Determinazione, energia e una vita che corre a cento all’ora. Giorgia Della Chiara, difensore centrale dell’ASD Femminile Riccione, classe 2001, è una di quelle persone che non possono stare ferme: calciatrice, pizzaiola, dog sitter, babysitter. Una ragazza che incastra passioni, lavoro e sport con una naturalezza che sorprende e conquista. In questa intervista si racconta con sincerità, ironia e quella grinta che porta ogni domenica in campo.

Dalla danza al calcio: un passaggio tutt’altro che scontato
La passione di Giorgia per il calcio nasce quasi per caso: «Da piccola facevo danza, addirittura dieci anni! Ma ogni volta che andavo a vedere i miei fratelli giocare finivo a palleggiare a bordo campo. Un giorno un mister mi ha vista e mi ha detto: “Perché non vieni a provare?”. E da lì non ho più smesso».
Timida, unica femmina in mezzo ai maschi, ma determinata: «Per i primi cinque anni facevo sia danza che calcio… assurdo! Arrivavo agli allenamenti di calcio con il vestito da danza da cambiare al volo».
A 14 anni la scelta: lasciare la danza e abbracciare il calcio femminile. Da lì l’approdo all’ASD Femminile Riccione, dove gioca da dieci anni: «Sono cresciuta tantissimo, sia calcisticamente che come persona».
Difensore jolly e voce forte in campo
Giorgia si definisce un difensore estremamente duttile: «Posso fare la centrale, la laterale sia a destra che a sinistra. Un jolly».
E sulla personalità in campo: «Urlo? Eh sì, urlo! È importante tenere tutte sveglie, soprattutto le più giovani. Da difensore centrale devi parlare, comandare la linea, aiutare anche centrocampiste e compagne più lontane».

La scintilla: perché scegliere il calcio?
«Ero indecisa, mi piacevano sia danza che calcio. Poi ho iniziato ad allenare i bambini, e lì ho capito che il calcio mi dava qualcosa in più. Mi stimolava».
Allenare i piccoli per quattro anni, crescere nel Riccione, e nel frattempo fare spazio a tutto il resto.
Il lavoro in pizzeria: tradizione di famiglia e passione inaspettata
La pizzeria Speedy Pizza di Gabicce Mare è un pezzo di cuore familiare: «Mio padre ha festeggiato i 30 anni della pizzeria il 2 dicembre 2025. Cinque anni fa sono andata ad aiutarlo un po’ per guadagnare i primi soldini… e alla fine mi sono ritrovata a gestirla quasi completamente».
Un impegno che le piace davvero: «Ho imparato tanto in poco tempo. Mi diverte gestire, organizzare, essere cordiale con i clienti. Sembra strano, ma calcio e pizzeria hanno in comune la gestione: devi capire le persone… e anche i tempi di lievitazione!».
Adesso fa anche l’impasto: «A volte ci litigo! È come un avversario: mai uguale, devi adattarti».

Una vita incastrata come un cubo di Rubik
Tra allenamenti alle 14:30, pizzeria dalle 16:30, babysitter e qualche attività da dog sitter, la giornata è un puzzle: «Ho tutto segnato sul calendario perché ho la memoria di un pesce rosso!».
Ora ha rallentato con la dog sitter: «Ho il mio cane e preferisco godermi più tempo con lei».
Com’è la Serie C femminile?
«Impegnativa. Le trasferte non sono mai vicine, il livello si è alzato tanto. Dalla prima all’ultima squadra non puoi abbassare la guardia: le giovani hanno voglia di dimostrare, le più esperte hanno esperienza e furbizia».
E sulle attaccanti provenienti da settori giovanili di élite: «Molte arrivano da Juventus, Inter, Milan. Vengono in C a farsi le ossa… e sono toste da marcare!».

Difendere: fisicità, testa e studio dell’avversaria
Giorgia si descrive con grande lucidità: «Non sono velocissima nei primi passi, quindi uso più il fisico e l’intelligenza. Studio l’avversaria: se mi tiene e si gira, capisco quando staccarmi; se posso anticipare, ci provo. Mi piacciono le sfide con chi è più piazzata di me… mi gasano!».
Con le più piccole e rapide, invece: «Devo leggere bene i tagli, chiamare le compagne, prevenire. Ogni sfida mi insegna qualcosa».
Costruzione dal basso: una passione
«Mi piace vedere il gioco svilupparsi da dietro, vedere i movimenti delle compagne. Da centrale hai tutta la visuale del campo. La costruzione dal basso è bellissima, anche se in C a volte devi lanciare e basta!».

L’ASD Femminile Riccione oggi
«La stagione finora è andata bene. Le ultime due settimane sono state difficili, ma in un campionato ci sta. Siamo giovani, ma abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte. Sono soddisfatta».
Ed è una stagione che segna anche un passaggio importante per tutto l’ambiente riccionese: dopo anni complicati, in cui figure poco affidabili hanno lasciato più problemi che certezze, la società ha finalmente trovato una guida solida. Una persona che sta garantendo stabilità, progettualità e un futuro concreto a tutto il movimento, senza far mancare nulla alle ragazze.

La forza silenziosa di chi non si ferma mai
Giorgia è una di quelle storie che raccontano molto più del calcio: è disciplina, è passione, è voglia di migliorarsi. È un difensore che legge il gioco e una ragazza che sa reinventarsi tra forno, campo, bambini e cani. Una vita piena davvero, ma tenuta insieme con un sorriso e con la stessa determinazione che mette quando va a contrastare un’attaccante lanciata in porta.
L’ASD Femminile Riccione può contare non solo su un difensore affidabile, ma su una leader naturale. E chissà: magari un giorno la vedremo anche nel futsal. Con lei, c’è da scommetterci, ogni sfida diventa un nuovo stimolo.
Danilo Billi
