YouTube o sui social?
“Lavorando molto non sono sempre sul pezzo con le notizie, però ogni sera do un’occhiata ai canali social ufficiali di squadra e di giornalisti per eventuali notizie.”
Cosa pensi del fatto che, grazie prima al traguardo della Champions League e poi alla conquista della Coppa Italia sotto le Due Torri, sia scoppiata una nuova febbre rossoblu in città?
“Penso che sia bellissimo vedere tutta questa gente che capisce quanto il Bologna sia famiglia e che possa veramente fare grandi cose a livello di traguardi. Ovviamente chi, come me, era presente anche nei momenti più bui e difficili, ha ancora più ammirazione ed orgoglio, vedendo quello che i ragazzi negli ultimi anni sono riusciti a raggiungere.”
Sul piano personale, quali sono i giocatori attuali che preferisci? E chi sono stati i tuoi idoli del passato?
“Idolo del passato, assolutamente Alino Diamanti, è sempre stato un giocatore di riferimento per il Bologna, ma soprattutto una grandissima persona a livello umano. Attualmente, purtroppo, uno dei miei preferiti l’hanno venduto, Dan Ndoye, ragazzo bravissimo con grande tecnica e molto creativo nel gioco, ci mancherà e gli auguro tutto il bene del mondo e la miglior fortuna possibile per la carriera. L’altro, invece, è rimasto ed è Jhon Lucumi, un muro in difesa, grandissimo giocatore.”
Che opinione hai del lavoro di Giovanni Sartori, il “Cobra” del mercato rossoblu?
“Penso che sia letteralmente un veggente, non ne sbaglia una, è formidabile.”
La prossima sarà una stagione impegnativa: campionato, Supercoppa Italiana, difesa della Coppa Italia e Europa League. Onestamente, pensi che il Bologna possa ripetere le due ultime annate straordinarie e arrivare fino in fondo a una competizione?
“Spero non le ripeta, solo per il fatto che non bisogna mai fare riferimento al passato, ma riscrivere una storia tutta nuova e spingersi sempre oltre i propri obiettivi. Credo molto nella società e nella squadra e penso che saranno capaci di regalarci altre soddisfazioni, anche se non analoghe, ma, per quanto mi riguarda, sarò sempre fiera di quello che mi hanno permesso di vivere in questi anni.”
I sorteggi di Europa League hanno riservato avversarie toste e trasferte complicate. Qual è il tuo parere?
“Le partite vanno giocate, ogni partita è a sé e non si può mai dire. Un esempio dell’anno scorso, nella partita con il Borussia Dortmund, sapendo il grande squadrone che era, nessuno avrebbe mai immaginato una vittoria e invece è successa, quindi il Bologna può affrontare tranquillamente chiunque e giocarsela fino alla fine.”

In Champions League sei riuscita a fare qualche trasferta? E pensi di seguire il Bologna anche in Europa League fuori dall’Italia?
“In Champions purtroppo non ci sono riuscita, ma sto cercando di organizzarmi per una partita estera in Europa League, quindi incrocio le dita e speriamo.”
Eri presente a Roma per la storica finale di Coppa Italia? Se sì, ci racconti le tue emozioni in quella notte indimenticabile?
“Sì, ero presente ovviamente con mio babbo e, beh che dire, incredibile, indimenticabile, un’emozione mai provata prima. Ho pianto alla fine perché vedere tutti noi uniti, contenti, i ragazzi che hanno dato l’anima in campo e che, sinceramente, si meritavano la vittoria, mi hanno riempito il cuore di gioia. È stato bellissimo. Soprattutto anche il ricordo e il coro per Sinisa, lui rimarrà sempre nel mio cuore come un guerriero che ha lottato fino alla fine, ma soprattutto un uomo da prendere come esempio.”

Infine, vuoi dedicare un messaggio particolare a qualcuno, magari a un amico di curva o a una persona speciale legata al Bologna FC?
“Intanto dedico questa intervista a te ringraziandoti per l’opportunità, poi alla mia famiglia e a tutta la mia seconda famiglia rossoblu, un grande abbraccio e bacio a tutti e grazie ancora Danilo.”
Chiara incarna perfettamente l’essenza del tifo rossoblu: una passione nata in famiglia, cresciuta tra lo stadio e le trasferte, vissuta con orgoglio e condivisione. La sua voce è quella di tanti giovani che amano il Bologna e che, come lei, non smettono mai di credere in nuovi traguardi e sogni da realizzare.
Danilo Billi
