C’è un rumore che non si dimentica mai: quello della bustina che si apre. Un fruscio secco, quasi solenne, come lo scartare di un regalo. Per chi è cresciuto a pane, pallone e figurine Panini, quel suono è una macchina del tempo. Ti riporta bambino, seduto sul pavimento, le ginocchia sbucciate, l’album aperto come un libro sacro e il cuore che batte all’idea di trovare “quella” figurina che manca.

Oggi quel bambino è diventato grande, ma continua a sognare. E il 6 febbraio 2026, quando arriva in edicola la collezione Panini Calciatrici 2025-2026, è come se tutto ricominciasse da capo. Per il secondo anno consecutivo, il calcio femminile italiano ha il suo album interamente dedicato. Non più un’appendice, non più una parentesi: una storia completa, fiera, autonoma. Un romanzo di 339 figurine, di cui 54 speciali, che raccontano Serie A, Serie B e Serie C, volti celebri e giovani promesse, capitane e ragazzine che sognano la Nazionale guardandosi allo specchio con la maglia addosso.
Rispetto alla prima storica edizione, quella che l’anno scorso aveva rotto un muro culturale, questa seconda uscita è la conferma che il movimento non è più una novità, ma una realtà che cammina sulle proprie gambe. Se nel 2024-2025 l’album era una promessa, oggi è una dichiarazione d’identità. Più squadre, più spazio, più cura grafica, più consapevolezza. Come un bambino che un anno dopo torna a scuola e non è più in prima elementare: cresce, impara, prende coraggio.
E dentro quell’album non ci sono solo calciatrici. C’è l’Italia intera che sogna. Panini dedica pagine speciali al Club Italia, alla Nazionale maggiore e alle splendide cavalcate delle Under 19 e Under 17, capaci di riportare medaglie, orgoglio e futuro. Figurine che non sono semplici immagini, ma medaglie di carta: testimonianze di un’epoca azzurra che sta scrivendo pagine luminose. Attaccarle sull’album è come dire: “Io c’ero. Io ho creduto in voi quando eravate ancora un sogno”.
Per chi, da bambino, collezionava Baggio, Del Piero, Signori o Roberto Mancini, oggi incollare una calciatrice della Serie A femminile ha lo stesso identico sapore: quello dell’attesa, dell’eroe, dell’identificazione. Cambiano i volti, ma non l’emozione. La colla che profuma, le dita appiccicose, la speranza di trovare la figurina rara, il rito dello scambio: “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”. E in quel “mi manca” c’è già tutto il senso del desiderio.
Questa collezione Panini Calciatrici 2025-2026 è molto più di un prodotto editoriale. È un atto culturale. È la dimostrazione che il calcio femminile non è più una nicchia, ma una parte viva dell’immaginario collettivo italiano. È il regalo fatto alle bambine che oggi giocano nei campetti di periferia e che domani vogliono vedersi, magari, proprio lì: su una figurina, con il nome scritto sotto e il sogno che prende forma.
E allora sì, torna quel bambino. Quello che ero, quello che siamo stati in tanti. Che correva in edicola con le monete in mano, che apriva le bustine come fossero scrigni, che imparava a memoria i ruoli, i numeri, le storie. Oggi quel bambino guarda un’album di calciatrici e sorride. Perché il calcio, quando è vero, quando è popolare, quando è romantico, non ha genere: ha solo cuore. E il cuore, dentro una figurina Panini, batte ancora fortissimo.
Danilo Billi
