Ci sono storie che non hanno bisogno di effetti speciali per emozionare. Bastano la verità, la passione e la forza di chi non si è mai arreso. La storia di Deborah Salvatori Rinaldi, ex attaccante dal cuore infinito e oggi responsabile della comunicazione della Ternana Women, appartiene a questa categoria: quella dei racconti che lasci sul comodino per rileggerli quando serve ispirazione.

Com’è nato il tuo amore per il calcio?
«La cosa incredibile è che quando è nato il mio amore per il calcio, il calcio femminile non offriva nemmeno un futuro. Ma io ero così piccola che non vedevo differenze. Non esisteva il “non puoi”: esisteva solo un pallone, la strada e la libertà.
Sono cresciuta a Borgo Santa Maria, una frazione di Pineto, provincia di Teramo. Un posto semplice, dove tutti conoscono tutti e dove, fortunatamente, non mi sono mai sentita “diversa”. Ero forte, giocavo ovunque, non tornavo mai a casa in orario. A volte rientravo solo quando faceva notte o quando lo stomaco iniziava a brontolare.
Facevo anche danza, un anno di baseball, pattinaggio artistico… però il calcio era sempre lì. Solo che non sapevo neppure di poter entrare nella squadra del paese. Finché un amico, un giorno, mi disse: “Perché non vieni?”. E io: “Perché… posso?”. Da lì tutto è cambiato.»
Il calcio in famiglia: un destino già scritto
«A casa mia il calcio era pane quotidiano. Mio zio, classe ’50, aveva fatto carriera ed era andato via di casa a 16 anni. Ha giocato nell’Under 21. Mio padre, i miei zii… sapevano tutti cosa significasse rinunciare a una comunione o spostarsi ogni anno. Non ho mai dovuto spiegare perché facevo quello che facevo. Era semplicemente… normale.»

Hai avuto una carriera intensa e bellissima. Puoi raccontare il tuo percorso?
«Sono davvero soddisfatta della mia carriera. Mi sono spostata tanto, ho lottato, mi sono reinventata mille volte senza mai tradire me stessa. Ogni maglia che ho indossato l’ho sposata totalmente.»
Ecco le tappe principali del suo viaggio calcistico:
- AC Seattle (2013–2015)
- – Esperienza estiva negli USA nel campionato WPSL.
- Fiorentina (2015–2017)
- – 31 presenze, 16 gol, uno Scudetto e una Coppa Italia nella storica stagione 2016/17.
- Florentia (2018–2019)
- – 21 presenze e 11 reti.
- AC Milan Femminile (2019–2021)
- – 19 presenze e 3 gol.
- Nazionale Italiana (8 ottobre 2019)
- – Una presenza in Georgia–Italia, momento simbolico della carriera.
- RCD Espanyol (post-2021)
- – Avventura all’estero che ha aperto nuove prospettive.
- Pomigliano Femminile (prima dell’arrivo alla Ternana)
- – 19 presenze e 3 gol.
«Ogni squadra è stata una casa diversa, ogni club un pezzo della mia crescita. Ho scalato una montagna, ma l’ho fatto con orgoglio.»
Il tuo viaggio nella Ternana Women: come è iniziato?
«Il mio viaggio nella Ternana Women è iniziato quando mi hanno rinnovato il contratto nonostante la malattia. È stata una scelta dettata dalla fiducia e dalla stima, soprattutto da parte del direttore generale Isabella Cardone, che mi aveva cercato già ai tempi della Pink Bari.
Quando sono arrivata a Terni come attaccante c’erano lei e Fabio: due persone con cui, nel calcio femminile, c’è sempre stato rispetto e condivisione. Una volta dentro la Ternana, hanno voluto tenermi, non per forza come calciatrice, ma come figura di riferimento professionale.»
Dalla bomber alla comunicazione: un cambio di ruolo naturale
«Io però volevo un ruolo vero, definito. Perché il consiglio da compagna non è lo stesso che dà una dirigente.
E così è venuto fuori ciò che avevo sempre coltivato fuori dal campo:
• design
• creatività
• passione per la fotografia
• esperienza con sponsor importanti
Sono sempre stata una spugna: osservavo come si facevano le foto ufficiali, come lavorava lo staff, come si muovevano i club nei dietro le quinte. E quando sei stata un’attaccante abituata ai riflettori, a un certo punto arriva il momento di curare le quinte.

Oggi sono Responsabile della Comunicazione da tre anni. La nostra base? Identità e dignità. Se non vuoi essere il migliore, devi essere diverso.»
Una comunicazione che sembra una famiglia
La Ternana Women oggi è considerata una delle realtà più fresche e autentiche nella comunicazione social.
«Non facciamo trend solo perché funzionano. Io parlo alle ragazze, racconto loro stessi. Il nostro social è un archivio emotivo: se una di loro è giù, le basta tornare indietro e rivedere quante cose belle abbiamo fatto.
Riprendo tutto: allenatori, staff, momenti veri. Loro si fidano, sanno che non chiedo di recitare. Non devono fare le modelle: devono essere sé stesse. Ecco perché si percepisce un clima di famiglia.»
I libri della Ternana Women e il progetto scuole
Deborah racconta con entusiasmo il progetto editoriale rivolto ai più piccoli:
«I nostri libri sono pensati per i bambini, ma parlano anche agli adulti: bullismo, studio, infortuni, rapporto con i genitori. Usciremo con il terzo numero il 25 marzo e lo distribuiamo gratuitamente nelle scuole, davanti a platee di 200–300 bambini. Si emozionano, fanno domande, si riconoscono nelle storie. È meraviglioso.»
Quanto lavoro c’è dietro tutta questa macchina?
«Enorme. Non si contano le ore. Viviamo quasi H24 insieme: Ci consultiamo su tutto. Ognuno é competente nella propria area ma il confronto é da stimolo per ognuno di noi. Ogni settimana è una storia nuova, una partita nuova, una scadenza nuova.»


Dalla B alla Serie A: com’è stato questo salto?
«A livello di lavoro… non è cambiato molto. Lavoravamo tantissimo anche in Serie B. La differenza è il clima: l’anno scorso vincevamo sempre, quest’anno abbiamo dovuto fare “testuggine”, restare unite.
Lo staff è cresciuto, le figure sono aumentate, ma la filosofia è rimasta la stessa. Il vero impatto, più che per noi, è stato per le ragazze: gestire sconfitte e ripartire subito richiede una forza mentale enorme.»

Quella di Deborah Salvatori Rinaldi non è solo la storia di una calciatrice, ma di una donna che ha trasformato ogni tappa della sua vita in energia creativa.
Ha segnato gol, ha lottato, ha viaggiato… e oggi dà voce a un club che sta cambiando il modo di raccontare il calcio femminile.
La Ternana Women è una famiglia.
E Deborah ne è semplicemente l’anima.
Danilo Billi
