Chiamiamo le cose con il loro vero nome: quelli non sono “tifosi” ma “assassini”.
Noi TIFOSI, che ogni fine settimana scegliamo la vita e ci riuniamo per cantare assieme la nostra passione che ci viene dal profondo del cuore, sventolare il nostro vessillo di tifo sano e pulito e rientrare a casa sereni per affrontare nuovamente la routine quotidiana, non possiamo essere accomunati a quegli SCHIFOSI che domenica sera l’hanno tolta barbaramente all’innocente Raffaele Marianella, uno dei due autisti del pullman che stava riportando a casa da Rieti i tifosi del Pistoia Basket. È inaccettabile, per quelli che vivono da “TIFOSI NON SCHIFOSI” e che anche in questo weekend hanno veicolato il loro messaggio positivo a sostegno dello sport.
Il fine settimana dei supporters nero-oro è iniziato già il sabato quando Filippo, dopo l’invito lanciatogli in diretta streaming il mercoledì sera su “Zona Bologna Live” dagli amici rossoblù Alfio e Gabriele, ha raggiunto molto volentieri i sostenitori del “Bologna Fc Women Fan Club” che erano arrivati al “PalaLupe” di San Martino di Lupari (PD), al seguito della squadra di futsal femminile del Bologna.


Tra abbracci, birre (immancabile la gag “Anna Chiara, ci beviamo una birra assieme?”, sotto lo sguardo teneramente minaccioso di papà Simone), una piacevole partita vissuta assieme (1-1 finale), racconti vari di tifo e di vita e un saluto alle ragazze post-partita (una buona parte è a conoscenza del solido gemellaggio di tifo nero-oro-rosso-blu), è stata una bella serata all’insegna dell’aggregazione e si è tornati tutti a casa con il sorriso e l’entusiasmo a mille, in vista di una domenica di tifo altrettanto magica nei rispettivi impegni di campionato.

La domenica mattina si è partiti con la squadra per raggiungere il territorio feltrino (provincia di Belluno), teatro di gioco della seconda giornata di serie C (girone B) per il Venezia 1985. Zaino, fumogeni, tamburo, striscioni, bandiera, stendardo, trombetta, megafono: anche questa volta, Filippo si è caricato l’onore del tifo per le Leonesse nero-oro sulle sue spalle.


Simpatico il duetto che si è venuto a creare sugli spalti del centro sportivo di Rasai (BL) con un giovanotto del posto (educato ed ospitale, avendo offerto anche le castagne a Filo… Ciao Edo!), rimasto affascinato alla visione delle attrezzature utilizzate dal leader della tifoseria nero-oro e volenteroso nel volersi cimentare al tamburo. Si è venuto a creare quindi il sottofondo ideale al susseguirsi degli eventi della partita: i cori ritmati dal tamburo hanno dato ulteriore risalto ad un match combattutissimo ma alla fine conquistato meritatamente sul campo (oltre che in tribuna). La gioia dei “Tifosi non Schifosi” è esplosa al gol decisivo di Dalla Santa (dopo l’urlo strozzato sul gol annullato a Grecu) ed è stata condivisa con la squadra a fine partita, chiamata “sotto la curva” a festeggiare e liberare tra i fumogeni un canto collettivo per il successo strenuamente ottenuto.
SIAMO PAZZI DI TEEE…

Al Centro Sportivo di Rasai (BL) è bastato un guizzo, una scintilla di talento, per accendere il pomeriggio e confermare il Venezia calcio 1985 in cima al girone B di Serie C femminile, dopo la bella vittoria di domenica scorsa per 3-1 al comunale “Nereo Rocco” di Marcon, contro la compagine del Tavagnacco. A firmare il nuovo successo delle nero-oro è stata Elisa Dalla Santa, leader silenziosa e cuore pulsante della squadra lagunare, che con un gol di classe e determinazione ha regalato alle compagne una vittoria preziosa nel derby con le Dolomiti Bellunesi.
Le padrone di casa, neopromosse e orgogliose, hanno lottato con il coltello tra i denti, cercando di riscattare la beffa subita la scorsa settimana a Bolzano (quando hanno perso a tempo ormai scaduto di corto muso contro il SüdTirol).

Dopo venti minuti di studio, è il Venezia 1985 a suonare la carica: gran tiro dalla distanza di Visani e grande replica di Dal Bon; sul seguente angolo, testa di Morettin fuori di poco. A questo punto, le padrone di casa replicano con la conclusione di Conedera, su cui questa volta a superarsi è Costantino. La reazione delle leonesse, arriva prima con Dalla Santa e poi al 5’ della ripresa su una conclusione di Trevisiol sulla quale il portiere delle Dolomiti Bellunesi si supera, mentre la gioia del vantaggio viene negata a Grecu (gol annullato per fallo in attacco, su mischia in area di rigore) e a Visani al 16’ che spara sul palo. Ma Dalla Santa si infila tra le linee, prende il tempo giusto e, servita da un’azione corale, trova il varco per trafiggere Dal Bon, non impeccabile in questa circostanza. È il 36’ e la partita si accende. Nel finale, il pressing delle bellunesi cresce ma il muro nero-oro resta compatto. Ogni pallone diventa una storia di resistenza e di cuore.
Quando l’arbitro fischia la fine, il sorriso di Dalla Santa racconta tutto: un derby vinto con l’anima, da simbolo di un gruppo che sogna in grande.
Il Venezia rimane in vetta, e questa volta lo fa con la forza delle sue certezze e con la grinta di chi non ha mai smesso di crederci.
Dolomiti Bellunesi vs Venezia Calcio 1985 0-1
Dolomiti Bellunesi: Dal Bon, Pattaro, De Paoli, Bristot, Conedera (27’s.t. De Zolt), Mastel, Triches, Andolfatto (dal 30’ s.t. Fassin), Della Vecchia, Gava, Bassani.
A disp: Squarcina, Rosson, Cappellano, Maddalozzo, Zilli, Da Ronch, Appocher.
All: Marcello Bertuzzi
Venezia calcio 1985: Costantino, Morettin (9’s.t. Boschiero), Romano, Grecu, Paladini, Dalla Santa, Ruggiero, Baldan (dal 38’ s.t. Sjöström), Gastaldin, Visani (dal 38’s.t. Tosatto), Trevisiol.
A disp: Tonello, Centasso, Furlan, Loberti, Santini, Vanzo.
All: Giancarlo Murru
Arbitro: Boscariol di Conegliano
Rete: s.t. 36’ Dalla Santa (V).
Note: angoli 10-6 per il Venezia calcio 1985. Ammonite: Trevisiol, Dalla Santa, Romano (Venezia Calcio 1985). Espulso: mister Bertuzzi (Dolomiti Bellunesi). Recupero: p.t. 0’, s.t. 5’.

Dopo la vittoria del Venezia Calcio 1985 sul campo della Dolomiti Bellunesi, abbiamo raccolto le impressioni di tre protagoniste in maglia nero-oro: Elisa Dalla Santa, Ludovica Gastaldin e Raisa Costantino e dell’allenatore Giancarlo Murru.
Tra analisi lucide della partita, riflessioni sulla crescita del gruppo e un ringraziamento speciale ai tifosi, ecco cosa hanno dichiarato le giocatrici sentite e l’allenatore.
Elisa Dalla Santa (attaccante Venezia Calcio 1985)
“Anche oggi (domenica 19 ottobre 2025, n.d.r.) le Dolomiti hanno dimostrato che, almeno per un tempo, hanno mantenuto i ritmi di una categoria superiore. È vero che poi nella ripresa sono un po’ calate e noi non siamo state così brave a concretizzare le occasioni che abbiamo avuto. È stata, invece, molto brava la loro portiera, che ne ha parate davvero tante, perché sicuramente il passivo poteva essere maggiore.
Abbiamo approcciato abbastanza bene. Non abbiamo avuto bisogno di prendere il classico gol per svegliarci, come invece ci è successo in altre occasioni. Secondo me, dal punto di vista psicologico possiamo comunque sempre migliorare: infatti, credo che i margini di crescita siano davvero ampi. Qualche sbavatura c’è stata anche oggi, però nel complesso ci stiamo conoscendo meglio, stiamo imparando a capirci e soprattutto a diventare squadra.
Inoltre, non ho memoria di una partenza così. È anche vero che, di solito, i nostri inizi di campionato erano molto più in salita, perché partivamo già contro squadre di grande caratura: Trento, Venezia FC… Le prime due partite erano sempre dure, e poi arrivare alla terza non era semplice. Nel senso che arrivavi mentalmente massacrate da due gare in cui magari prendevi delle grandi imbarcate e giocare la terza gara anche con compagini più alla nostra portata, poi non era semplice ugualmente.
Adesso invece abbiamo trovato due squadre come Tavagnacco e Dolomiti Bellunesi: una appena salvata, l’altra neopromossa. Perciò è difficile fare conti su queste due partite e dire quale sia realmente il nostro valore. È vero però che, intanto, sei punti li abbiamo raccolti, e sicuramente, a livello di morale, ci fa piacere. Io francamente credo che sia importante restare con i piedi per terra: già domenica abbiamo uno scontro importante con una squadra che ci ha sempre fatto tribolare.
Quindi, in base a come andrà, allora potrò dire: “Sì, possiamo sognare”, oppure “No, rimaniamo con i piedi per terra”. Per ora non mi sentirei di darti un parere definitivo in merito.
Un altro gol che mi avvicina al traguardo? Sì. Come ho detto la settimana scorsa, non sarà una fasciatura al ginocchio a tenermi lontana da questo traguardo così ambito delle 100 reti.
Cosa dire su quello di oggi? È anche vero che, forse, se al mio posto ci fosse stata qualcun’altra, invece di guardare la palla si sarebbe girata e non se ne sarebbe neanche accorta. Quindi sì, un pizzico di fortuna c’è, ma va detto che io sono nata per fare questi gol. Ne ho fatti tanti anche solo in questi anni, e le reti “di rapina” un po’ mi appartengono. Quindi: culo anche, ma non solo quello!

La storia delle esultanze “sobrie” nasce con Ludovica Gastaldin, che tutte le domeniche mi prende in giro per come gioisco. E allora sto inventando tutta una serie di esultanze stravaganti, in base a come mi vengono in mente. Potrebbe essere che, su altri 17 gol, ne vediate 17 diversi. E se i gol saranno 20, tanto meglio: ne vedrete 20 diversi!
Che dire dei nostri “Tifosi non Schifosi”? È anche un po’ il nostro fiore all’occhiello, perchè quando andiamo in giro, le altre società vedono una realtà molto importante. Per noi avere il tamburo fuori è una cosa bellissima, anche se io non lo sento quasi mai, non per uno scarso utilizzo ma perchè io mi isolo e mi estraneo completamente da tutto.
Sicuramente il tifo è il nostro dodicesimo uomo. Più è caldo e più è bello, perché poi fa anche scenografia. C’è poco da commentare: è davvero una cosa fenomenale e fantastica.”
Ludovica Gastaldin (centrocampista Venezia Calcio 1985)
“Sapevamo sarebbe stata una partita complicata: loro sono una neopromossa, sì, ma ben impostata, con buone individualità e grande voglia di sentirsi parte attiva di questo campionato. L’approccio da parte nostra è stato quello giusto: siamo scese in campo concentrate e con l’atteggiamento corretto.
Detto questo, ci sono sicuramente aspetti da migliorare, soprattutto nella gestione di alcune fasi della gara. Però era importante portarla a casa e lo abbiamo fatto con merito.
Nei primi 45 minuti abbiamo faticato a trovare spazi e tempo per ragionare, poi, nel secondo tempo – complice anche un confronto nello spogliatoio sull’importanza di velocizzare le giocate – siamo riuscite ad allungare un po’ il campo, trovare le linee giuste e costruire con più lucidità. E, a forza di crederci, siamo riuscite anche a finalizzare.
Due risultati positivi creano il morale giusto: i sogni aiutano, ma il lavoro ancora di più. È bello partire così, ti dà fiducia, ma il campionato è lungo e pieno di insidie. Testa bassa e continuiamo a pedalare: poi vedremo dove potremo arrivare.
Il margine di crescita è elevato. La scalata è appena iniziata. Ogni settimana ci confrontiamo, stiamo imparando a conoscerci anche nei dettagli, e questo fa una grande differenza in campo, dove – alla base di tutto – vince la buona comunicazione.
Dove possiamo arrivare? Non mi piace fare pronostici (per quello dovreste chiedere a Giorgia Morettin, fortissima sulle schedine!), ma credo davvero che potremo toglierci qualche bella soddisfazione. Se ci sarà occasione di alzare l’asticella, lo faremo volentieri… Ma per ora, rimango nella scuola di pensiero: “Testa bassa e pedalare”.

Ora ci aspettano partite ancora più toste sulla carta. Ma ogni gara ha le sue difficoltà, e io preferisco vederle come opportunità per misurare il nostro livello.
Ci aspetta un bel test su più fronti: fisico, tecnico, ma soprattutto mentale. Il fatto di arrivarci con buone prestazioni alle spalle ci aiuta, ma non dobbiamo “avere la pancia piena”. Serve fame, sempre.
Con Eli Dalla Santa ho un rapporto speciale: è una persona che porta serenità e positività al gruppo. Anche con una gamba rotta, sarebbe capace di dare il 100%. Nel momento migliore della sua carriera ha subito un brutto infortunio… Ed ora mi piace stimolarla perché si tolga qualche sassolino dalla scarpa.
Ogni volta le dico che voglio vedere un’esultanza esuberante, che rispecchi la sua personalità. Perché alla fine, il bello del calcio è proprio questo: quel rettangolo verde che alleggerisce i pensieri della settimana, condiviso con persone che ti capiscono anche solo con uno sguardo.
Infine, ma non per importanza, voglio dire grazie alle persone che ci seguono ogni domenica. I nostri tifosi investono tempo, energie e anche soldi per vivere con noi le emozioni vere della domenica.
A fine partita tengo sempre ad andare a salutare chi è venuto a sostenerci: quei cinque minuti sotto la curva, con Filippo che sceglie il coro e noi tutte lì a cantare… Sono i minuti più leggeri e belli della settimana.”
Raisa Costantino (portiere Venezia Calcio 1985)
“È stata una partita equilibrata ma durante la gara abbiamo attaccato più noi che loro, trovandoci spesso nella loro metà campo e vicino al gol. Credo che l’abbiamo approcciata bene, anche se penso sempre che si possa fare meglio.
A me piace sognare, ma non troppo: dobbiamo comunque tenere i piedi per terra e pedalare.
È ancora presto per dire dove possiamo arrivare ma ho visto tanta crescita in ognuna di noi, in modi diversi.
Le prossime tre partite penso siano tra le più difficili, ma siamo entusiaste e pronte a lavorare per essere il più preparate possibile per queste gare.
Due anni fa giocavo nel girone A, al Tharros, e posso dire per esperienza che tra Nord e Sud c’è tanta diversità di mentalità e di qualità. Il livello qui al Nord è più equilibrato e più alto. C’è differenza anche nella serietà delle società: sempre secondo la mia esperienza, qui ci danno importanza e rispetto, una cosa che l’anno scorso è mancata molto.

Abbiamo una squadra completa ed eravamo tutte più in partita rispetto a loro. La mia collega della Dolomiti Bellunesi è stata molto brava in tante situazioni, ma nella nostra posizione basta perdere attenzione per un attimo per rischiare di subire un gol. A volte hai sette tiri da parare, altre solo due: l’importante è gestire bene i momenti decisivi che possono cambiare il risultato finale. Sono soddisfatta della mia prestazione, anche se credo sempre che alcune cose potrei farle meglio o con più tranquillità. Sto lavorando con mister Murru e con il mio preparatore Leonardo (Mangiola, n.d.r.), soprattutto sugli aspetti mentali e tecnici, e credo che con loro migliorerò.
Il tifo che c’è qui al Venezia 1985 non l’avevo mai sperimentato prima, né in Italia né a Malta. Ci aiuta a spingere e a credere nei momenti più difficili e monotoni della partita.”
L’analisi tecnica di mister Giancarlo Murru
“Per il 60% (6 su 11) abbiamo giocatrici nuove, e già questo rende un piccolo miracolo i progressi che si stanno facendo.
Fase difensiva:
– 3 gol subiti nella prima gara
– 2 gol subiti nella seconda gara
– 1 gol subito nella terza gara
– 0 gol subiti nella quarta gara
Le occasioni davanti sono frutto di azioni corali e non sono poche.
Poi non si può e non si deve dire di più, altrimenti ci si fa del male. Il campionato è un libro da sfogliare e da leggere, e noi siamo appena all’introduzione.
Anche oggi il tifo ha posto in essere una coreografia bellissima. Penso che poche squadre possano permettersi queste attenzioni.”

Quattro voci diverse, ma unite dalla stessa mentalità: impegno, umiltà e desiderio di migliorarsi giorno dopo giorno.
Il Venezia Calcio 1985 prosegue così il suo percorso in campionato con fiducia e coesione, spinto dall’entusiasmo del gruppo, dalla guida tecnica di mister Murru e dal calore di un pubblico che non smette mai di farsi sentire.
Filippo Pajola e Danilo Billi
