Nel mosaico di volti, sacrifici e ambizioni che compongono il Parma Calcio Women 2025-26, una figura sta emergendo con forza e personalità: Gaia Distefano. Attaccante classe 2002, piede destro educato e fame da centravanti vera, la giovane piemontese si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale nel cammino delle crociate nella loro prima, complessa stagione in Serie A femminile ma prima ha percorso una carriera graduale crescendo nelle giovanili di una grande come la Juventus, accumulando esperienza nel calcio senior con Chievo, Ravenna e Cesena prima di esplodere sotto la maglia delle Ducali.

Promossa nella massima categoria dopo un campionato di Serie B da protagonista, Distefano ha saputo trasformare l’entusiasmo in concretezza. Nelle prime giornate del torneo 2025-26, infatti, è stata il principale riferimento offensivo della squadra guidata da Giovanni Valenti, risultando miglior marcatrice del Parma nelle prime 8-10 gare con due reti, davanti a compagne più esperte e navigate.
Il suo percorso, però, non è solo una questione di numeri. È soprattutto una storia di adattamento e resilienza: il salto dalla cadetteria alla Serie A significa confrontarsi con difese più fisiche, ritmi più intensi e un contesto in cui ogni punto pesa come oro, in una lotta salvezza che non concede tregua. E in mezzo a tutto questo, Gaia ha imparato anche a “prendere botte”, a reggere l’urto, a non arretrare di un centimetro.
Non a caso, nel novembre scorso le è stato assegnato il premio di MVP del mese: un riconoscimento che va oltre i gol segnati e racconta un atteggiamento fatto di generosità, pressing, sacrificio e presenza costante nei momenti più difficili della partita.
Nel corso della stagione, Distefano ha mostrato di essere molto più di una semplice finalizzatrice. Sa muoversi sugli esterni, venire incontro, dialogare con le compagne, attaccare la profondità e creare spazi. Le statistiche e le analisi gara parlano di tiri nello specchio, falli conquistati e di una pressione continua sulle difese avversarie, costrette spesso a raddoppiarla.

Ma il tratto che più colpisce è la sua maturità mentale. Nelle interviste, nei gesti in campo, nella capacità di restare lucida anche nei momenti complicati, traspare la consapevolezza di chi sa di avere davanti un percorso lungo e importante. Un cammino che potrebbe portarla, un giorno, a diventare non solo un pilastro del Parma Women, ma anche un nome riconosciuto nel panorama del calcio femminile italiano.
Con l’arrivo di una punta centrale destinata ad alleggerirne i compiti più gravosi, Gaia potrà tornare a esprimersi con maggiore libertà nel suo ruolo naturale di esterno offensivo. E allora quella luce che oggi guida l’attacco gialloblù potrebbe brillare ancora di più.
Non una stella già compiuta, ma una promessa viva, in continua evoluzione. Un simbolo di energia, appartenenza e voglia di emergere. E, forse, uno dei volti su cui il Parma Women potrà costruire il proprio futuro.
Danilo Billi
