Dopo la pausa invernale, l’Enjoy ha ripreso il campionato con la consapevolezza di trovarsi nel momento più delicato e, allo stesso tempo, più decisivo della prima parte di stagione. La sosta non ha cancellato i problemi di organico che stanno accompagnando questa fase dell’anno, tra assenze e disponibilità ridotte, ma il gruppo ha continuato a lavorare con serietà, compattezza e spirito di sacrificio.

La ripartenza, infatti, non è soltanto un ritorno alle partite: è l’inizio del tratto che conta davvero. Da qui in avanti attendono cinque gare determinanti per definire l’accesso alle tre fasce finali del campionato, un vero giro di volta: ogni punto e ogni prestazione peseranno in maniera concreta sul percorso delle ragazze.
In queste settimane l’Enjoy ha ripreso ad allenarsi con grande intensità, spesso su campi pesanti, segnati dal clima e dalla stagione. Terreni a tratti fangosi, poco “comodi”, ma che raccontano alla perfezione l’identità di questo gruppo: il calcio vero, quello che si gioca di pancia, quello di una volta, fatto di terra e fango, sacrificio e gambe che non smettono di spingere. Allenarsi in queste condizioni non è semplice, ma è proprio qui che l’Enjoy ritrova la propria natura: una squadra che ama le categorie impegnative, che non si tira indietro e che costruisce solidità, testa e carattere.
In questo contesto, la partita di lunedì sera contro lo Sporting Club Marzabotto è stata una fotografia fedele della situazione: organico corto, poche rotazioni, una gara dura sotto il profilo fisico e mentale. Ma, ancora una volta, l’Enjoy ha risposto da squadra vera, mettendo in campo dedizione, impegno e totale disponibilità al sacrificio, confermando un’identità costruita sul lavoro settimanale e sulla voglia di lottare insieme.
Al di là dell’aspetto tecnico, ciò che colpisce di questo gruppo è l’energia che si sprigiona quando le difficoltà aumentano: nessuna ragazza resta sola, nessuna viene lasciata indietro. Chi è in campo corre anche per chi manca, e chi non può esserci continua comunque a sentirsi parte del percorso. È questo il cuore dell’Enjoy: un collettivo che non cerca alibi, ma soluzioni, e che ogni settimana si sostiene con convinzione, unità e un senso di appartenenza sempre più forte.
Nel corso della gara, purtroppo, non sono mancati anche momenti spiacevoli, con parole e offese fuori contesto che nulla hanno a che vedere con il calcio e con i valori dello sport. Episodi che non meritano clamore, ma che è giusto sottolineare: le ragazze hanno reagito nel modo più maturo, restando concentrate sul campo e scegliendo di far parlare la propria compattezza, non il nervosismo.

Guardando avanti, la prospettiva di accedere alla fase Top League è sempre più concreta. Sulla carta restano due partite particolarmente impegnative, ma il gruppo ha dimostrato di poter affrontare questo periodo nel modo giusto: senza scorciatoie, puntando tutto sulla forza del collettivo e sulla crescita comune.
Perché in questa squadra, oggi, c’è qualcosa che va oltre la semplice partita: c’è la convinzione profonda che insieme si possa andare oltre ogni difficoltà, che il sacrificio di una diventi forza per tutte, e che l’Enjoy non sia soltanto un insieme di giocatrici, ma un gruppo che si riconosce, si protegge e si sostiene. E in un campionato che si decide adesso, questo può fare davvero la differenza.
Nicola Mosca
