C’è un’energia nuova che anima gli spalti del Viola Park e dei campi d’Italia. È la voce della Baraonda Viola Women’s Supporters, un gruppo nato nel 2024 ma figlio di una storia che affonda negli anni del primo calcio femminile viola. Non un semplice club, ma una comunità: bandiere, tamburi, megafoni, trasferte, convivialità… e soprattutto un amore incondizionato per chi indossa il giglio.

In un calcio che corre veloce, loro scelgono la strada più vera: sostenere le ragazze sempre e ovunque, senza mai perdere rispetto, ironia e spirito popolare. Abbiamo incontrato la Baraonda per farci raccontare chi sono, da dove vengono e dove vogliono andare.
Com’è nata la Baraonda Viola?
La scintilla si accende ufficialmente nel 2024, quando un gruppo di tifosi — presenti sugli spalti da anni — decide di dare forma a un sogno: portare nel calcio femminile una cultura ultras sana, genuina e rispettosa, fatta di cori, tamburi, bandiere e presenza costante, in casa e in trasferta.
Ma l’amore era nato molto prima, nelle storie personali dei membri:
“Ho iniziato vedendo il maschile con mio padre: pizza, Coca… gli anni d’oro del grande Real. Poi un amico mi ha detto: ‘Vieni a vedere la Women, è divertente’. Ed eccomi qua.” – Silvia
“Nel 2015 la Fiorentina streaming sul suo canale le gare della femminile. Per curiosità le guardai, poi andai al Bozzi… e non ho più smesso.” – Andrea S.
“Ottobre 2015. Leggo che la Fiorentina femminile gioca a San Marcellino. Vado… e da allora non me ne sono più staccato.” – Andrea B.
“La scintilla? Lo Scudetto 2017 al Franchi. Vederle vincere là… non si dimentica.” – Andrea A.
“Giocavo a calcio da bambina senza modelli femminili. Vedere ragazze viola in campo mi ha fatto sentire rappresentata. Era destino.” – Rita

Perché creare un gruppo organizzato nel femminile?
Per dare alle ragazze ciò che meritano: un tifo vero. Non per disturbare, ma per colorare, sostenere, dare voce alla passione: “Il femminile è un ambiente pulito, ma sapevamo che le ragazze desideravano un sostegno più caldo, più… viola.”
Chi siete oggi?
Oggi la Baraonda conta 35 membri da tutta Italia (e persino amici in Indonesia), guidati da un direttivo con ruoli chiari: chi lancia i cori, chi organizza, chi porta il tamburo, chi tratta con la società. Hanno un pulmino, pianificano trasferte con largo anticipo e un momento è sacro: mangiare tipico in ogni città – dal pesto a Genova alla carbonara a Roma.
Quanto pesa l’idea di gruppo?
Tantissimo. Uniti dalla Fiorentina, diventati famiglia. Trasferte come gite scolastiche, pub, concerti, mare d’estate. E soprattutto rispetto reciproco, ironia, socialità… anche con tifoserie avversarie.

Cos’ha di speciale il tifo femminile?
È più pulito, autentico, senza rivalità tossiche. “I cori sono a favore, mai contro. È così che lo vogliamo. È il nostro modo di essere.” E sì, l’ironia fiorentina resta un marchio di fabbrica: chi la capisce, ride. Gli altri… imparano.
Momenti indimenticabili
Difficile scegliere, ma due restano nel cuore:
- Supercoppa 2018 a La Spezia, battendo la Juventus
- Scudetto 2017 al Franchi davanti a 8.000 persone
E poi le trasferte:
“Pomigliano 2022: diluvio universale, cascatelle negli spalti, vinciamo 1-0 e restiamo in A. Joe Barone sotto la pioggia a ringraziarci. Brividi.”
“Biella, semifinale 2024: sul 3-1 nasce un trenino stile Capodanno. Brazil lalalalà…”
“Roma: abbiamo fermato il traffico per far attraversare Philtjens col trolley. Siamo fatti così.”

Che rapporto avete con le giocatrici?
Di rispetto e vicinanza umana. Niente barriere, niente divi. “Nascono amicizie. Abbiamo vissuto con loro la lotta per il professionismo. Sono guerriere, come noi.”
Come convincere chi non segue il femminile?
Facile: venire allo stadio. “In TV guardi. Allo stadio vivi. Diventi dodicesimo in campo.”

Chi incarna di più lo spirito Baraonda?
Nessuna e tutte. “Ogni giocatrice che lotta su ogni palla, fino all’ultimo secondo, è la nostra icona.”
Il futuro del calcio femminile e della Fiorentina
La Fiorentina ha investito tanto e bene. Il Viola Park è un simbolo. Il progetto è pronto… ma il movimento ha bisogno di sostegno vero dalla FIGC. I segnali? Buoni. Ora serve continuità

Rapporti con altri gruppi
Rispetto con tutti, sana rivalità quando serve, amicizia speciale con i Girls Supporters del Brescia. Spirito Ultras, ma con apertura e sorriso.
La Baraonda Viola è più di un gruppo di tifo: è un modo di vivere la Fiorentina, la città, lo sport. È la prova che il calcio femminile non è “un altro calcio”: è calcio, punto. Con passione pura, senso di appartenenza, rispetto, ironia, bandiere che sventolano e voci che non si spengono mai.

Il giglio non è solo un simbolo. È un battito collettivo. E dove c’è una ragazza viola in campo, là ci sarà sempre la Baraonda.
Perché la Fiorentina non si segue: si ama. Sempre. Ovunque. E insieme.
Danilo Billi
