Giada nasce a Palermo, ma vive in provincia ovvero a Misilmeri. E già qui c’è un dettaglio importante: il calcio, da quelle parti, non è solo un gioco. È identità.
I primi passi li muove con la maglia del Palermo FC Women.
E non sono passi qualsiasi.

Stagione 2020-2021. Serie C.
Lei ha 14 anni.
Il 2 maggio 2021 segna il suo primo gol in prima squadra in un 6-1 contro il Crotone.
Quattordici anni. Prima squadra. Gol.
Non è solo un numero. È un segnale.
Con le rosanero conquista anche la promozione in Serie B, anche se per motivi anagrafici resta nella Primavera, dove diventa capitana. E già lì si capisce una cosa: non è solo talento. È personalità.
Roma: il salto, i titoli e l’Europa
Nell’estate 2022 arriva la chiamata che cambia tutto: la AS Roma.
E Giada non si limita ad arrivare. Si impone.
Primo anno:
- Scudetto Primavera
- Capocannoniera del campionato
Secondo anno:
- Ancora miglior marcatrice dell’Under 19
- Esordio in Serie A
- Esordio in Coppa Italia
- Esordio in UEFA Women’s Champions League
Data da segnare: 20 ottobre 2023, contro il Vorskla.
Non è solo un debutto. È un altro pezzo di strada bruciato in anticipo.
Sampdoria: la caduta che costruisce
Poi arriva il calcio vero. Quello che non ti regala niente.
Estate 2024: prestito alla UC Sampdoria.
«23 presenze, un gol e un assist… ma è stato un anno durissimo.»
Retrocedere al primo anno in Serie A non è facile da digerire.
Ma è lì che succede qualcosa.
«È stato il mio primo anno con le grandi… molto pesante.»
Eppure, proprio lì, cresce.
«Mi ha portato dove sono adesso.»
Perché certe stagioni non ti fanno brillare. Ti fanno diventare più forte.
“Aspetta, facciamo ordine…”: il percorso che ti costruisce davvero
La chiacchierata è naturale, quasi disordinata. Ma è proprio lì che viene fuori la verità.
Ci sono giocatrici che imparano il calcio.
E poi ci sono quelle che lo respirano. Che lo inseguono da bambine e non lo lasciano più, neanche quando fa male.
Giada Pellegrino Cimò appartiene alla seconda categoria.
La sua non è una storia da copertina patinata. È una storia vera. Di quelle che sanno di terra, di sudore, di panchine vissute e di partite giocate con i denti stretti. È una storia che oggi, nella stagione 2025-26, trova un nuovo capitolo con la maglia della Ternana Women, ma che parte da lontano. E soprattutto da dentro.

Ternana: il posto giusto, nel momento giusto
Quando si parla di Terni, cambia l’energia. È proprio un altro tono.
«Quando sono arrivata alla Ternana Women… mi sono trovata bene subito.»
Ma non è solo “bene”.
«È diventata una seconda famiglia.»
E questa parola, detta così, pesa.
«Con le compagne, con lo staff… con tutti.»
E quando un gruppo funziona davvero, lo capisci da queste cose.
Poi la provo a incalzare, come si fa tra chi ama il campo:
“Ma sembra che tu giochi lì da sempre…”
Lei sorride, quasi si schermisce.
«Abbiamo una grande sintonia… una bella chimica.»
E quella chimica si vede. Nei tempi, nei movimenti, nelle scelte.
Non è una che occupa il campo. È una che lo interpreta.
Il ruolo? Tutti. E nessuno.
Trequartista. Mezzala. Seconda punta.
Sulla carta.
In realtà, Giada Pellegrino Cimò è una giocatrice libera dentro un sistema.
«Mi piace muovermi tanto… non stare ferma.»
E infatti la trovi ovunque.
«Voglio sempre la palla.»
E questo dice già tutto.
«Mi piace averla tra i piedi, ma anche attaccare lo spazio.»
Doppia lettura. Doppio pericolo.
«Molti dei miei gol arrivano così… andando in profondità.»
E poi c’è il dettaglio che la rende diversa.
«Non ho paura dei contrasti.»
E quando lo dice, sai che è vero.
«È una cosa che ho da quando sono piccola.»
E qui arriva la parola che accende tutto:
«Ho tanta fame.»
Non è ambizione. È bisogno.
«Ce l’ho da quando avevo cinque anni.»
E si vede in ogni pallone conteso. In ogni corsa.

Lazio, novantesimo: quando il calcio diventa pelle
Ci sono momenti che non si spiegano. Si vivono.
Quello contro la SS Lazio Women è uno di quelli.
Campo pesante. Partita sporca. Da battaglia.
«Quel gol… sì, è l’immagine più bella.»
E quando lo racconta, rallenta.
«È stato istinto. Non ho pensato a niente.»
Poi arriva la frase che resta.
«Sapevamo tutte che quella palla doveva entrare.»
Non è logica. È sensazione collettiva.
«Per quello che avevamo fatto…»
E poi la scena finale.
«La panchina che entra in campo al novantesimo…»
Un attimo di silenzio.
«Quella è la fotografia.»
E lì dentro c’è tutto: il gruppo, la fatica, la voglia.
Una squadra che si sporca le mani
La stagione della Ternana Women non è stata semplice.
«All’inizio è stato difficile.»
Poi però qualcosa è cambiato.
«Abbiamo sistemato delle cose…»
Non serve entrare nei dettagli.
«Abbiamo lavorato tanto.»
Sempre lì si torna.
«Adesso il gruppo c’è.»
E quando il gruppo c’è, succede qualcosa.
«Anche quando andiamo sotto… non molliamo.»
Non è la prima rimonta.
«Abbiamo quella voglia di ribaltarla.»
E quella roba lì non si compra. Non si insegna.
Fuori dal campo: costruire mentre si corre
Giada non è solo campo.
«Faccio Scienze della Comunicazione.»
E non è una scelta casuale.
«Mi piace… mi intriga.»
E poi si lascia andare.
«Mi piacerebbe parlare di calcio. In radio, fare interviste…»
E qui scatta qualcosa.
Perché chi vive il calcio così, quando lo racconta, lo fa con un’altra profondità.
«Non so ancora cosa farò…»
Onesta.
«Però questo è quello che mi piace adesso.»
E a 19 anni basta e avanza.
Le giornate: disciplina, ritmo, testa
La routine è quella vera.
«Palestra al mattino, poi campo…»
Allenamenti, lavoro, preparazione.
«Finiamo verso mezzogiorno…»
Poi studio, recupero, analisi.
«Il giorno dopo partita è più leggero…»
Ma il resto è pieno.
Il calcio ti prende tutto.

Musica, testa e piccoli spazi
Quando esce dal campo, si rifugia in cose semplici.
«Musica, leggere…»
E sorride.
«Un po’ di tutto… reggaeton, commerciale…»
Piccoli dettagli che la rendono vera. Normale. E proprio per questo speciale.
L’azzurro: qualcosa che resta dentro
Quando si parla di Nazionale, cambia il peso delle parole.
«È un orgoglio.»
Diretto.
«La indosso da quando avevo 15-16 anni.»
E non è mai scontato.
«Ogni volta è speciale.»
Dalle giovanili fino all’Under 23. Un percorso che parla da solo.
Il segreto? Non esiste. O forse sì.
La domanda finale è quella più semplice.
Come si tiene vivo tutto questo?
Lei non ci gira intorno.
«Sacrificio.»
Pausa.
«Umiltà.»
Un respiro.
«E lavoro.»
E fine.
Una storia che sta diventando qualcosa di più
Raccontare Giada Pellegrino Cimò oggi significa stare dentro un momento preciso: quello in cui il talento smette di essere promessa e inizia a diventare identità.
Non è ancora al punto di arrivo. Ma è già oltre l’inizio.
Con la maglia della Ternana Women addosso, ogni partita è una dichiarazione. Ogni contrasto è una scelta. Ogni corsa è un messaggio.
E poi ci sono quei momenti come quel gol al novantesimo, nel fango che non sono solo calcio.
Sono verità.
Verità di una ragazza che non si tira indietro.
Che cerca il pallone.
Che cade e si rialza.
E che, soprattutto, ha ancora una fame enorme.
Di campo.
Di sogni.
Di futuro.
E quando hai quella fame lì, il resto, prima o poi, arriva.
Danilo Billi
