Il Venezia 1985 apre la nuova stagione con diverse novità in rosa, tra cui: l’arrivo della maltese Raisa Costantino, classe 2005, portiere con esperienze già in Sardegna con la Tharros e a Salerno con la Gelbison, oltre a presenze con la Nazionale del suo paese. Raisa si racconta in questa intervista, parlando di calcio, di vita e delle sue nuove ambizioni con la maglia nero-oro.

-Ciao Raisa, sei una delle nuove arrivate di questa stagione. Innanzitutto, come mai hai scelto di venire qui alla corte di Mister Murru nel Venezia 1985?
“Sono tre anni che sono in Italia. Il primo anno ero in Sardegna, il secondo a Salerno. Quest’anno volevo provare a giocare al nord e quando si è presentata l’opportunità di venire al Venezia 1985, mi sono detta “perché no?”. Mi hanno parlato bene della squadra e poi, dopo una telefonata con Peter Camilli, il progetto mi ha ispirato, visto che l’ambiente mi è stato dipinto come accogliente e rilassato, proprio quello di cui avevo bisogno dopo due anni con qualche difficoltà in altre squadre.”
-Qui hai ritrovato anche due ex compagne della scorsa stagione, come Grecu e Visani?
“Sì, con loro va tutto bene, siamo molto affiatate e sono felice di condividere questa nuova esperienza.”
-Quindi hai scelto Venezia 1985 anche per rilanciarti a livello mentale, giusto?
“Esatto, giusto.”

-Parliamo del tuo ruolo, quello del portiere. Non è un ruolo da poco. Che tipo di portiere sei?
“Mi sento sicura tra i pali, soprattutto nei tiri. Con i piedi mi sento abbastanza a mio agio, ma non sono mai stata completamente sotto pressione. In questa nuova stagione sto lavorando tanto su questo.”
-Quindi stai migliorando l’impostazione dal basso?
“Sì, prima non mi sentivo così sicura, ora invece sto imparando. Mi piace di più calciare o fare le mie uscite alte, ma capisco che impostare l’azione dal basso è importante.”
-Mi hanno detto che sei solare e scherzosa, ti riconosci in questa descrizione?
“Sì, penso di sì. Mi piace sorridere e cerco di trasmettere positività.”

-Sei arrivata in una piazza dove il tifo è molto caldo. Che impressione ti ha fatto ora che l’hai potuto toccare con mano nelle prime due gare di Coppa Italia?
“È bellissimo. Le mie esperienze precedenti erano in squadre senza tifosi, qui invece senti il supporto e l’entusiasmo: i colori, le canzoni… Ti danno davvero una spinta in più durante la partita.”
-Come ti trovi nella nuova foresteria del Venezia 1985?
“Mi trovo molto bene. Siamo cinque in casa e andiamo tutte d’accordo. Marcon è un posto comodo, con tutto a disposizione, e il clima familiare che si è creato subito, anche grazie al ritiro, aiuta tanto a star bene.”
-Il ritiro vi ha aiutato a creare l’amalgama giusta nella squadra?
“Sì, tantissimo. Abbiamo passato serate insieme in albergo, giocando a biliardo, calcetto e facendo attività di gruppo. Ci ha aiutato a conoscerci meglio.”
-Studi o lavori?
“Fino a gennaio studiavo sport marketing online a Malta, anche se a distanza. Ora lavoro vicino a casa come cameriera; la società ci ha aiutato a trovare un posto di lavoro fuori dal terreno di gioco.”
-Come ti sei appassionata al calcio da piccola?
“Il calcio è uno sport di famiglia: la mia mamma giocava in porta e il mio papà allenava. Io e mio fratello siamo cresciuti giocando sempre insieme. A otto anni ho deciso che volevo fare come mamma.”
-Perché hai scelto l’Italia?
“È vicina a Malta, culturalmente simile e il calcio è più sviluppato, con campionati più strutturati. Ho pensato fosse una buona opportunità per crescere. Purtroppo a Malta ci sono pochissime squadre femminili. Chi ha passione, come me, deve andare all’estero per giocare e crescere. Io sono partita appena ho compiuto 18 anni.”

-Il tuo rapporto con la Nazionale maltese?
“Direi buono: per anni sono stata titolare nella nazionale Under e ora ho esordito anche con quella senior. Tra l’altro ho avuto anche il piacere di giocare contro l’Italia.”
-Parliamo delle prime partite con il Venezia 1985.
“Sono state le nostre prime due partite e stiamo ancora conoscendoci. È un gioco diverso da quello a cui ero abituata, ma sto imparando cosa chiede il mister. Siamo una squadra giovane, con molti nuovi elementi, in particolare è cambiata tutta la difesa, quindi serve tempo per abituarsi ai movimenti reciproci.”
-Come ti trovi con Mister Murru e con il nuovo preparatore dei portieri Leonardo Mangiola?
“Mi trovo molto bene con entrambi, posso solo dire che si lavora tanto e di qualità.”
-Cosa ti aspetti da questa stagione che fra due weekend inizierà ufficialmente, visto che nel primo siete a riposo?
“È un campionato difficile, ma penso di poter migliorare molto, a livello di squadra, invece questa è giovane e forte, e credo che possiamo fare un buon cammino.”

-E nel tempo libero?
“Quel poco tempo libero lo passo in palestra, o a riposare o a guardare qualche serie su Netflix. Poi mi piace anche ascoltare musica pop prima delle partite.”
Con la sua determinazione e il sorriso sempre acceso, Raisa Costantino sembra avere tutte le carte in regola per diventare un punto fermo del nuovo corso del Venezia 1985. Il suo entusiasmo, unito alla voglia di migliorarsi giorno dopo giorno, rispecchia perfettamente lo spirito giovane e ambizioso della squadra lagunare. Il pubblico nero-oro ha già imparato ad apprezzarla: ora tocca al campo confermare che il futuro tra i pali del Venezia 1985 può davvero parlare con accento maltese.
Danilo Billi
