Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze è andata in scena la terza edizione di Women4Football, evento che ha celebrato le migliori giocatrici della stagione 2024-25 attraverso i premi assegnati dall’AIC, a votare sono state le stesse colleghe calciatrici.

Il calcio femminile non è più una promessa. È una realtà viva, pulsante, che stagione dopo stagione si prende il suo spazio con la forza delle storie, dei gol e delle identità.
E la stagione 2024-2025 ha lasciato tracce profonde, scolpite nei campi e nei cuori.
Non solo numeri. Non solo classifiche.
Ma donne che hanno trasformato ogni partita in racconto.
La Top 11 della stagione: quando il talento diventa visione
C’è una formazione ideale che racconta meglio di ogni altra cosa cosa sia stato questo campionato. Una squadra che unisce esperienza, tecnica e personalità.
Tra i pali, sicurezza e istinto con Cecilía Rán Rúnarsdóttir, guardiana silenziosa capace di cambiare il destino delle partite.
In difesa, una linea che è stata muro e poesia insieme:
Lucia Di Guglielmo, Elisabetta Oliviero, Marija Ana Milincović e Ivana Andrés.
Quattro nomi, un’unica identità: quella di chi non arretra mai.
A centrocampo si accende la luce.
Qui il calcio diventa pensiero, ritmo, respiro:
Giada Greggi, Clarisse Le Bihan, Emma Severini e Verónica Boquete.
Giocatrici che non si limitano a giocare: interpretano.
E poi l’attacco. Il momento in cui tutto esplode.
Sofia Cantore e Cristiana Girelli, una coppia che è stata fuoco puro.
Gol, movimenti, leadership: il volto offensivo di una stagione da ricordare.
Cantore e Girelli: il peso dei gol, il valore delle emozioni
Se il calcio è fatto di attimi, loro li hanno resi eterni.
Sofia Cantore ha rappresentato la modernità: velocità, intuizione, capacità di rompere le difese e riscrivere gli spazi. Non è un caso che sia stata tra le protagoniste assolute della stagione, con numeri e prestazioni che parlano da soli.
Sofia Cantore ha ricevuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi della sua carriera: Miglior giocatrice della stagione 2024/2025 nell’ambito dell’evento Women4Football, organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori e trasmesso da Rai Sport.
Un premio di grande valore perché:
- è assegnato direttamente dall’AIC,
- celebra la migliore calciatrice dell’intera stagione,
- riconosce il contributo decisivo di Cantore alla Juventus Women.
Accanto a lei, Cristiana Girelli: esperienza, fame, istinto.
Una leader vera, di quelle che non hanno bisogno di urlare. Basta un movimento, un tocco, un gol nei momenti che contano.
Due generazioni, una sola direzione: trascinare.
Il centrocampo: dove nascono le storie
Se c’è un reparto che ha raccontato davvero la stagione, è stato il centrocampo.
Giada Greggi ha portato energia e personalità.
Le Bihan qualità e imprevedibilità.
Severini equilibrio e crescita costante.
E poi Boquete, che è qualcosa di più di una calciatrice: è memoria, visione, intelligenza calcistica.
Qui si costruiscono le vittorie. Qui si decide chi sei.
Difesa e identità: il coraggio di resistere
Il calcio femminile moderno non è solo attacco.
È struttura, sacrificio, lettura.
Le difensore di questa Top 11 hanno incarnato tutto questo.
Non solo interventi, ma leadership.
Non solo chiusure, ma costruzione.
Perché difendere, oggi, significa anche avere il coraggio di iniziare l’azione.
Premi speciali e storie da raccontare
Ogni stagione ha le sue scintille.
Il premio per il miglior gol ha celebrato il talento di Marija Banušić, capace di trasformare un gesto tecnico in arte pura.
Mentre il titolo di capocannoniera della Serie B è andato a Magdalena Sobal, simbolo di un movimento che cresce anche lontano dai riflettori principali.
Perché il calcio femminile è questo: profondità.
Una stagione che lascia il segno
La stagione 2024-2025 non è stata solo una lista di nomi.
È stata un passaggio. Un’evoluzione.
Sempre più qualità, sempre più intensità, sempre più identità.
Un movimento che corre veloce, che cambia pelle, che non chiede più spazio: se lo prende.
E dentro tutto questo ci sono loro.
Le migliori.
Ma soprattutto, ci sono storie che continueranno a essere raccontate.
Danilo Billi
