Siamo ancora vivi.
Determinazione ed orgoglio: il fine settimana nero-oro è stato sicuramente positivo. Successi guadagnati con sacrifici e sudore, con cuore ed unità di intenti, dentro e fuori dal campo. Noi, la Resistenza. Gente che lotta, tra mille difficoltà e peripezie, per un destino di gloria. Un proverbio cinese diceva che “quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”: non è facile trasformare gli ostacoli in risorse ma se ci credi veramente in quello che fai, nulla poi è così impossibile. Il weekend in casa Venezia 1985 è cominciato già giovedì, con l’allenamento congiunto contro la compagine tedesca femminile del Vfl Herrenberg (paese vicino alla Foresta Nera e alla città di Stoccarda), giunta in Italia per un ritiro invernale a Lignano Sabbiadoro. Un evento atteso e programmato già da parecchie settimane, con “terzo tempo” tutti assieme presso l’impianto sportivo tra panini con salsicce, hamburger e würstel e patatine.
Importante, in tal senso, l’apporto dei “Tifosi non Schifosi”, che si sono prodigati, congiuntamente alla società, nell’organizzazione di un ambiente il più confortevole ed accogliente possibile. Il solito Oliviero si è impegnato nel preparare 9 kg di patatine fritte per tutte/i i presenti. Ciononostante, il discorso tifo (nel senso stretto del termine) non è stato messo in disparte e anzi, ha fatto ancora una volta la sua bella figura, rendendosi protagonista di una coreografia di altissimo livello. Non è stata facile la gestione: a circa quindici minuti dal calcio d’inizio, Filippo si è lanciato in una folle doppia corsa contro il tempo al supermercato di fronte al campo, per recuperare alcune materie prime che risultavano mancanti alla realizzazione del post-partita. Portata a termine con successo la “missione”, si è riportato tempestivamente e instancabilmente sugli spalti per accendere la passione canora e visiva: le luci stroboscopiche bianche e i bengala gialli hanno illuminato la serata al “Nereo Rocco” e messo in evidenza il maestoso striscione esposto davanti sul parapetto della tribuna, dal chiaro significato identitario (non propriamente una novità, visto che era già stato impiegato nella stagione precedente… Ma l’effetto ottenuto è stato sicuramente originale e dal forte impatto): CHE BELLO ESSERE NOI.

A posteriori, si può però anche ricordare simpaticamente che la coreografia non è proprio riuscita come da progetto: a supporto di tutto ciò, doveva esserci anche un “lanciafumo” giallo… Peccato che, per inesperienza (onore però a Paolino che ci aveva visto giusto ma non è stato preso in considerazione dagli “schifosi” compagni di tifo!), sia stato montato al contrario e, all’accensione, abbia sparato il fumo verso il parcheggio retrostante la tribuna e non verso il campo. Potete immaginare l’ilarità scatenatasi in tribuna (tra chi se ne è reso conto, pochi per fortuna)… Una buona prestazione in campo, anche con alcune giovani Leonesse di belle speranze che hanno avuto modo di mettersi in luce sul palcoscenico della prima squadra, coronata da una vittoria per 3-1 sulla compagine tedesca: un’iniezione di fiducia per squadra e tifosi in vista dell’impegno in trasferta a Trento di domenica. Riempito il cuore di emozioni e la pancia di tutto il ben di Dio sopradescritto, il “panino del venerdì” è stato rinviato ma una parte della squadra, dirigenza e tifoseria l’ha piacevolmente sostituito con un sushi a Marcon, insieme alla prima squadra maschile. Si arriva quindi alla domenica, con una partenza da Marcon mista tra pulmini e auto.
A rappresentare i “Tifosi non Schifosi”, sempre il solito Filippo. “Ma quanta roba si porta via ogni volta?”, si domandano scherzosamente ogni volta i membri dello staff nero-oro. Viaggio, pausa in autogrill, pranzo al ristorante e poi via al campo: la tensione in casa nero-oro è stata sempre più palpabile, vista la situazione d’emergenza in vista della partita.

Sfruttando la possibilità di scelta tra due distinte, opposte e, a livello architettonico, sobrie tribune, il leader della tifoseria nero-oro ha scelto di occupare quella che, secondo lui, sarebbe stata più libera da disturbi e ha quindi costruito il suo classico “angolo del tifo” per sostenere al meglio le ragazze. La scelta si è rivelata azzeccata e così ha potuto dare sfogo alla sua passione calorosa per novanta minuti, con gli ormai classici cori ritmati dall’inseparabile tamburo. Il suo tifo è stato apprezzato ed omaggiato anche dal barista dell’impianto sportivo, con una birra portatagli in tribuna da alcune giovani ragazze dell’Azzurra San Bartolomeo ad inizio secondo tempo.

Date le premesse, poter esultare per tre volte è stato progressivamente galvanizzante ed il triplice fischio ha sancito un’autentica liberazione per il collettivo squadra/tifosi che è così tornato a festeggiare insieme una vittoria e scacciare per un po’ qualche brutto pensiero.
Stanchi, rotti ma felici: si riparte da qui con consapevolezza e senza rimpianti, per un girone di ritorno tutto da vivere al massimo. Arriveranno altri successi, saremo pronti a gioire assieme così come ad affrontare e superare altri eventuali momenti di difficoltà. La storia siamo sempre e solo NOI a definirla, con le nostre azioni, emozioni ed idee.
A Trento, il riscatto delle Leonesse: 0-3 per il Venezia Calcio 1985, orgoglio e identità.
Il Venezia Calcio 1985 femminile rialza la testa e lo fa con autorità. Dopo l’immeritata sconfitta della scorsa settimana, le nero-oro rispondono sul campo dell’Azzurra San Bartolomeo con una prestazione di spessore, maturità e personalità, imponendosi per 3-0 e chiudendo il girone d’andata con una vittoria che vale classifica, fiducia e consapevolezza. Nonostante le assenze pesanti di Morettin e Trevisiol (non nelle condizioni fisiche dei giorni migliori) dal primo minuto, e una formazione in larga parte rimaneggiata, con innesti forzati come Centasso e Dalla Santa, la squadra di mister Murru non smarrisce la propria identità. Anzi, la esalta.

Il primo tempo è un manifesto tattico: possesso palla, trame rapide a terra, movimenti sincronizzati e pressione alta. Il marchio di fabbrica del tecnico prende forma fin dai primi minuti. Al 5’ Dalla Santa riceve al limite e lascia partire un sinistro che sfiora la traversa. Al 28’ ci prova Sabia su punizione dai 25 metri, ancora di poco alto. Il vantaggio è nell’aria e arriva al 33’: Gastaldin ruba palla a centrocampo e innesca Dalla Santa in profondità. Il suo tiro viene respinto dal portiere, ma sulla ribattuta Sabia è la più lesta di tutte e deposita in rete l’1-0. Il Venezia Calcio 1985 continua a colpire in transizione. Al 41’ un’azione di contropiede sulla destra porta la palla fuori area dalla parte opposta, Ruggiero si coordina di prima intenzione e scarica un sinistro a giro magnifico che si infila all’incrocio dei pali: 2-0 e dominio psicologico consolidato. Prima dell’intervallo, l’Azzurra San Bartolomeo prova a reagire con Dal Col, ma la nuova portiera nero-oro Cazzioli risponde con un intervento provvidenziale di piede, confermando sicurezza e freddezza. Nella ripresa il match si fa più equilibrato, con la squadra trentina che tenta di alzare il baricentro. Al 16’ ancora Sabia impegna il portiere in diagonale. Al 29’ Lenzi, sugli sviluppi di un corner, ha l’occasione per riaprire la gara ma da pochi passi manda incredibilmente alto. È il momento che decide la partita: al 42’ il capitano Centasso intercetta di testa e apre a sinistra per Gastaldin, cross immediato al centro dove Trevisiol, entrata nella ripresa, chiude il match con il tocco del definitivo 3-0. Dopo cinque minuti di recupero arriva il triplice fischio: vittoria netta, meritata, costruita con ordine, cuore e qualità. Le Leonesse tornano da Trento con tre punti pesantissimi che rafforzano la classifica e certificano la bontà di un girone d’andata chiuso, nonostante le difficoltà emerse nell’ultimo periodo, in modo più che soddisfacente. Domenica si va a Tavagnacco, per aprire il girone di ritorno con la stessa fame e la stessa convinzione: il gruppo rimane ancora solido, compatto, grintoso e pronto ad affrontare qualsiasi avversità.
Avanti così, nero-oro: questa è la strada!

AZZURRA SAN BARTOLOMEO 0 – 3 VENEZIA CALCIO 1985
AZZURRA SAN BARTOLOMEO:
Valenti, Lenzi, Maurina, Planchestainer, Dal Col, Morini, Bertolini, Busarello (st 29’ Rosa), Lucin (st 13’ Daprà), Greguoldo, Tonelli.
A disposizione: Calovi, Giovannini, Bonenti, Cova, Dauriz, Bouaouni, Conci.
Allenatore: Francesco Bollino
VENEZIA CALCIO 1985:
Cazzioli, Grecu (st 20’ Morettin), Tosatto (st 45’ Donaggio), Dalla Santa (st 24’ Trevisiol), Gastaldin, Boschiero, Paladini, Baldan (st 42’ Furlan), Sabia, Ruggiero, Centasso.
A disposizione: Tonello, Rotondi, Vanzo.
Allenatore: Giancarlo Murru
Arbitro: Michele Armellini della sezione di Arco Riva (TN)
Marcatrici: pt 33’ Sabia (VE), 41’ Ruggiero (VE); st 42’ Trevisiol (VE)
Note:
Corners 3-3
Minuti di recupero: pt 0’; st 5’.
Ecco alcune dichiarazioni raccolte da Filippo Pajola nel post partita:
Anna Ruggiero – centrocampista del Venezia Calcio 1985
“La partita mi è piaciuta molto. Nel primo tempo abbiamo mostrato un buon giro palla, tanti uno-due efficaci e una squadra corta e compatta. Nel secondo tempo il calo fisico era prevedibile, visti gli acciacchi e i pochi cambi a disposizione, ma siamo state brave a restare unite fino alla fine e a portare a casa il risultato. Non eravamo nelle condizioni migliori, a causa appunto dei tanti infortuni, ma credo che la chiave decisiva della partita sia stata la nostra consapevolezza. Sapevamo di dover gestire le energie e questo ha permesso al mister di fare i cambi giusti senza forzare nessuna. A questo, si è aggiunto il sacrificio di tutte: ognuna ha dato qualcosa in più per la squadra e questo ha fatto la differenza. Questa vittoria è sicuramente molto importante per ritrovare entusiasmo ma dobbiamo essere oneste: serve più continuità. Non possiamo tirar fuori questo tipo di prestazione solo dopo una batosta: dobbiamo avere la stessa voglia ed intensità ogni domenica. Con questo atteggiamento possiamo affrontare le prossime partite con maggiore fiducia. Nonostante i tre gol segnati, dobbiamo continuare a lavorare sulla finalizzazione: arriviamo spesso in area ma possiamo essere più concrete davanti alla porta. Inoltre, possiamo migliorare sulla compattezza nei momenti difficili, nel rimanere ancora più legate e unite tra i reparti, oltre che nella comunicazione. Sono dettagli che possono cambiare una partita e risultare decisivi.

Sono molto contenta di aver segnato: non è il mio ruolo principale, ma mi piace interpretare il terzino in modo offensivo, spingendomi in avanti e ritrovandomi più spesso nei pressi dell’area avversaria. È uscito un bel tiro, per di più di sinistro (lei è un destro di piede, n.d.r.), quindi la soddisfazione è doppia. Il nostro tifo è speciale. Poche squadre possono vantare una presenza così costante e coreografie come le altre. Filippo e tutti gli altri tifosi ci sono sempre, non solo nelle partite importanti ma anche nelle amichevoli, e la loro passione rispecchia molto quella che mettiamo noi in campo. Non parlo solo di fumogeni o striscioni, ma anche del sostegno continuo che per noi è davvero un valore aggiunto. Forse non vinciamo sempre sul campo, ma come ambiente — squadra e tifosi insieme — sì.”
Simona Sabia – centrocampista del Venezia Calcio 1985
“Ritrovare i tre punti era fondamentale, sia per il morale sia per la classifica. Nel primo tempo abbiamo mostrato le nostre qualità come collettivo, poi nella seconda frazione abbiamo un po’ perso qualcosa ma siamo comunque rimaste concentrate. Gli infortuni purtroppo fanno parte del percorso e pesano. L’unione del gruppo e la capacità di aiutarci l’una con l’altra in campo, però, permettono di superare ogni ostacolo: così abbiamo dimostrato di essere più forti delle avversità. Sicuramente i tre punti sono fondamentali per il morale e ci danno la spinta giusta per affrontare le prossime gare con lo stesso spirito, facendo tesoro di questa gara sia per quanto di buono abbiamo fatto che per qualche errore fatto da non ripetere.

Aspettavo questo gol da un po’: ho seguito l’azione insieme alla mia compagna e siamo riuscite a segnare, andando in vantaggio. Anche se non sono un vero e proprio attaccante, la ricerca del gol è personalmente fondamentale. L’ho cercato, l’ho voluto: per me, segnare è una liberazione. Lo dedico alla mia famiglia e alle mie compagne, che mi sostengono sempre dentro e fuori dal campo. Per noi, il tifo è il dodicesimo uomo: è quella spinta che ci carica ancora di più, ci accompagna, è come se fosse in campo a giocare con noi.”
Giulia Trevisiol – attaccante del Venezia Calcio 1985
“È stata una vittoria davvero importantissima, soprattutto per come è arrivata. Nel primo tempo siamo entrate in campo con un’intensità e una qualità altissime: ritmo, attenzione, aggressività, tutto quello che avevamo preparato, è venuto fuori. Nel secondo tempo c’è stato un calo fisiologico, anche considerando il momento che stiamo vivendo a livello fisico: abbiamo sofferto un po’ ma, alla fine, abbiamo retto e questo è positivo. Fuori dal campo, la compattezza del gruppo è stata evidente; dentro, si sentiva ancora di più: nei momenti di difficoltà ci siamo aiutate e insieme abbiamo portato a casa tre punti pesantissimi.

Sapevamo di essere in emergenza, con tante assenze ed un’infermeria piena, ma l’atteggiamento è stato la chiave. Nessun alibi, nessuna paura: chi è scesa in campo, sapeva di dover dare qualcosa in più, anche per chi non poteva esserci. La vittoria è stata meritata, l’abbiamo voluta dal primo all’ultimo minuto, con grande spirito di sacrificio e con la consapevolezza che, solo restando unite, potevamo aprire la porta di questa partita. Conta tantissimo per il morale, per continuare il campionato con più convinzione ed anche per tornare ad allenarsi con un’energia diversa. Nonostante le difficoltà tra infortuni e movimenti di mercato, possiamo e dobbiamo essere ottimiste per i prossimi impegni. Venivamo da buone prestazioni, a livello di gioco ed occasioni, non premiate dai risultati (come, per esempio, col Villorba): vincere così, in modo positivo sotto tutti i punti di vista, dà fiducia e serenità. Qualcosa da rivedere c’è sempre. Probabilmente, dobbiamo migliorare nella gestione di alcuni momenti del secondo tempo: potevamo essere più lucide nel tenere palla e nel leggere meglio certe situazioni, evitando di abbassarci troppo. Sono dettagli che in settimana, in un clima sicuramente più disteso, al campo col mister si possono sistemare. Il gol, per me, è sempre una grande emozione, ancora di più in una partita così. La soddisfazione è enorme, soprattutto perchè, giocando a mezzo servizio, continuo una striscia positiva di marcature: è un bel segnale, se penso anche al percorso fatto con il Venezia 1985 dall’anno scorso ad oggi. Lo dedico alla squadra, a chi mi sostiene ogni giorno e a chi non ha potuto essere in campo. Fisicamente, appunto, non ero al 100%, ma l’adrenalina e una scelta condivisa con mister e staff mi hanno permesso di scendere sul terreno di gioco e dare comunque il mio contributo. Ora l’obiettivo è recuperare bene e tornare già in settimana a lavorare a pieno regime, senza forzature. Il tifo è semplicemente fantastico. La coreografia di giovedì con le tedesche è stata bellissima e resterà nella storia — così come il “lanciafumo” montato al contrario, di cui poi mi è stato raccontato! Anche questa domenica, il sostegno è stato incredibile: un tifo come al solito caloroso e, a fine partita, l’emozione dei festeggiamenti assieme. Dire che tifosi e squadra vincono sempre forse è “too much”… Ma nemmeno così lontano dalla verità: questo legame è la nostra vera forza.”
Giancarlo Murru – allenatore del Venezia Calcio 1985 femminile
“Sono soddisfatto della gara, dei contenuti importanti e, questa volta, anche di quanto raccolto. La squadra sta uscendo da un periodo difficile sul piano del risultato, ma mai su quello del gioco e della crescita del gruppo. Un percorso che, giorno dopo giorno, si consolida grazie alla consapevolezza di quanto siano fondamentali le attenzioni che ogni componente sa dare e riconoscere agli altri. La relazione in campo — comunicativa e tattica — è sempre stata presente, in crescita e solida; talvolta, ai fini del risultato, non correttamente premiata da episodi situazionali sporadici che nel calcio possono determinare un esito negativo, ma sempre all’interno di prestazioni ricche di contenuti. Domenica la squadra ha messo in campo quanto discusso e preparato durante la settimana, con quella volontà e quella passione che hanno permesso di superare i continui disagi legati ad assenze per infortuni importanti che, in questo periodo, siamo chiamati ad affrontare. Ne emerge un gruppo di atlete capace di relazionarsi dentro e fuori dal campo, con uno spirito di maturità e di abnegazione davvero notevole.

Un pensiero speciale e una particolare attenzione vanno ai nostri tifosi, che seguono con costanza e vicinanza le ragazze. Un tifo genuino e amico, che diventa uno strumento sociale capace di aiutare le persone a stare insieme, a scoprire legami, a trasmettere sensazioni pure e a ritrovare il senso autentico del rapporto e della solidarietà. Un elemento di grande valore, perchè riporta alla realtà principi che oggi, troppo spesso, vengono inquinati da presenze inquiete che, soprattutto nei confronti dei più giovani, non trasmettono educazione e socialità, ma ansia, protesta fine a sé stessa e tensione priva di un reale scopo. Atteggiamenti che talvolta sembrano soltanto placare singoli disagi interiori e che finiscono per allontanarci da una visione sana dello stare insieme, contribuendo a smarrire il senso di una socialità sempre più dimenticata e messa ai margini, schiacciata da interessi crescenti o da un’ignoranza sempre più diffusa.”
La vittoria in terra trentina contro l’Azzurra San Bartolomeo restituisce l’immagine di un Venezia 1985 capace di unire qualità, sacrificio e maturità. Il primo tempo ha mostrato una squadra brillante, intensa, compatta nei reparti e determinata nel proporre gioco. Nella ripresa, il calo fisico era inevitabile, ma proprio in quel momento è emersa la forza del gruppo: lettura dei momenti, spirito di sacrificio e capacità di soffrire insieme senza perdere lucidità. Le dichiarazioni raccolte da Filippo convergono tutte su un punto: questa vittoria non è frutto del caso, ma della consapevolezza ritrovata. Nonostante gli infortuni e le difficoltà di organico, la squadra ha saputo trasformare l’emergenza in coesione, mostrando un’identità chiara e una volontà collettiva che va oltre i singoli episodi. Il successo pesa non solo per la classifica, ma per ciò che rappresenta: un passo avanti nella crescita, un’iniezione di fiducia e un segnale forte in vista dei prossimi impegni. A completare il quadro, il tifo: costante, caloroso, capace di creare un legame autentico che accompagna la squadra in ogni campo. Un valore aggiunto che, ancora una volta, ha fatto la differenza.
Una vittoria che racconta una squadra viva, unita e determinata. Un punto di ripartenza che può segnare la rotta del prosieguo di stagione.
Filippo Pajola e Danilo Billi
