… Ma se afferri un’’idea che ti apre una via
E la tieni con te o ne segui la scia
Risalendo vedrai quanti cadono giù
E per loro tu puoi fare di più…
Tra sogni e obiettivi prefissati durante l’estate, domenica 21 settembre è iniziata ufficialmente la nuova stagione sportiva del Venezia Calcio 1985 femminile e, di conseguenza, quella di tifo dei loro fedelissimi “Tifosi non Schifosi”. Il primo atto è stata l’abbordabile trasferta a Vicenza, per la partita d’andata di Coppa Italia di Serie C femminile contro il Real Vicenza.
Borsa in spalla, megafono, striscioni e tamburo presi… E si parte, insieme alla squadra!

A mezzogiorno si è a tavola, nel solito accogliente ed impeccabile ristorante scelto dalla società nero-oro nelle trasferte in terra berica. Squadra, staff e tifosi insieme: si ricomincia a condividere il primo di una lunga serie di menù sportivi. Non sarà un pranzo da trascorrere in trattoria ma il momento è sempre simbolicamente importante per la buona compagnia (chi ha avuto occasione di trascorrere un pranzo con il Venezia 1985, intende ancora meglio il senso di convivialità qui espresso).
Dopo pranzo, ci si è spostati verso l’impianto di gioco e Filippo, leader della tifoseria nero-oro, ha allestito il suo angolo di tifo in tribuna dove poter dar nuovamente voce al suo entusiasmo e alla sua passione. Per quest’anno, ci sono novità nei materiali utilizzati: un nuovo striscione “Tifosi non Schifosi” capeggia frontalmente rivolto verso il campo, insieme agli ormai storici ed indimenticabili “Gigi sempre con noi” e “Organizzazione Filini”. Sui gradoni, oltre al classico stendardo a due aste “Tifosi non Schifosi”, sventolano anche le graffianti nuove bandiere firmate dal sempre presente gruppo organizzato al seguito delle ragazze.

Se il carico del tifo in questa partita è stato sempre sulle spalle di Filo, a rappresentanza del suo gruppo, c’è comunque da sottolineare l’arrivo in tribuna di una nutrita rappresentanza veneziana (tra amiche, amici, familiari e dirigenti).
“Fil, che cori ci fai oggi?”
La voglia di fare si è subito rivelata all’ingresso in campo delle squadre, con l’accensione dei fumogeni (invocata anche da qualche rappresentante dello staff vicentino, da anni ormai simpatizzante delle bizze coreografiche dei supporters del Venezia 1985). Non felicissima la scelta tempistica, per via di un minuto di silenzio in campo non comunicato ma rispettato comunque, la realizzazione per il resto è stata ottimale. L’andamento del tifo poi è stato generalmente buono per i novanta minuti: qualche problema tecnico ed il trasporto emotivo dato dall’andamento della partita sicuramente non hanno fatto rendere quanto ci si aspettava (o meglio, quanto Filippo contava di fare) e quanto è nelle possibilità di questo tifo a tinte nero-oro.
Simpatico, in tal senso, anche il siparietto nel secondo tempo tra una signora (di quelle antipatiche che, un tempo quando si giocava per strada, ti minacciavano di bucarti il pallone) che abitava nelle palazzine adiacenti al campo ed il leader dei Tifosi non Schifosi. È scesa giù dall’appartamento fino alla rete dietro alla tribuna, inveendo contro Filo perchè era dalle ore 15 che disturbava con il tamburo e augurandogli che qualcuno la domenica successiva facesse lo stesso sotto casa sua. Serenamente lui le ha risposto che non capiva dov’era il problema, visto che abita anche lui vicino ad un campo di calcio. La suddetta ha proseguito la sua “filippica” sul chiasso sopportato per ore e allora il tifoso, già memore (saranno parenti?) della signora brontolona che abita vicino al campo di Marcon (VE) e che si era lamentata via social del rumore dei Tifosi non Schifosi la domenica pomeriggio, l’ha sonoramente mandata a svolgere le sue funzioni fisiologiche intestinali dentro casa.

Il sostegno alla squadra è sempre incondizionato: il retrogusto amaro sugli spalti per il 3-3 finale, dopo un parziale a nostro favore di 3-1, molto probabilmente è condiviso dalla squadra che ha messo tutto in campo e che ci teneva a far bene alla prima uscita ufficiale, regalandosi una gioia completa e non parziale.
I Tifosi non Schifosi, nonostante le difficoltà incontrate a Vicenza, ci credono fermamente per la partita di ritorno che si terrà questa domenica nella fortezza casalinga di Marcon e ci saranno per sostenere uniti con ardore e passione le ragazze di mister Murru. Riprendendo il ritornello del trio Morandi-Ruggeri-Tozzi, la forza del noi ha sempre contraddistinto questa squadra e questi tifosi e quindi questo ostacolo insieme può essere superato:
… Si può dare di più perché é dentro di noi
Si può dare di più senza essere eroi…
Questa è la tifo-cronaca dagli spalti, riportata come sempre dal nostro fedele e instancabile Filippo Pajola. A me invece il compito – ingrato ma doveroso – di raccontarvi, in breve e con un pizzico di enfasi, cosa è accaduto sul rettangolo verde. Le nostre Leonesse del Venezia 1985 tornano a casa con un pareggio per 3-3 che sa un po’ di beffa, visto che per larghi tratti avevano condotto la gara, arrivando persino sul 3-1. Poi, nel tramonto del match, le padrone di casa del Real Vicenza hanno trovato il modo di rimetterla in piedi. Ma andiamo con ordine.
Partono fortissimo le ragazze in casacca nero-oro: al 7’ una splendida triangolazione in area avversaria libera Gastaldin che insacca l’1-0. Ma le emozioni, si sa, con il Venezia non finiscono mai: appena otto minuti dopo Visani – che poco prima aveva fatto tremare la traversa – serve a Trevisiol un pallone d’oro. Risultato? 2-0 per noi.
A quel punto, quando la partita sembrava indirizzata su binari lagunari, al 22’ si sveglia Basso. Accorcia le distanze e inizia un duello serrato con Grecu, nuova colonna difensiva del muro nero-oro, che stava affrontando le prove generali proprio in questa andata di Coppa Italia Serie C.

La partita si scalda come i guanti di Costantino, portiere delle Leonesse, che si esibisce in più parate decisive. E proprio mentre il Real Vicenza assalta, al 41’ arriva la zampata che sembra chiudere la prima parte: Ruggero lancia Dalla Santa, la bomber semina due avversarie e buca la porta. 3-1 Venezia, con tanto di sorriso stampato sul volto dei tifosi.
Nella ripresa però, quando già qualcuno sognava di passeggiare romanticamente tra i piccioni di San Marco con la vittoria in tasca, ecco che la solita Basso rimette in partita le vicentine: 3-2 all’11’. Neppure dieci minuti dopo Bistaffa inventa un tiro a giro da fuori area che si infila all’incrocio: 3-3. Tutto da rifare.

Da lì in avanti è una battaglia a viso aperto. Ma la sfortuna ci mette lo zampino: Dalla Santa, reduce da un vecchio intervento al ginocchio, è costretta a uscire malconcia quando mister Murro aveva già terminato i cambi. Le nostre restano in dieci dal 24’ circa. E lì sì, il rischio della beffa finale è dietro l’angolo.
Fortunatamente, grazie a resilienza e sacrificio, il Venezia 1985 porta a casa un pareggio che lascia l’amaro in bocca per il doppio vantaggio sprecato, ma che non chiude certo i giochi. Anzi: la qualificazione si giocherà tutta domenica prossima al “Nereo Rocco” di Marcon, davanti ai caldissimi sostenitori nero-oro e con il gruppo dei Tifosi non schifosi pronto a trasformare lo stadio in una bolgia.
Il bello, insomma, deve ancora venire.
Filippo Pajola e Danilo Billi
