I Tifosi non Schifosi ci credono.
Questa domenica si è partiti da questa ferma convinzione, maturata dopo la pirotecnica partita d’andata in terra berica e tramutata insieme in realtà attraverso una prestazione maiuscola in campo e sugli spalti.
Si poteva dare tutti di più e così è stato: paure ed incertezze sono state spazzate via dalla forza di un indomito spirito di gruppo che da sempre caratterizza la squadra e tutto l’ambiente nero-oro.
La partita di ritorno contro il Real Vicenza è iniziata alle ore 16:00 ma Filippo e compagni già a partire dalle 14:30 circa hanno cominciato a giungere alla spicciolata al “Nereo Rocco” di Marcon (VE) per allestire e preparare nei dettagli il loro tifo, nell’esordio ufficiale casalingo delle ragazze allenate da mister Murru. Lo spiegamento degli striscioni e delle bandiere, la sistemazione del tamburo, le ultime raccomandazioni a quattr’occhi sul da farsi in tribuna, l’arrivo all’impianto sportivo di volti più o meno nuovi, i saluti, gli abbracci, una birra in serena tranquillità prima di “dare fuoco alle polveri”: tutti automatismi e piccole cose a cui non si fa molto caso ma che sono parte integrante della magia che pervade ogni domenica un’atmosfera già carica di adrenalina e passione in casa Venezia 1985.

Rispetto alla scorsa domenica in trasferta, è stata naturalmente più massiccia la risposta di tifo in termini di presenze e di calore e vicinanza alla squadra, ad ulteriore testimonianza di quel convincimento maturato in partenza.
Per l’occasione, per inaugurare la stagione sportiva dentro le proprie mura di casa “a modo loro”, il gruppo “Tifosi non Schifosi” ha messo in scena una coreografia all’ingresso in campo delle squadre degna della loro (riconosciuta e oramai non troppo nascosta) spettacolarità.
Lo striscione “C’è chi è stato ammaestrato e subisce col capo chinato. NOI NO.” esposto sul parapetto della tribuna è una frase ripresa dalla canzone “Noi no” degli Articolo 31 e potrebbe anche avere molteplici letture così estrapolata e contestualizzata in uno scenario di tifo.
Sostanzialmente, la scelta di iniziare la stagione con un messaggio così forte è rappresentativo di un collettivo di supporters che negli anni ha saputo dimostrare concretamente la sua forza e la sua importanza per le ragazze del Venezia 1985: è un manifesto programmatico dell’identità di un gruppo di persone che, senza troppi giri di parole, si ribella inevitabilmente di fronte ad un certo mondo calcistico femminile intento a “scimmiottare” quello maschile e che rimane legato alla dolce autenticità di un pallone “di tacco e di tacchetti”, fatto di passione, sacrifici, sudore e valori umani.

Ad una lettura, per certi versi, “sovversiva” si può però quindi affiancare anche un’ennesima dimostrazione di amore, in stile “ultras” (nel senso di fuori e oltre gli schemi), dei Tifosi non Schifosi… O forse, AMMMORE!
Sì perchè (che rimanga tra noi!) a striscione terminato, Filippo si è reso conto di aver scritto clamorosamente in maniera errata “AMMMAESTRATO” (con tre “M”, cose dell’altro mondo… Mai successo in centinaia di metri di striscioni dipinti a mano!). Magicamente però, è riuscito a rimediare in tempo con successo e, a quanto pare, la stragrande maggioranza non si è accorta fino ad ora di questa (potenziale) gaffe.
Dietro allo striscione, sui gradoni sono stati posizionati e accesi i barattoli di fumo nero e giallo. Infine, per completare l’opera coreografica, sono state sventolate un paio di bandiere ed è stato esposto l’iconico stendardo a due aste “Tifosi non Schifosi” dal fedelissimo Oliviero, che già prima dell’ingresso in campo delle squadre aveva saggiamente catechizzato tutta la tribuna sul comportamento del tifo promosso allo stadio di Marcon.
A livello canoro, il tifo è rimasto bello vivo durante tutto l’arco della partita, resistendo tenacemente all’altalena di emozioni in campo. Il risultato finale di 3-2 è stato il giusto premio, una grande soddisfazione per lo sforzo profuso sul campo di gioco e sui gradoni.

Dopo aver atteso in rispettoso silenzio, per non accendere ulteriormente gli animi, il termine di un vibrante confronto in campo a fine partita tra le ragazze del Venezia 1985 e la terna arbitrale (in particolare con un guardialinee reo di essersi reso protagonista in partita di un comportamento sgradevole e incommentabile nei confronti di una Leonessa), la squadra è stata chiamata “sotto la curva” a festeggiare la vittoria: tra i cori cantati insieme alle ragazze ed i fumogeni, un’esplosione di gioia e di emozioni ha unito tutte/i… Ben oltre il novantesimo!
L’happy end con un sereno “terzo tempo” collettivo anche al bar, davanti ad una birra fresca, è un “must” e non poteva mancare in una così entusiasmante domenica di calcio appena trascorsa assieme.
Una vittoria che fa bene al morale, fa crescere l’entusiasmo in vista dell’inizio del campionato tra poco meno di due settimane: questo è solo l’inizio di una nuova storia, i Tifosi non Schifosi hanno dimostrato di essere ancora sul pezzo e sono pronti a scrivere nuovi importanti capitoli.
È sempre troppo bello essere NOI.
Una squadra che cresce, un cuore che batte: tra sudore, voci e applausi la strada verso il campionato
Ci sono partite che non finiscono al triplice fischio. Restano addosso, come il profumo della pioggia d’estate o l’eco di un applauso che non smette di vibrare. Quella di domenica scorsa è stata una di queste. Una gara intensa, combattuta, che ha lasciato soprattutto la sensazione che questa squadra stia trovando, giorno dopo giorno, la sua anima.

La cronaca:
A passare il primo turno di Coppa Italia di serie C è stato il Venezia 1985, dopo che all’andata sul campo del Real Vicenza la partita, nonostante un ampio vantaggio delle lagunari per 3-1 alla fine del primo tempo, vedeva poi la gara terminare sul 3-3. Rinviando dunque il verdetto finale alla gara decisiva di domenica scorsa a Marcon, vinta dalle nero-oro di casa per 3-2.
Il Venezia 1985, passa subito in vantaggio al 12’, Tosatto mette un cross al bacio in mezzo all’area per Santini che segna, ma il guardialinee chiama il fuorigioco e annulla la rete. Questa volta invece al 16’ arriva il goal quello buono, quando con un calcio d’angolo da sinistra Grecu segna di punta, e si va sull’1-0. Ma la resilienza del Real Vicenza è dura da piegare, al 37’ pareggiano con il goal dell’ex Scaroni, abile anche lei a sfruttare al meglio un calcio d’angolo a proprio favore. Ma le nero-oro sfiorano il raddoppio al 41’ con Santini, basta aspettare pochissimi secondi con Trevisiol che in area si gira bene e fulmina Dalla Via. Nella ripresa, arrivano diverse occasioni per allungare e mettere la qualificazione in ghiaccio, prima è ancora Trevisiol e poi Baldan. Invece al 14’ sono le ospiti a trovare la via del pari con la rete di Simiele. A questo punto, si scatena la carica agonistica del Venezia 1985, che spinge su ogni contrasto e si porta definitivamente sul 3-2 al 17’ con il goal di Baldan, bene imbeccata da Gastaldin. A seguire gran numero anche di Costantino che salva sulla sempre pericolosa Basso, con l’aiuto della traversa. Ma a condurre il pallino del gioco ben due contropiedi che potrebbero mettere definitivamente fine alla partita con Trevisiol, però il punteggio rimane 3-2 per le leonesse che possono festeggiare il passaggio del turno.
Le dichiarazioni post gara:
Dal cuore dell’attacco è arrivata la voce di Giulia Trevisiol, che con poche parole ha restituito l’essenza dell’atmosfera vissuta domenica:

“Siamo molto contente della prestazione di ieri. È stata una partita tosta, ma la squadra ha risposto bene, con carattere e grande spirito di gruppo. Abbiamo messo in campo quello che avevamo preparato e penso che si sia visto: compattezza, idee chiare e tanta voglia di fare bene insieme. A livello personale sono ovviamente felice per il gol, è sempre una bella soddisfazione contribuire anche in fase realizzativa, ma ancora di più lo è quando arriva all’interno di una prestazione positiva collettiva.
Ora ci aspetta l’inizio del campionato e ci arriviamo con fiducia. Sappiamo che ogni partita sarà una battaglia, ma siamo pronte: lavoriamo ogni giorno per crescere e farci trovare pronte a ogni sfida. C’è entusiasmo e consapevolezza.
Una cosa che spesso passa in secondo piano ma che per noi in campo fa davvero la differenza è il pubblico. Ieri la cornice di tifo è stata bellissima. Sentire il sostegno sugli spalti, l’energia che arriva anche nei momenti più duri della partita… È qualcosa che ti dà la spinta in più. Personalmente mi ha colpito la partecipazione di tutti, anche di tanti volti nuovi: è bello vedere come cresce l’attenzione attorno a noi. Speriamo di continuare a meritare questo affetto.”
Ludovica Gastaldin, centrocampista che domenica per la prima volta ha indossato la fascia da capitano in assenza di Agata Centasso. E le sue parole non sono quelle di chi ha voluto vivere un momento personale, ma di chi sente sulle spalle il peso e la bellezza di un gruppo intero:

“È stata una gara molto intensa, giocata con grande concentrazione da parte di tutta la squadra. Abbiamo affrontato un’avversaria organizzata e, nel complesso, credo che la nostra prestazione sia stata positiva: ci sono ancora degli aspetti da sistemare, ma la strada è quella giusta. Siamo riuscite a tenere bene il campo, a proporre il nostro gioco a tratti, e soprattutto a restare unite nei momenti in cui c’era da soffrire.
A livello personale, sono contenta di aver dato il mio contributo. So che c’è sempre da lavorare e da imparare, ma cerco di mettermi al servizio della squadra ogni volta che scendo in campo. L’importante, per me, è dare tutto.
Ieri ho indossato la fascia da capitano, ed è sempre un onore. Ma la verità è che in campo non mi sono sentita l’unica a “guidare” — anzi, penso che una delle nostre forze più grandi sia proprio quella di essere una squadra piena di voci, di personalità, di persone che si fanno sentire al momento giusto. Ci sono tante forme di leadership, non solo quella con la fascia al braccio. Ognuna di noi porta qualcosa: un gesto, una parola, un atteggiamento. Ed è questo che ci rende unite e forti.
Ora ci aspetta il debutto in campionato tra due settimane, e l’obiettivo è arrivarci ancora più pronte, limando quei dettagli che possono fare la differenza. C’è tanta voglia di iniziare e di dimostrare il nostro valore.
Una nota speciale la voglio dedicare ai tifosi. Ieri si è creata una cornice davvero bellissima: vedere le persone sugli spalti, sentirle partecipi, presenti, coinvolte… È quell’ingrediente che rende la ricetta speciale. Per noi i tifosi non sono solo un sottofondo: sono una spinta concreta, un’energia che ti arriva addosso nei momenti giusti. Quando sei in campo, stanca o magari sotto pressione, basta sentire un coro, un applauso, anche solo uno sguardo da fuori… E ti rimetti in moto. È bellissimo vedere volti nuovi tra il pubblico, famiglie, bambini… E questo dice tanto su come il progetto stia crescendo e su quanto affetto ci sia attorno a noi. È una cosa che non diamo mai per scontata, e che ci dà ancora più voglia di fare bene.
E poi c’è tutto ciò che non si vede: il lavoro di chi sta dietro le quinte. Lo staff, la dirigenza, chi ci supporta ogni giorno con attenzione e dedizione… Dietro ogni buona prestazione c’è un grande lavoro di squadra che va oltre il campo.
Grazie di cuore a chi c’era — speriamo di rivedervi (ancora più numerosi!) all’inizio del campionato.
Ci vediamo presto per il prossimo “caffè”!”
Sulla stessa linea d’onda, ma con una punta di orgoglio in più per il suo goal, Diana Grecu ha ribadito il valore di questa prestazione:
“Stiamo ancora lavorando sull’omogeneità della squadra però una cosa è certa: la grinta ce l’abbiamo! Sono state due partite importanti che ci aiuteranno ad affrontare la prima partita del campionato con il piede giusto.
Sono tanto contenta per il gol e che ho aperto la strada per altri due, spero che finirà sempre così!
Purtroppo nel 2025 il calcio femminile è ancora invaso dalla misoginia e anche per questo motivo le arbitre donne tardano a debuttare [in riferimento all’episodio descritto anche nel finale visto dagli occhi del tifo, ndr].
Gli spalti, il dodicesimo giocatore, come sempre presente si è fatto sentire con la sua spinta che ha dato il suo contributo per la qualificazione negli ottavi di finale di Coppa Italia, grazie a tutti!”
Infine, la voce più analitica, quella di chi osserva tutto con lo sguardo del condottiero: il tecnico Giancarlo Murru.

“La nostra è una squadra nuova, con giocatori che devono imparare a gestire sia come gruppo che singolarmente i cambiamenti fisiologici e comportamentali che avvengono nelle varie situazioni di gara.
Da tutto ciò dipende poi la corretta ed importante scelta tattica individuale e di squadra e su tutto questo le ragazze stanno mostrando una buona e costante crescita.
Rispetto all’anno scorso stiamo confermando di prediligere la conquista della palla sul terzo livello di campo ma, allo stesso tempo, si sta anche lavorando con la partenza del gioco dal basso dove vengono richiesti qualità di palleggio, di lettura e di importanti aspetti decisionali
Sono contento ad oggi dei costanti progressi che la squadra sta evidenziando di partita in partita.
Un’impressione sugli spalti? Oramai non ci sono più parole: strepitoso per il tifo e per i colori!”
E così, tra le parole delle ragazze, del loro mister, goal che danno fiducia, difese granitiche e progressi tattici, prende forma un’unica verità: questa non è solo una squadra di calcio. È un gruppo che impara a respirare all’unisono, che trova forza nelle voci dei tifosi e che non ha paura di crescere passo dopo passo.
Ora all’orizzonte c’è il campionato, con tutte le sue sfide e le sue battaglie. Ma la sensazione, guardando queste ragazze e ascoltando le loro parole, è che non ci sia alcun timore. Perché dove ci sono cuore, unità e un popolo sugli spalti che canta senza smettere, il futuro può davvero diventare presente.
Filippo Pajola e Danilo Billi
