C’è un calcio che non fa rumore, che non riempie le prime pagine, ma che pulsa forte, viscerale, autentico. È il calcio vissuto dalla gente, quello che nasce sui gradoni, nei parcheggi polverosi, nelle trasferte improvvisate. È lì che prende forma il Ternana Women Club, un progetto che sa di famiglia, di sacrificio e di amore puro per la maglia. A raccontarlo è la presidentessa Giovanna Tedeschi, con parole che sanno di verità.

Le origini del Ternana Women Club: amicizia e passione condivisa
“Il Ternana Women Club è nato quasi per caso”, racconta Giovanna.
Un gruppo di persone, sempre le stesse, sempre negli stessi punti del campo a Narni. Sguardi che si incrociano, voci che si riconoscono, cori che iniziano timidi e poi diventano identità.
È lì che nasce tutto.
Dalla voglia di stare insieme.
Dalla necessità di trasformare un’abitudine in appartenenza.
“Ci siamo detti: perché non tifare insieme davvero?”.
E da quella domanda semplice è nata un’amicizia che oggi è diventata molto di più.

Trasferte e sacrifici: il tifo che non si arrende
Il vero salto arriva quando quel gruppo decide di andare oltre.
Non basta più sostenere le ragazze a casa. Serve esserci ovunque.
“Abbiamo capito che avevano bisogno di noi anche fuori”.
E così iniziano le trasferte.
Il viaggio simbolo: Parma.
Ma il resto è storia di sacrifici veri: chilometri macinati con il cuore prima ancora che con la benzina.
La nascita del club: struttura, idee e identità
Tra una chiacchiera e l’altra, prende forma l’idea:
“Perché non creare un club tutto nostro?”
Nasce così il Ternana Women Club.
Con una struttura vera: presidente, vicepresidente, segretario, addetti stampa.
Con una sede.
Con riunioni.
Con una cena fondativa che segna l’inizio ufficiale.
E soprattutto con un’identità.
“Abbiamo fatto bandiere, striscioni, statuto…”
Un calcio lontano anni luce dai riflettori, ma incredibilmente vicino alla sua essenza più pura.

Il legame con le giocatrici: oltre il campo, dentro la vita
Se c’è un aspetto che rende unica questa storia è il rapporto umano.
Giovanna racconta di Valeria Pirone, diventata nel tempo molto più di un’idola per sua figlia.
“L’avevamo invitata a un compleanno, pensavo non sarebbe mai venuta… invece è arrivata davvero”.
“Ormai è come una di famiglia”.
È questo il calcio femminile: meno distanza, più verità.
Meno barriere, più umanità.
Le difficoltà: tra disinteresse e ostacoli organizzativi
Non tutto però è semplice.
Anzi.
A Terni, racconta Giovanna, il calcio femminile fatica ancora a trovare spazio:
“Qui si vive ancora solo di calcio maschile”.
Le difficoltà sono concrete:
- pochi tesseramenti
- scarsa partecipazione alle iniziative
- eventi organizzati con fatica e spesso poco seguiti
“Abbiamo organizzato cene, eventi… ma alla fine ci ritroviamo sempre in pochi”.
Eppure il gruppo resiste.
Nonostante tutto.
Trasferte, sogni e futuro: un Club che guarda avanti
Il sogno è chiaro: crescere.
Portare più gente allo stadio.
Organizzare trasferte con pullman pieni, non più furgoncini.
“Per Parma stiamo cercando di organizzare un pullman da almeno 30 persone”.
E intanto nascono anche legami con altre tifoserie, come quella parmense:
“Ci hanno accolto benissimo, addirittura offerto la pizza”.
Segnali di un calcio diverso, più umano, più vero.

Come entrare nel Ternana Women Club
Per chi vuole unirsi, le porte sono aperte.
Il contatto è semplice: attraverso la pagina ufficiale del fan club, dove sono disponibili i numeri di riferimento.
A breve arriveranno anche:
- conto corrente per il tesseramento
- sciarpe ufficiali del club
- nuove iniziative per coinvolgere più tifosi
“Chiunque può entrare, basta avere voglia di sostenere queste ragazze”.

Un amore che va oltre tutto
Quella del Ternana Women Club non è solo la storia di un gruppo di tifosi.
È la fotografia di un calcio che resiste.
Un calcio fatto di chilometri, di sacrifici, di mani sporche di passione.
Di famiglie che diventano curva.
Di bambini che crescono con un sogno cucito addosso.
“Non molliamo”, dice Giovanna.
E in quelle due parole c’è tutto.
C’è il senso di appartenenza.
C’è la lotta quotidiana.
C’è l’amore.
Quello vero.
Quello che non ha bisogno di riflettori per brillare.
Danilo Billi
