L’ultimo weekend calcistico è stato caratterizzato, per le Leonesse di mister Murru, dalla sosta del campionato di Serie C femminile: un toccasana per ricaricare le energie fisiche e mentali, in vista dei prossimi impegni. Ciononostante, i “Tifosi non Schifosi” non si sono annoiati e hanno riempito il loro fine settimana con iniziative ed esperienze encomiabili, segnali di un movimento in crescita costante, mai domo e con voglia di sorprendere sempre.
Il classico “panino” del venerdì sera post-allenamento, momento unico ed inimitabile in casa Venezia 1985 che unisce giocatrici, staff, dirigenti e tifosi, è stato caratterizzato dall’energia intraprendente dei tifosi nero-oro che, sulla scia del successo delle patatine fritte della domenica precedente (già raccontato nell’ultimo caffè) e visto il periodo stagionale, si sono prodigati nel preparare le castagne per tutto il gruppo.

Non è stata la prima volta (già nelle scorse stagioni era stato fatto, riscuotendo applausi per l’iniziativa) e non sarà neanche l’ultima occasione di gustare questo frutto autunnale in compagnia e di vedere all’opera l’ingegnoso e scenografico attrezzo per cuocerlo, partorito dalla creatività dello “schifosetto” Oliviero: il cesto di una lavatrice, da ruotare con una manovella, sospeso sopra una fiamma ardente alimentata a gas.
Tra lo stupore e la soddisfazione generale per la “sorpresa”, da abbinare al classico menù paninaro, con i 5kg circa di castagne arrostite, i Tifosi non Schifosi hanno confermato di essere ancora una volta una certezza dal punto di vista della creatività, del lavoro e dell’altruismo e hanno dato sicuramente un tocco diverso alla serata, che si è conclusa in un crescendo di emozioni.


Veramente toccante è stato il momento del saluto purtroppo prematuro (piace pensarlo come un “arrivederci” e non come un “addio”) del neo-acquisto svedese Hanna Sjöström che, per motivi personali, ha dovuto abbandonare la sua avventura in maglia nero-oro dopo soli pochi mesi dal suo inizio. Un vero peccato, per una ragazza che con entusiasmo si stava integrando con le sue compagne di squadra e che, piano piano, si stava facendo conoscere ed apprezzare dentro e fuori dal campo da tutto l’ambiente nero-oro per le qualità tecniche e umane. La commozione palpabile sul suo viso e di molti presenti, i baci e gli abbracci di commiato con le compagne, i dirigenti e i tifosi hanno toccato corde emotive molto profonde: è stata una breve ma intensa esperienza, Hanna sarà sempre una leonessa.

Queste le sue dolci parole cariche d’affetto, dedicate a tutto l’ambiente nero-oro:
“Prima di tutto voglio ringraziare tutte voi, le compagne, lo staff e i tifosi che ho incontrato in questo breve ma bellissimo periodo qui. Mi avete accolta con tanta gentilezza e affetto, e questo per me ha significato davvero tanto.
Non era previsto che andasse così e mi dispiace moltissimo dovervi lasciare. A volte la vita ci porta in un’altra direzione, ma spero che ci rivedremo presto.
Ho conosciuto un gruppo forte e sono sicura che potete arrivare lontano insieme.
Dai raga, io credo in voi!
Un abbraccio ”

Il sabato è stato caratterizzato dalla trasferta a Rasai (BL), già teatro un paio di settimane fa del match vittorioso della prima squadra contro la Dolomiti Bellunesi, della compagine Under 15nero-oro. La giornata è stata emozionante sotto tanti punti di vista; come testimoniato da Thomas, “tifoso non schifoso” presente al seguito che ha animato l’avventura in terra bellunese assieme ad altri encomiabili genitori, il viaggio collettivo in pullman organizzato con entusiasmo, lo spuntino con panino pre-partita organizzato ai piedi della tribuna, il vivere la partita sugli spalti e poi ritrovarsi convivialmente a tavola per condividere un pasto in un clima di festa e serenità, hanno lasciato un segno nel cuore e nella memoria dei presenti.


Anche il mister Davide Mastroiaco ha voluto sottolineare l’importanza di questa esperienza vissuta, per consolidare lo spirito di gruppo della sua squadra di giovani ma già graffianti Leonesse, ed apprezzare la numerosa presenza di genitori al seguito, i quali con la loro vicinanza rafforzano ulteriormente questo concetto di coesione ed unità.
Dopo la sconfitta casalinga di due settimane prima contro il Cappella Maggiore Fregona (1-2), le nero-oro hanno disputato una partita attenta e sempre in controllo, lottando e mettendo in campo la giusta grinta per avere la meglio sulle avversarie. Tutte le ragazze hanno dato il loro prezioso contributo: il sonoro 0-5 (doppietta di Del Ben, Romano, Munarin e Hamza) contro le pari età della Dolomiti Bellunesi è la cartina tornasole di una prestazione di alto livello e la ciliegina su una giornata indimenticabile. Una vittoria meritatissima che proietta le Under 15 verso i prossimi impegni stagionali con spirito ardente ed ottimismo.

Un po’ meno felice dal punto di vista del risultato è stata la domenica mattina al “Nereo Rocco” di Marcon (VE) per le ragazze nero-oro dell’Under 12. Contro i ragazzi pari età del San Benedetto Campalto, hanno combattuto tenacemente ma alla fine sono state sconfitte per 0-3. Nessun dramma, se la voglia di divertirsi non viene scalfita: il lavoro in settimana farà bene alle giovani speranze del Venezia 1985, che torneranno sicuramente in campo nelle prossime partite con rinnovata determinazione e voglia di pronto riscatto.


La domenica pomeriggio libera da impegni con la prima squadra, invece, ha portato Filippo (leader dei “Tifosi non Schifosi”) a raggiungere gli amici del Bologna Fc Women Fan Club, giunti a Grisignano di Zocco (VI) per supportare il Bologna Women nell’insidiosa sfida contro la neopromossa Vicenza. Come da tradizione, il match è stato preceduto da un “pranzo sociale” tra tifosi in trattoria: dopo un’attenta selezione sulla location, basata sulla posizione geografica (vicinanza allo stadio) e sulle recensioni lasciate sul web, la scelta è ricaduta su un locale alquanto caratteristico. L’aspetto esteriore da bettola decadente avrebbe potuto ingannare i più e indurre ad alzare i tacchi quanto prima: non la truppa rossoblu-nero-oro, che ancora più convinta ha varcato la porta d’ingresso. Dinnanzi a loro, un’atmosfera da tipico bar sport di paese con l’aria pregna di alcolici e gli anziani seduti ai tavoli che hanno rivolto il loro sguardo sospettoso a questi, per loro, forestieri (tra l’altro, al bar capeggiava una sciarpa del centenario del Padova!). Insomma, una scena da film. “Siete quelli che devono mangiare veloci per poi andare alla partita? Prego, accomodatevi!”: l’accoglienza di una carissima e premurosa signora, ben istruita telefonicamente dall’istrionico presidente del BFCW Fan Club sulle esigenze del collettivo di tifosi, ha dato il via ad un piacevole pranzo consumato in compagnia, tra discorsi di tifo condivisi e piatti semplici ma gustosi serviti impeccabilmente a tavola. Tutti felici e contenti di essere ancora una volta assieme… Un po’ meno alla vista fuori dalla finestra di una pioggia che avrebbe poi caratterizzato l’intero pomeriggio calcistico. Della serie: ma chi ce lo fa fare di andare allo stadio (tenendo conto che la tribuna si sapeva che non era coperta)?

Soprassedendo sul costo del biglietto (10€) e sulle facce eloquenti di alcuni rappresentanti biancorossi alla visione di Filippo insieme agli amici tifosi rossoblù con tutta l’attrezzatura al seguito, l’allestimento del settore di tifo con bandiere, striscioni e tamburi non è stato così facile causa maltempo. Con esperienza e ingegno, si può dire però già qui che il risultato, a livello visivo, raggiunto da Alfio, Mirko, Gabriele e Filippo è stato ragguardevole.

Altrettanto importante è stato l’apporto dato durante i novanta e passa minuti della partita a livello canoro e sonoro: le due voci del tifo rossoblù e nero-oro, Mirko e Filippo, si sono alternate splendidamente al megafono per sostenere, uniti in un unico coro fraterno, le ragazze del Bologna. Sotto una pioggia incessante, i due non si sono risparmiati e con la loro cadenza tambureggiante hanno fatto da sottofondo ideale ad un match combattutissimo in campo.


Le difficili condizioni meteo hanno poi dato un’aura di epicità incredibile a questo tifo, che ha quindi assunto i contorni di una commovente straordinarietà apprezzata sia da casa tramite diretta televisiva che dal seguito rossoblù extra-tifo sugli spalti (anche alcune giocatrici del Bologna presenti in tribuna sono state notate coinvolte a più riprese dal ritmo scandito dai supporters).

La vittoria con gol oltre il novantesimo è stata la ciliegina sulla torta di una giornata “eroica” (“Socmel, quanta acqua!” è stato il commento al termine della partita dell’amico Alfio) e una bella soddisfazione per gli sforzi e i sacrifici compiuti, nel nome di un ideale di tifo incondizionato, sano e spinto da una passione che non conosce confini.
Sicuramente questa partita è stato un altro tassello nella storia dell’amicizia tra i tifosi del Bologna Women e quelli del Venezia 1985, un legame sempre più saldo che ha affondato le sue radici nel campionato di serie C femminile di tre stagioni fa e che ha saputo crescere e rinnovarsi in più occasioni nel corso di questo triennio.
Dopo aver strizzato tutti i panni bagnati e riposto il materiale di tifo in auto, questi “ragazzacci” dal cuore grande ne hanno parlato con calma post-partita al bar, davanti ad una bella birra (offerta gentilmente da Gabriele, che si è fatto così perdonare per “aver abbandonato la nave” quando stava letteralmente imbarcando acqua da tutte le parti).

Ecco quindi le dichiarazioni di Alfio Giugniuletti, ideatore, fondatore e presidente del Bologna Fc Women Fan Club, in merito:
“È stata davvero una bellissima giornata. Ringrazio quindi Filippo che — in una giornata tutt’altro che primaverile — è venuto a vedere una partita che non lo riguardava direttamente, visto che non giocava il Venezia 1985, ma Bologna Women contro Vicenza. È stato un bel gesto, che rafforza un’amicizia nata tre stagioni fa e che ci sta regalando momenti splendidi, da entrambe le parti.
Oggi abbiamo mangiato bene insieme — e guarda, potevamo anche incappare in qualcosa di pessimo, invece è andata benissimo!
Poi abbiamo assistito ad una partita spettacolare, una di quelle indimenticabili: dominata per 85 minuti e poi decisa all’ultimo secondo. Quasi scandaloso… Ma ormai ci siamo abituati, quindi va bene così. Sono davvero contento.

Con Filo ci siamo conosciuti durante la nostra prima sconfitta nel campionato di serie C, che ci ha visti al termine promossi. Un momento che, in una stagione fatta di vittorie, avrebbe potuto farmi dire — come ripete sempre mia moglie — “basta, me ne vado”. Invece da lì è nato qualcosa di bellissimo. Negli anni quest’amicizia l’abbiamo coltivata anche giocando in categorie diverse. Abbiamo avuto tante occasioni per ritrovarci: noi di Bologna a Venezia, voi di Venezia a Bologna. Cene, partite viste fianco a fianco, trasferte per seguire la Nazionale…
E poi momenti anche fuori dal calcio, come il futsal, e la grande occasione di essere invitato alla festa di fine anno del Venezia 1985 in piscina, cosa che ho vissuto con grande onore. Queste esperienze fanno capire quanto il calcio femminile sia un mondo meraviglioso: sta sbocciando e, se coltivato bene, può dare frutti straordinari.
Alla prima pausa utile, proveremo a rivederci. Dipenderà da chi avrà più soste in campionato.
Se ci sarà l’occasione per vivere un’altra partita insieme, saremo felici di esserci. Alla fine stiamo persino discutendo se sia meglio per noi che voi del Venezia 1985 saliate o che restiate dovete siete. Paradossalmente, se restate in Serie C ci vediamo di più, perché le pause coincidono meno! Comunque auguro alla vostra squadra davvero di salire. Anche se, secondo me, quest’anno non sarà semplice… Ma mai dire mai.
In Serie B sicuramente abbiamo più confronti con altre tifoserie, mentre in Serie C — devo dire — le amicizie più vere sono nate quasi tutte grazie a voi (“Tifosi non Schifosi”, n.d.r.).
In generale, nel calcio femminile c’è grande rispetto.
Certo, ogni tanto capita qualche fenomeno che non ha ancora capito la differenza tra calcio maschile e femminile… Ma non giudichiamo le società per questo.
Anche in contesti dove non c’è stata occasione di condividere un pasto o di conoscersi meglio, il rispetto è sempre stato palpabile. Quando un tifoso avversario ti dice: “Complimenti, non avete mai smesso di tifare dall’inizio alla fine”, è una soddisfazione enorme.
E noi facciamo lo stesso: incoraggiamo sempre gli altri tifosi a sostenere le proprie ragazze. È qualcosa che rende tutto più bello, per chi gioca e per chi guarda.”

Gli fanno eco le belle parole spese (anche con la giusta dose di ironia) da Gabriele Ricchi, socio fondatore del Fan Club e uno dei due esponenti del gruppo “spin-off” Carica Ragazze!, a supporto del Bologna Women:
“Ha già detto tutto Alfio… Quindi potremmo anche chiuderla qui! ( Ride, n.d.r.)
Ho iniziato a seguire il Bologna femminile quando la famosa trasferta “storica” era già avvenuta, quindi non ho avuto la “fortuna” di veder nascere questo legame.
Però col tempo ho conosciuto Filippo, e tutta la realtà che ruota attorno al gruppo. Sono davvero contento dell’amicizia sana che si è creata.
Ogni volta che può, Filo ci dà una mano, viene a sostenerci col tifo o anche solo con la presenza, che numericamente fa sempre la differenza. Vediamo se riuscirò ad esserci nella trasferta di settimana prossima a Marcon con il futsal, anche se in quella giornata sarò probabilmente allo stadio per Bologna – Napoli in curva “Andrea Costa”. Magari mi allungo un po’, ma comunque ci saranno tante altre occasioni: la trasferta a Venezia con la prima squadra e tutte le gare del futsal, visto che è nel girone col Veneto. Sicuramente non mancheranno altri momenti per rivederci.

Oggi un’altra bella giornata assieme, come la recente trasferta a San Martino di Lupari col futsal: un’idea di trovarsi nata un po’ all’improvviso, con quell’appello in diretta in trasmissione (Zona Bologna Live). Colta e organizzata al volo ma bellissima.
Nel maschile sarebbe quasi fantascienza: un Bologna – Venezia o Bologna – Brescia con le tifoserie insieme? Impossibile.
Nel femminile invece sì. Nascono amicizie vere, momenti condivisi, pranzi, partite in giro per l’Italia.
Anche chi segue la Nazionale ha un senso di unità diverso: più genuino, più pulito.
Ed è una delle cose più belle di questo mondo.
A proposito delle Azzurre, diciamo che non sono proprio un “malato” della Nazionale. Sono salito sul carro agli ultimi Europei, come buona parte degli italiani! (Ride, n.d.r.)
Però sui social vedo sempre le “gesta” degli “Amici delle Azzurre”, soprattutto quelle del personaggio qui davanti a me, Mirco Bastelli. E devo dire che l’impegno messo nel sostegno alla Nazionale è da elogiare, anche da chi la segue più da lontano come me.
il movimento del tifo femminile sta crescendo. In serie B e in C si vedono gruppi sani, con passione e rispetto.
Spero nascano sempre più realtà. Ogni squadra merita un tifo vero — non solo applausi di circostanza, ma sostegno per tutti i 90 minuti.
Anche solo un po’ di colore, bandiere, un fumogeno dove si può: basta poco per creare calore.
Quando vai in trasferta e trovi qualcuno che canta, che prova a farsi sentire più di te, è stimolante.
Crea un ambiente bello, vivo. Le ragazze lo sentono, percepiscono due tifoserie che si rispondono e la partita diventa più intensa per tutti.”
C’è chi dice che il calcio sia solo un gioco.
Poi vedi weekend come questo e capisci che non è così.
Capisci che, dietro una maglia, ci sono storie, viaggi, mani sporche di farina e tamburi bagnati di pioggia, saluti che stringono lo stomaco e abbracci che allargano il cuore.
Capisci che qui non si tifa, si vive.
E che il Venezia 1985 non sta inseguendo un sogno: lo sta già costruendo, passo dopo passo, voce dopo voce, sorriso dopo sorriso.
E allora sì:
che piova, che ci sia sosta o fatica, che qualcuno parta e qualcun altro arrivi.
Questa famiglia andrà avanti.
Perché certe passioni non si possono fermare.
Filippo Pajola e Danilo Billi
