Ci sono partite che si ricordano per il gioco, altre per il risultato.
E poi ci sono quelle che restano addosso per le sensazioni: per ciò che raccontano di una squadra, di un percorso, di un’idea di calcio che va oltre il tabellino finale.

La sfida di martedì sera contro il Felsina appartiene a quest’ultima categoria. Una partita disputata su un campo che metteva alla prova tutto: gambe, testa, cuore. Fango, pozzanghere, rimbalzi imprevedibili. Uno di quei terreni che non perdonano e che ti costringono a essere presente fino all’ultimo secondo, concentrata e solidale con le compagne.
In condizioni così, non basta saper giocare: bisogna volerlo davvero.
Il risultato finale 3-0, impreziosito da una splendida tripletta della nostra capocannoniera, parla chiaro. È una vittoria importante, meritata, e sì: vincere conta. È un obiettivo che ci poniamo ogni giorno, perché vogliamo dimostrare il nostro valore e crescere come squadra.
Ma chi vive questo progetto lo sa bene: il punteggio da solo non racconta tutta la storia.
Quella di martedì è stata una gara complicata, mentalmente ed emotivamente. Una partita in cui il gioco faceva fatica a fluire, in cui la confusione prendeva spazio e le energie sembravano non scorrere nel modo giusto.
E va detto senza filtri: anche le giornate storte fanno parte di un percorso autentico.
Quello che però non manca mai e che è l’anima di questo gruppo è l’impegno delle ragazze. La disponibilità a mettersi in discussione, a sporcarsi letteralmente di fango, a esserci anche quando tutto si complica. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, stiamo costruendo qualcosa che va oltre il singolo episodio: una crescita personale e collettiva fatta di relazioni vere, supporto reciproco e responsabilità condivisa.
Siamo entrati in un momento cruciale della stagione: manca una sola partita alla fine del girone d’andata. Poi ci aspetterà probabilmente una settimana di pausa, fondamentale per ricaricare energie fisiche e mentali, prima di affrontare da marzo un secondo turno intenso, con cinque sfide decisive.
Cinque finali.
Solo le prime tre squadre potranno competere per il titolo, e ogni dettaglio farà la differenza.
Ed è per questo che il percorso che stiamo facendo ora è così importante.
Non solo per i punti conquistati, ma per come ci stiamo preparando ad affrontare ciò che verrà: la mentalità, lo spirito, la capacità di restare unite anche nei momenti più complicati.

Questo è il calcio che amiamo raccontare.
Il calcio dei campi pesanti, delle sere infrasettimanali, delle gambe stanche ma delle emozioni vere.
Il calcio delle ragazze che imparano a conoscersi, a sostenersi, a crescere insieme.
Un calcio in cui la vittoria vale doppio, perché è il frutto di un percorso umano ancora prima che sportivo.
Si riparte sempre da qui: dall’empatia, dall’impegno, dalla voglia di migliorarsi.
Dalla consapevolezza che ogni partita — bella o brutta che sia — diventa un passo avanti, se affrontata insieme.
E a volte, proprio nel fango, nascono le impronte più profonde.
Nicola Mosca
