Oggetto: Segnalazione di gravissimi episodi di intimidazione, discriminazione e minacce di morte ai danni di un giornalista operante nel calcio femminile
Con il presente comunicato intendo portare all’attenzione delle istituzioni, degli organi federali e della stampa un episodio di eccezionale gravità accaduto sabato che, secondo quanto da me vissuto e documentato, ha assunto i connotati di un attacco organizzato, lesivo della mia dignità personale, della mia attività professionale e dei diritti fondamentali della persona.

Premessa dei fatti denunciati
In data 31 gennaio, dopo aver rilevato la pubblicazione su Tutto Calcio Femminile di un’intervista la cui struttura e i cui contenuti a mio giudizio, risultavano sovrapponibili a un’intervista da me precedentemente realizzata, ho esercitato il mio diritto di segnalare pubblicamente la situazione.
A partire da tale momento, secondo quanto da me denunciato e testimoniato:
- una giocatrice coinvolta e alcune sue compagne tesserate in Serie C avrebbero avviato nei miei confronti comunicazioni private dai toni ostili e intimidatori;
- il padre di una delle atlete avrebbe contribuito pubblicamente su Facebook ad alimentare il clima di attacco alla mia persona;
- successivamente sarei stato oggetto di una vera e propria ondata persecutoria, articolata in 121 messaggi WhatsApp, molti provenienti da numerazioni differenti, incluso un numero con prefisso internazionale, contenenti espressioni discriminatorie rivolte alla mia disabilità ed esplicite minacce di morte.
Si tratta di fatti che, se confermati nelle sedi opportune, delineerebbero un comportamento gravemente lesivo, incompatibile con qualsiasi principio di etica sportiva, rispetto umano e correttezza professionale.
Iniziative già adottate
Per garantire la tutela della mia persona e dei miei diritti, ho già provveduto a:
- incaricare il mio legale di avviare ogni azione necessaria;
- conservare integralmente le prove documentali;
- attivare le procedure presso le autorità competenti;
Richiesta di assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni sportive
Alla luce della gravità dei fatti denunciati, con questo comunicato formulo una richiesta ferma e non eludibile:
- che gli organi federali competenti valutino con urgenza la situazione, accertando eventuali condotte incompatibili con il tesseramento e con i principi sanciti dalla normativa sportiva;
- che le società interessate assumano una posizione chiara e trasparente, prendendo le distanze da qualsiasi comportamento anche solo potenzialmente lesivo di diritti fondamentali;
- che venga ribadita in modo inequivocabile l’assoluta intolleranza verso intimidazioni, attacchi discriminatori e minacce rivolte a giornalisti nell’esercizio delle loro funzioni;
- che episodi di discriminazione basata sulla disabilità vengano condannati pubblicamente e senza attenuanti.
Dichiarazione finale
Dichiaro con fermezza che il quadro dei fatti da me denunciato rappresenta uno dei più gravi episodi mai affrontati nella mia lunga esperienza professionale nel calcio femminile.
La quantità, l’aggressività e la natura dei messaggi ricevuti configurano, se confermati un tentativo evidente di intimidire, delegittimare e ridurre al silenzio un giornalista a causa del suo lavoro.
Ritengo pertanto indispensabile che questo caso non venga minimizzato, né rimosso, né derubricato a semplice scontro sui social: i comportamenti segnalati rappresentano una minaccia alla sicurezza, alla dignità personale e alla libertà di informazione.
Chiedo, con assoluta fermezza, che venga fatta piena luce sull’accaduto e che ogni responsabilità venga accertata nelle sedi competenti.
Il rispetto dei diritti fondamentali non è oggetto di negoziazione.
Danilo Billi
