Il fango del “Moreno Gubbiotti” di Narni resta appiccicato alle gambe e alla memoria. Fango vero, e fango metaforico, quello delle partite perse sul filo, delle battaglie in cui combatti, soffri, crei, ma alla fine torni a casa a mani vuote. La Lazio Women di Grassadonia cade 1-0 contro la Ternana nell’ultima giornata del girone d’andata di Serie A Women, al termine di una gara durissima, ruvida, nervosa, durata oltre cento minuti e segnata da un’intensità agonistica quasi da spareggio.

Una partita fatta di sportellate, di contrasti al limite, di ammonizioni in serie e, ancora una volta, di un’espulsione questa volta arrivata nei minuti di recupero, che lascia le biancocelesti in dieci, per la seconda gara consecutiva. Ma soprattutto una partita che racconta di una Lazio costretta a fare i conti con una panchina cortissima, con rotazioni ridotte all’osso e con una condizione non brillante dopo la lunga sosta per le festività. Una Lazio che ha affrontato la sfida un po’ sotto tono, senza quella fame feroce che spesso è stata la sua cifra identitaria, quasi trattenuta, come se mancasse mezzo passo nella corsa e un grammo di cattiveria nell’ultimo gesto.
Eppure, nonostante tutto, le occasioni migliori portano la firma delle Aquile. Nel primo tempo Le Bihan, schierata più vicina a Piemonte – ben controllata dalla retroguardia umbra – ha sul destro una palla che profuma di vantaggio, ma non riesce a concretizzare. Ancora più clamorosa, nella ripresa, l’opportunità capitata a Goldoni: inserimento perfetto, spazio per colpire, ma la conclusione viene parata. Un’altra chance sempre della numero 8 conferma la sensazione che la Lazio, pur non scintillante, avrebbe potuto e dovuto sbloccarla.
La Ternana, dal canto suo, gioca la partita che deve giocare: ritmi alti, aggressività costante, sfruttamento totale del fattore campo e di un terreno che spezza il fraseggio e favorisce la lotta. Pirone viene contenuta bene dalla difesa biancoceleste, ma a salire in cattedra è la giovane Pellegrino Cimò, classe 2006, talento luminoso in una squadra che cerca punti salvezza come ossigeno.
È proprio lei, nel finale, a decidere tutto. Minuto 90: contropiede, palla che viaggia sul centrosinistra, Cimò si infila tra le maglie laziali, rientra e lascia partire un sinistro secco dal cuore dell’area. Durante può solo sfiorare. Rete. Esplosione rossoverde. Silenzio biancoceleste.
Un gol che pesa come un macigno, perché arriva quando la Lazio stava stringendo i denti, pur stanca, pur corta, pur con i cambi contati. Un gol che regala alla Ternana tre punti d’oro e un esordio da sogno ad Ardizzone, subentrato a Cincotta a fine dicembre. Il 2026 delle umbre inizia così, con una vittoria che rilancia la corsa nella parte bassa della classifica e che vale l’aggancio al Genoa, portandosi a una sola lunghezza dal Parma e a due dal Sassuolo.
Per la Lazio, invece, resta una sconfitta che brucia dentro. Brucia perché maturata al termine di una gara persa solo negli ultimi istanti. Brucia perché arrivata contro l’ultima in classifica. Brucia perché figlia anche di una prestazione non all’altezza del proprio standard emotivo, oltre che atletico. Una Lazio meno affamata, meno feroce, meno “cattiva” del solito, come se la pausa avesse tolto ritmo e istinto.
Ora però il calendario non concede tempo per leccarsi le ferite. All’orizzonte c’è la Fiorentina in campionato, poi soprattutto il doppio derby di Coppa Italia contro la Roma, la madre di tutte le partite nella capitale, il confronto che va oltre i punti e oltre il turno, che tocca identità, storia, appartenenza. Il 21 gennaio al Fersini e il 28 gennaio al Tre Fontane si giocherà un pezzo di stagione e di anima.
Servirà una Lazio diversa. Più intensa, più affamata, più profonda nel respiro e nello spirito. Servirà ritrovare quella rabbia pulita che trasforma le difficoltà in carburante. Perché la fede laziale conosce il dolore, ma non accetta la resa. Cade, si sporca di fango, si rialza. E riparte, con l’aquila negli occhi e il derby nel cuore. 🦅💙
Stadio Moreno Gubbiotti, Narni (TR)
TERNANA WOMEN – LAZIO WOMEN 1-0
TERNANA (4-3-1-2): Schroffenegger, S. Martins (Massimino 74’), Corrado (Erzen 90+2’), Pacioni, Peruzzo; Patrenge (Di Giammarino 90+2’), Breitner, Regazzoli (Petrara 70’); Pellegrino Cimò; Gomes, Pirone. A disp.: Ciccioli, Ghioc, Lazaro, Porcarelli, Labate, Vigliucci, Quazzico, Ripamonti. All.: Mauro Ardizzone
LAZIO (3-5-2): Durante; Baltrip Reyes, Connolly, D’Auria; Monnecchi (Visentin 64’), Castiello, Benoit (Martin 89’), Goldoni (Karczewska 89’), Oliviero; Le Bihan, Piemonte. A disp.: Karresmaa, Cafferata. All.: Gianluca Grassadonia
Marcatrici: 90’ Pellegrino Cimò (T)
Ammonite: 8’ Monnecchi (L), 20’ Corrado (T), 45+1’ Benoit (L), 55’ Connolly (L), 80’ Petrara (T), 87’ Peruzzo (T), 98’ Castiello (L), 104’ Oliviero (L)
Espulse: 101’ Karczewska (L)
Recuperi: 4 pt; 8 st.
Arbitro: Cristiano Ursini (sez. Pescara)
Assistenti: Roberto D`Ascanio e Paolo Cozzuto
Quarto Ufficiale: Lorenzo Moretti
Operatore FVS: Angelo Di Curzio
Danilo Billi
