Ci sono riconoscimenti che vanno oltre una classifica, oltre un trofeo virtuale, oltre una manciata di punti. Sono riconoscimenti che diventano simbolo, storia, rottura di un soffitto che per troppo tempo è rimasto basso.
Il premio assegnato dall’International Federation of Football History & Statistics (IFFHS) a Maria Sole Ferrieri Caputi, nominata miglior arbitro donna al mondo per il 2025, è uno di questi.

L’arbitro della Sezione AIA di Livorno, prima donna ad aver diretto una partita di Serie A maschile, ha conquistato il gradino più alto del ranking mondiale, precedendo di quattro punti la francese Stéphanie Frappart, altro nome che ha riscritto il ruolo dell’arbitraggio femminile nel calcio internazionale.
Ma questa volta, lassù, c’è un tricolore che sventola più forte degli altri.
Una vittoria che profuma di storia e di futuro
Il successo di Maria Sole Ferrieri Caputi non nasce per caso. È il frutto di anni di silenzio, sacrifici, studio maniacale del regolamento, chilometri macinati nei campi di provincia, fischi presi in faccia e giudizi che spesso non avevano nulla a che fare con il calcio.
È la vittoria di una donna che ha scelto di non chiedere permesso, ma di essere all’altezza, sempre.
Quando nel 2022 diventò la prima donna ad arbitrare in Serie A, qualcuno parlò di evento mediatico. Oggi, tre anni dopo, l’IFFHS certifica quello che chi conosce il calcio sapeva già:
Maria Sole Ferrieri Caputi è una delle migliori arbitre al mondo. Punto.
Non solo Ferrieri Caputi: l’Italia arbitra al femminile
La classifica 2025 dell’IFFHS racconta anche un’altra storia tutta italiana.
Al settimo posto mondiale figura infatti Silvia Gasperotti, arbitro della Sezione di Rovereto, ulteriore conferma di come il movimento arbitrale femminile italiano stia vivendo una stagione di maturità e credibilità internazionale.
Due donne italiane tra le migliori del pianeta non sono un’eccezione statistica, ma un segnale forte: il sistema funziona, cresce, produce qualità.
Zappi (AIA): “Un modello per le ragazze di valore”
A sottolineare l’importanza del riconoscimento è stato anche il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, che ha parlato di un risultato dal valore che va ben oltre il singolo premio:
“Una grande soddisfazione per tutto il movimento arbitrale italiano. Con Maria Sole Ferrieri Caputi viene premiata la professionalità e la qualità di una donna di talento che nel nostro Paese da diversi anni ha già scritto una pagina storica dell’AIA e della parità di genere arbitrale. Unitamente ai complimenti a Maria Sole mi piace peraltro sottolineare anche il settimo posto di Silvia Gasperotti, nell’auspicio che questi risultati possano trasformarsi in modelli positivi per incoraggiare altre ragazze di valore in un medesimo percorso e per scalare i gradini del successo con la stessa determinazione e professionalità”.
Parole che pesano, perché parlano di responsabilità, di esempio, di futuro.
Il fischietto come atto di coraggio
In un calcio che spesso fatica ancora ad accettare il cambiamento, Maria Sole Ferrieri Caputi rappresenta una verità semplice e potente:
la competenza non ha genere.
Il suo fischietto non è mai stato una bandiera ideologica, ma un atto quotidiano di coraggio. Ogni decisione presa in campo, ogni partita gestita con autorevolezza, ha scavato un solco nuovo, rendendo il terreno più praticabile per chi verrà dopo.
E se oggi una ragazza guarda un arbitro in Serie A e pensa “posso farlo anch’io”, allora sì: questo premio vale doppio.
L’Italia che insegna, finalmente
In un’epoca in cui spesso rincorriamo modelli esteri, questa volta è l’Italia a insegnare.
A dimostrare che investire, credere, formare e proteggere il talento – anche quando rompe gli schemi – porta risultati.
Maria Sole Ferrieri Caputi miglior arbitro donna al mondo 2025 non è solo un titolo.
È una pagina di calcio scritta con mano ferma, fischio deciso e sguardo dritto in avanti.
E da oggi, quella pagina, è storia.
Danilo Billi
