C’è un battito che a Napoli non si ferma mai, un ritmo che si confonde con il mare, la musica e il pallone. Dentro quel battito c’è anche quello di Gabriella Langella, giovane centrocampista classe 2007 del Napoli Femminile, talento cresciuto all’ombra del Vesuvio e già promessa del calcio italiano. Con la sua calma lucida e la determinazione tipica di chi ha radici profonde, racconta cosa significa rappresentare la sua città, vivere il sogno in azzurro e crescere passo dopo passo dentro un progetto serio e professionale.

Gabriella, partiamo dalle origini: sei napoletana doc. Cosa significa per te vestire la maglia del Napoli Women?
Io sono nata e cresciuta qui a Napoli, ho sempre vissuto con la mia famiglia. Giocare nel Napoli è un motivo di grande orgoglio perché amo la mia città. Rappresentarla, indossare questa maglia… è una sensazione indescrivibile.
Hai firmato il tuo primo contratto da professionista. Come hai vissuto questo passo importante?
Ho firmato quest’anno il mio primo contratto da professionista, fino al 2028. La società mi ha illustrato un progetto serio, basato sulla crescita e sul miglioramento continuo, e mi sono trovata perfettamente d’accordo. Il Napoli Women ha sempre creduto in me, anche prima del contratto, e oggi posso dire che sto crescendo tantissimo sotto ogni punto di vista.
Si nota una società in piena evoluzione, anche nello staff tecnico e dirigenziale. C’è stata una crescita notevole.
Sì, è vero. Sono subentrate persone nuove che hanno portato entusiasmo, competenze diverse e grande professionalità. Tutto questo ci aiuta a migliorarci ogni giorno. Avere uno staff così ampio e preparato è un segnale forte di crescita.
Parliamo del tuo ruolo: sei una centrocampista, quasi un play puro?
Sì, il mio ruolo naturale è quello di centrocampista centrale. Con il nostro 4-4-2 gioco a due in mezzo, e mi piace molto costruire dal basso, avere il pallone tra i piedi e aiutare le compagne nell’impostazione del gioco. Amo giocare di prima, a un tocco: rubi tempo agli avversari e rendi il gioco più veloce.
Su cosa senti di dover ancora migliorare?
Nel calcio si può sempre migliorare. Io sto lavorando sulla fase di finalizzazione e sull’aspetto fisico. La palestra è una parte importante della nostra crescita: aiuta a definire il fisico e a essere pronte in ogni situazione di gara.
Com’è nata la tua passione per il calcio?
Sin da bambina. Mio fratello giocava a calcio e io lo guardavo, poi ho iniziato anch’io. Assistevo alle partite con mio nonno, Serie A, Champions League… Il calcio è entrato nella mia vita attraverso la mia famiglia. A Napoli poi il calcio è parte del DNA, come la musica: la città vive di pallone, lo ha nel sangue.
Quando dici a un napoletano che giochi a calcio, come reagisce?
Sono sempre molto curiosi. Mi chiedono subito dove giochiamo, dove possono venire a vederci. Napoli è una città innamorata del calcio, non fa differenze tra maschile e femminile. Quando c’è un pallone, scatta subito l’amore.
Il Napoli Women è l’unica squadra del Sud in Serie A. Che responsabilità è?
È un motivo d’orgoglio enorme. Rappresentiamo una parte d’Italia che nel calcio femminile è ancora poco sviluppata, ma possiamo essere un esempio per tante ragazze del Sud che sognano di giocare. Qui ci sono talento, passione e professionalità, e dobbiamo dimostrarlo ogni giorno.
Parli spesso di professionalità. Cosa rappresenta per te questa parola?
Per me professionalità significa rispetto, prima di tutto. Siamo atlete, ma prima ancora persone, e il rispetto è alla base di tutto. Poi ci vuole impegno, perché bisogna dare sempre il massimo in ogni allenamento. E infine la mentalità: avere figure come il mental coach è fondamentale per imparare a gestire emozioni, pressioni e critiche. Questo è il vero salto di qualità.

Che obiettivi vi siete date per questa stagione?
Non sono scaramantica (ride n.d.r.), ma credo che quest’anno siamo cresciute tanto rispetto alla scorsa stagione. Non parlo di salvezza, dico solo che siamo una squadra forte, un gruppo unito che punta in alto. Ogni settimana lavoriamo sui dettagli, e alla fine del campionato vogliamo raccogliere i frutti di questo percorso.
Fuori dal campo, chi è Gabriella Langella?
Mi piace ascoltare musica, soprattutto rap. Sto studiando per la patente e frequento l’ultimo anno di scuola, indirizzo informatica visto che sono solo un 2007. Mi piace guardare serie tv e stare in famiglia: mi fanno sentire serena.
Hai segnato anche il tuo primo gol in Coppa Italia, giusto?
Sì, è successo contro la Sampdoria. Era la mia prima partita da titolare e ho segnato il gol che ci ha fatto vincere. È stata un’emozione unica, il mio primo gol in prima squadra. Indimenticabile.
Gabriella Langella è il volto di un Napoli che non si arrende mai. Ha solo 17 anni, ma parla come una veterana. Dentro di lei c’è il fuoco di chi porta nel cuore la città e nei piedi il suo futuro. In lei il Napoli Women trova il simbolo di una generazione nuova: fatta di talento, umiltà e amore per la maglia.
E quando dice “Giocare per Napoli è una sensazione indescrivibile”, capisci che non è solo calcio. È vita, è appartenenza, è musica azzurra che non smette mai di suonare.
Danilo Billi
