Certe partite lasciano il segno non solo per il risultato, ma per tutto ciò che accade dentro e fuori dal campo. A Marcon, il Venezia Calcio 1985 ha incontrato un Trento solido e cinico, cedendo 0-3. Ma tra gol, difese attente e qualche errore, ciò che resta davvero indelebile è lo spirito della squadra, l’impegno delle giocatrici e il calore dei tifosi, sempre presenti anche nei momenti più difficili.
Il calcio femminile italiano ha bisogno dei tifosi? Ha bisogno di un sostegno vivo e appassionato che, conseguentemente, crea quel senso di comunità e appartenenza che va oltre i novanta minuti di una singola partita? Sì, i tifosi sono una delle chiavi per trasformare la crescita potenziale di un movimento in reale stabilità e impatto duraturo nel tempo.
L’atmosfera al “Nereo Rocco” per la partita contro un avversario ostico come il Trento è stata, come sempre, animata dai “Tifosi non Schifosi”, che non si sono risparmiati neanche in questa occasione: alla fine è stata una giornata sicuramente difficile a livello sportivo, ma non ha demoralizzato più di tanto il gruppo di fedelissimi supporters, che si sono impegnati per tutta la domenica ben oltre il novantesimo.
La tribuna è stata tappezzata con i classici striscioni del tifo nero-oro, in casa e in trasferta: accanto a essi è stato riposizionato il monumentale e inossidabilmente storico “Se i tuoi colori sventolo, i brividi mi vengono…”, simbolo di un sentimento di passione autentica.

Non male, in generale, anche il colpo d’occhio sugli spalti: è stato un piacere ritrovare più di qualche ex giocatrice nero-oro delle precedenti stagioni.
Fil, hai cambiato cori oggi?
Non esattamente. Molte canzoni sono una costante in tutte le partite, perché ormai assorbite anche dalla memoria collettiva nero-oro, rappresentative di un tifo unico in Italia e calzanti in più momenti durante la partita; altre trovano un po’ meno spazio in tal senso e magari rimangono nascoste a lungo nelle tenebre del vasto repertorio canoro dei “Tifosi non Schifosi”. In un contesto non felice dal punto di vista del risultato, ecco quindi che sono tornati alla luce cori come “Che vinca o che perda”, a testimonianza di un sostegno costante e incondizionato da far giungere alla squadra, un incitamento per risollevarsi in una situazione non facile.


0-3 e tutti a casa con le orecchie basse, direbbero e farebbero in molti.
Non al Venezia Calcio 1985. Il “terzo tempo” è stato ulteriormente animato dallo spirito d’iniziativa dei “Tifosi non Schifosi”, in particolar modo dallo “schifosetto” Oliviero e da Paolo, che si sono impegnati e prodigati nel friggere patatine per tutti: giocatrici di entrambe le squadre, tifosi, dirigenti e staff tecnico… Anche l’intera prima squadra nero-oro maschile, di ritorno da una trasferta vittoriosa!
Un lavoro encomiabile che ha reso un po’ meno triste la giornata sportiva e fatto tornare tutti a casa almeno con un sorriso: 11 kg di patatine, fritte e consumate in compagnia. Semplicemente, ineguagliabili momenti che si possono vivere solo a Marcon (VE), nella casa del Venezia 1985 e dei suoi inseparabili e intraprendenti tifosi.



E come dice Danilo, “una giornata non facile, ma se finisce con patatine condivise e qualche risata, allora vuol dire che lo spirito del gruppo è più vivo che mai”.
Alla notizia che nel terzo tempo erano stati cucinati ben 11 chili di patatine, sono rimasto sinceramente estasiato.
Lo ammetto: sono spesso la voce fuori dal coro, anche perché vivo lontano, ma per i “Tifosi non Schifosi” questa dei terzi tempi culinari è ormai una tradizione consolidata, fatta di convivialità e passione, dove tutti, ma proprio tutti, vengono coinvolti.
Personalmente trovo che sia qualcosa di straordinario, non solo per la quantità di cibo preparato ma per l’impegno, la dedizione e l’amore che si percepisce dietro ogni dettaglio organizzativo.
E credetemi, da bolognese doc che di tavola se ne intende, non posso che togliere il cappello davanti a un’iniziativa del genere: nella mia lunga carriera sui campi, tra Serie A e Serie B, maschile e femminile, non ho mai visto nulla di simile.
Onore dunque ai “Tifosi non Schifosi”, che ancora una volta hanno dimostrato la propria unicità nel panorama italiano: anche dopo un risultato non felice, hanno trovato la voglia di cucinare e condividere, sedendosi fianco a fianco con le ragazze del Trento, i dirigenti e persino la squadra maschile del Venezia 1985, arrivata poco dopo la fine.
Un gesto semplice e potentissimo, un momento di vera aggregazione e appartenenza.
Certe domeniche, più che dal risultato, si capiscono dagli sguardi e dai sospiri. A Marcon, nella terza giornata del campionato di Serie C femminile 2025-26, il Trento ha avuto la meglio sul Venezia Calcio 1985 con un netto 3-0, un punteggio pesante ma non del tutto fedele allo spirito della partita. Le ragazze nero-oro hanno lottato con cuore e orgoglio, ma contro un avversario più cinico e organizzato non è bastato.

L’avvio in salita
Il primo colpo lo piazzano le ospiti. Al 13′, una verticalizzazione precisa di Fuganti taglia in due la difesa veneziana: Lucchetta si infila sulla fascia, serve in mezzo Volpatti che, con freddezza, appoggia in rete lo 0-1. Il boato del settore ospiti fa da contrappunto al silenzio momentaneo della tribuna di casa. Il Venezia prova a reagire, spinto dall’energia di Dalla Santa e dalle giocate di Visani, ma la manovra si spegne spesso ai sedici metri. Il Trento chiude bene gli spazi e, quando riparte, lo fa con grande ordine.
La ripresa e la doccia fredda
Appena rientrate dagli spogliatoi, arriva il colpo che taglia le gambe. Su punizione di Fuganti, Costantino respinge corto: sulla ribattuta si avventa Leali, che di testa insacca il raddoppio. È lo 0-2 che pesa come un macigno. Mister Murru prova a dare una scossa inserendo Boschiero, Sjöström e Loberti, ma la squadra fatica a ritrovare ritmo e fiducia. Il Trento, invece, mostra tutta la sua maturità: controlla il gioco, gestisce tempi e spazi e colpisce al momento giusto.
Il rigore che chiude i conti
Al 25′ della ripresa arriva il sigillo definitivo. Un fallo in area regala alle trentine un rigore che Tonelli trasforma con sicurezza, spiazzando Costantino. È lo 0-3 che gela il pubblico di Marcon, anche se sugli spalti non cala il tifo: i “Tifosi non Schifosi” continuano a incitare le proprie ragazze fino alla fine.
Orgoglio e consapevolezza
Nei minuti finali, il Venezia prova almeno a segnare il gol della bandiera. Baldan e Ruggiero ci vanno vicino, ma la palla non vuole saperne di entrare. Romano combatte fino all’ultimo pallone, finendo anche sul taccuino dell’arbitro per un’ammonizione che sa più di generosità che di fallo.
Il Trento torna a casa con tre punti meritati e la consapevolezza di avere un gruppo solido, mentre il Venezia dovrà ripartire proprio da ciò che non si insegna: l’impegno, la coesione e la voglia di non mollare mai. Non è bastato oggi, ma chi c’era sugli spalti sa che questa squadra ha ancora tanto da dire.
Venezia Calcio 1985 vs Trento Calcio Femminile 0-3
Venezia Calcio 1985: Costantino, Grecu, Tosatto (st 1’ Boschiero), Dalla Santa, Trevisiol (st 29’ Furlan), Gastaldin, Paladini, Romano, Baldan (st 20’ Sjöström), Visani (st 22’ Loberti), Ruggiero.
A disp.: Tonello, Moretti, Rotondi, Vanzo.
Allenatore: Giancarlo Murru
Trento Calcio Femminile: Ramon, Mella (st 27’ Bonfanti), Volpatti (st 33’ Sciarrone), Tomasi, Mosaner, Morleo (st 33’ Baldo), Fuganti, Poli (st 14’ Tonelli), Lucchetta, Pagnoni (st 27’ Hassanaine), Leali.
A disp.: Fenzi, Bartolini, Pace, Mascanzoni.
Allenatore: Mauro Perina
Arbitro: G. Leone di Treviso
Reti: pt 13’ Volpatti, 33’ Leali, st 24’ Tonelli (Trento Calcio Femminile)
Note: ammonita Romano (Venezia Calcio 1985)

Cosa ha risposto Hanna Sjöström alle domande di Filippo?
Filippo ha chiesto a Hanna Sjöström un commento sulla partita, e lei ha risposto con lucidità e onestà:
“Quello che mi ha colpito del Trento è stata la loro coesione e compattezza. Hanno chiuso molto bene gli spazi e difeso con undici giocatori dietro la palla, rendendo difficile superare la loro difesa. Dobbiamo migliorare nel far girare di più il pallone e trovare passaggi che creino occasioni da gol, e nel weekend non ci siamo riusciti del tutto. Prima della partita abbiamo ricevuto nuove indicazioni dal mister, e probabilmente ci siamo concentrate un po’ troppo su questo invece di giocare come facciamo di solito.

Sto migliorando e spero di poter giocare di più in futuro: per quanto riguarda la parte tattica, non si tratta di uno schema completamente nuovo per me, ma di qualcosa su cui avevo già esperienza con le mie precedenti squadre in Svezia. Per quanto riguarda la sconfitta, non ci abbattiamo: una squadra deve saper gestire anche questi momenti e andare avanti, ed è esattamente quello che faremo. Infine, devo dire che non ho mai vissuto un tifo così straordinario come quello dei nostri tifosi: sono sempre presenti e ci sostengono prima, durante e dopo le partite, e questo è fantastico”.
Filippo ha chiesto a Diana Grecu un commento sulla partita contro il Trento, e lei ha risposto con sincerità:
“Questa è stata la nostra prima sconfitta stagionale, e serve per conoscere i punti deboli e migliorare. Dal punto di vista delle occasioni chiare, secondo me siamo alla pari: loro hanno segnato solo un gol su un’azione costruita, ma hanno sfruttato ogni occasione e si sono dimostrate più affamate. Il Trento è una squadra bene organizzata e compatta, ma non imbattibile. Sicuramente dobbiamo continuare a lavorare: abbiamo tante altre partite davanti per dimostrare la forza di questa squadra.

A livello personale non è stata la mia migliore prestazione, fisicamente non ero al 100%, ma con il tempo e con il giusto affiatamento con le compagne di reparto potrò dare ancora di più. Alla fine una sconfitta pesa, è normale avere il morale un po’ giù, ma l’importante è alzarsi e andare avanti. Il tifo, poi, è un supporto incredibile: il ‘terzo tempo’ dopo la partita, con il momento di condivisione e compagnia, rafforza il gruppo e crea legami importanti. Solo chi lo vive può capire quanto conti, e io sono grata a chi ci sostiene sempre, prima, durante e dopo le partite. Anche se io rimango fedele al mio shake e alla banana dopo le partite, l’affetto dei tifosi non ha prezzo!”
A chiudere la giornata, il pensiero di Mister Giancarlo Murru:
“Serve equilibrio nella vittoria e nella sconfitta. Ricordarsi che anche il sole, per sorgere, ha bisogno del suo tempo. La fretta non accelera la luce. La fretta, semmai, la spegne.”

Nonostante la sconfitta, il Venezia Calcio 1985 ha dimostrato cuore e volontà di crescere. Le parole dei giocatori, il tifo incessante e il pensiero riflessivo di Mister Murru ricordano che ogni passo, vittoria o sconfitta che sia, è un’occasione per imparare e rafforzare il gruppo. E mentre le patatine del “terzo tempo” hanno portato un sorriso a tutti, il vero risultato rimane nella passione condivisa e nell’attaccamento ai colori nero-oro.
Filippo Pajola, Rosalba Angiuli e Danilo Billi
