Alla presentazione della seconda edizione dell’album di figurine dedicato alle giocatrici 2026, una delle protagoniste più attese era lei: Clarisse Le Biah, centrocampista offensiva della Lazio Women, volto simbolo del progetto e presenza amatissima nello spogliatoio biancoceleste.
La francese, con la tuta fiammante dal club capitolino ma con l’entusiasmo genuino di chi ancora si emoziona davanti alle piccole grandi cose del calcio, ha raccontato cosa significa per lei vedersi, ancora una volta, in un album ufficiale.

Di seguito l’intervista che ci ha fornito l’Ufficio stampa della Lazio Women
Clarisse Le Biah, partiamo dall’album di figurine. Che effetto fa rivedersi lì, come quando si era bambine?
“Quest’album ci fa tornare piccole. Io sono stracontenta: l’anno scorso, appena l’ho ricevuto, mi cercavo subito, e cercavo anche le mie compagne. In spogliatoio c’era un entusiasmo pazzesco: chi trovava chi, gli scambi, le doppie… sembravamo tutte bambine.”
Poi si ferma un istante, come per assaporare la sensazione. “È un orgoglio, ma soprattutto una felicità enorme.”
Il movimento cresce, e spesso lo diciamo da anni. Ma voi, dentro, come lo sentite?
Le Biah lo dice senza girarci intorno: “Per me questo è davvero uno step in più. Un vero passo avanti per il calcio femminile italiano.”
E aggiunge un dettaglio significativo: “Io sono francese, e in Francia questa cosa ancora non esiste. Quindi per me è una strada che va seguita, un esempio concreto per lo sviluppo del nostro movimento. È bellissimo.”
Quanto conta per le bambine poter aprire un album e trovare le vostre facce?
Le Biah annuisce convinta: “Secondo me è fondamentale. Dare alle ragazze e alle bambine l’opportunità di identificarsi nelle giocatrici fa una differenza enorme. Le aiuta a sognare, a credere che questo sport è anche per loro.”
E conclude con un sorriso dolcissimo: “Sono sicura che avrà un impatto molto positivo.”
Un passo che vale doppio
Per Clarisse Le Biah, per la Lazio Women e per tutto il movimento femminile, l’album di figurine non è solo un gioco: è un simbolo.
Racchiude un presente in crescita e un futuro che spinge forte per cambiare.
E nelle sue parole, così sincere, c’è quella verità semplice che spesso dimentichiamo: il calcio resta bellissimo finché riesce a farci sentire bambine.
Danilo Billi
