Il campionato si ferma per due settimane.
Un momento di riflessione, in cui si può tirare il fiato e raccogliere le energie per il rush finale della stagione… Non per i “Tifosi non Schifosi”, che anche in questo fine settimana non si sono risparmiati. Ogni lasciata è persa, c’è un percorso da portare al termine nel modo migliore e, fino alla fine, nessun dettaglio può essere trascurato.
Chi dimostra, possiede una marcia in più e non vive di rimpianti. Chi invece vuole mostrare, meno ha e piano piano svanisce.
Il venerdì in casa nero-oro è, come da tradizione, caratterizzato dal panino condiviso post-allenamento tra squadra, dirigenti, staff e tifosi. Quello di questa settimana, invece, è stato un panino… Senza panino!
Per l’occasione, si è deciso di ordinare le pizze: le good vibes non sono mancate, per una serata di aggregazione riuscita in un modo alternativo rispetto al solito. Importante nel contesto anche una significativa rappresentanza della prima squadra maschile. D’altra parte, cosa c’è di meglio di una pizza mangiata in buona compagnia?

Sono momenti che fanno bene allo spirito di gruppo e Filippo e Oliviero, che ha ingolosito la truppa presente al “Nereo Rocco” portando il dolce, sono persone che rimangono custodi e testimoni di una memoria collettiva, fatta di valori identitari, che al Venezia 1985 resiste ancora allo scorrere degli eventi.
Dopo una settimana di contatti sull’asse nero-oro-rossoblu, il sabato pomeriggio Filippo è riuscito a raggiungere gli amici del Bologna Women Fan Club presso l’impianto sportivo “Dell’Orto” di Sarcedo (VI), per l’incontro di campionato di serie C di futsal femminile tra Dueville e Bologna Fc. Non è la prima volta che si verifica questo sodalizio nel calcio a 5 tra le due tifoserie: l’ambiente positivo che si respira nei palazzetti e la voglia di ritrovare gli amici tifosi bolognesi facilitano questo avvicinamento, che avviene ogni qual volta possibile.


Striscioni, bandiere, stendardi, tamburo e voce… Tanta voce!
Il leader dei “Tifosi non Schifosi” ha accompagnato nel tifo Alfio e Gabriele e assistito con loro ad una partita trionfale della loro amata squadra, che ha vinto con un rotondo 6-1 e festeggiato la matematica conquista del primo posto in classifica nella regular season (peccato che un regolamento abbastanza discutibile non regali alla squadra campione direttamente la promozione).


Tra abbracci e sorrisi, dopo i saluti e i complimenti alle ragazze ed allo staff rossoblu (e con l’augurio di rivedersi al più presto!), il sabato si è concluso in un “terzo tempo” condiviso da Alfio e Filippo in una bruschetteria a poca distanza dal campo.


Tante storie, tanti aneddoti da raccontarsi… E chissà che questo sabato non si possa scrivere un altro racconto speciale relativo ad un legame di tifo che si avvicina a grandi passi al compimento del terzo anno di amicizia…
Il motore del tifo nero-oro è ancora acceso e pronto a rombare nel rush finale di questa stagione 2025/2026: questa sicuramente è la benzina che serve per arrivare orgogliosamente vincenti al traguardo!
Fa un po’ strano questa domenica senza le ragazze del Venezia Calcio 1985 in campo.
La stagione sportiva finora è stata molto intensa sotto tutti i punti di vista e la sosta è stata accolta in casa nero-oro come un toccasana in vista degli ultimi impegni di campionato.
In un clima sicuramente più disteso di quello post-partita, il solito Filippo ha raccolto voci e pensieri di alcune giocatrici e del mister sul periodo di festività pasquale e sulle prossime sfide da affrontare:
– La prima a rispondere è Elisa Dalla Santa, capitale umano e tecnico di un Venezia Calcio 1985 che vuole scrivere ancora pagine importanti di sport:
“Prima di tutto voglio fare un grande augurio di una serena Pasqua a tutti!
Spero davvero che questi giorni di pausa, questa settimana, dieci giorni lontani dal campo, possano servire a riscoprire ciò che spesso, presi dalla routine, lasciamo un po’ indietro. È il momento di stare in famiglia, di abbracciare le amicizie, di vivere con più calma e profondità quegli aspetti della vita che fanno parte della nostra quotidianità, ma che non si esauriscono nel pallone. Perché sì, il calcio è passione, è lavoro, è tutto… Ma non è l’unica cosa che siamo.

Per quanto riguarda i prossimi impegni: l’obiettivo è tornare da questa sosta con ancora più fame, con quella voglia forte di ottenere risultati importanti e chiudere al meglio il campionato, come ho già avuto modo di dire anche nell’ultima intervista. Questa pausa, tra l’altro, arriva al momento giusto. Ci permette di recuperare energie, ma anche qualche compagna alle prese con piccoli acciacchi e problemi fisici dell’ultimo periodo.
Insomma, è una boccata d’ossigeno che farà bene a tutte noi.”
– La segue Agata Centasso, altro prezioso totem della squadra nero-oro:
“Rivolgo innanzitutto un caro augurio di una serena Pasqua a tutti i nostri lettori.
Ci aspettano due settimane di stop, con qualche giorno di riposo fisico per la squadra, che arriva in un momento importante vista la situazione dell’infermeria e i vari acciacchi accumulati. Questa pausa, tra Pasqua e i giorni successivi, speriamo ci permetta di ricaricare le batterie e ritrovare energie preziose.

Al rientro ci attenderà subito una gara impegnativa contro il Südtirol, una squadra che in casa loro ci ha sempre messo in difficoltà: sarà importante anche per una questione di orgoglio e dignità, e speriamo di riuscire ad accoglierla al meglio e disputare una grande partita. Successivamente ci sarà il Villorba, una sfida molto sentita, che richiederà tutta la nostra attenzione e la giusta carica. Infine, arriverà la chiusura in casa contro l’Azzurra: nelle ultime tre partite della stagione servirà dare tutto, perché questo finale di campionato ha un peso importante. Tre partite per dimostrare chi siamo davvero e per provare a chiudere nel migliore dei modi un anno che ha avuto le sue difficoltà, ma che meriterebbe un finale all’altezza del nostro impegno.”
– Ludovica Gastaldin, voce importante nello spogliatoio veneziano che, alla precisione e all’eleganza in campo, fa sempre seguire anche i giusti passaggi a livello comunicativo:
“Ciao ragazzi, colgo l’occasione per farvi i miei più sinceri auguri di buona Pasqua!
Spero possiate passare qualche giorno sereno, in compagnia delle persone a cui volete bene, ricaricando le energie.

Ci aspettano settimane importanti e intense, da affrontare con impegno, entusiasmo e spirito di squadra, come abbiamo sempre fatto. Ogni allenamento e ogni partita saranno occasioni per crescere e dare qualcosa in più. Ma approfittiamo anche di questo momento per ricordarci che il calcio è una parte importante della nostra vita, sì, ma non è tutto: è bello ogni tanto fermarsi, respirare e dedicare tempo anche agli affetti, a se stessi e a ciò che ci fa stare bene. Un abbraccio a tutti e ci vediamo presto!”
– Per finire il giro degli auguri delle giocatrici, ecco anche il prezioso contributo del difensore lagunare Martina Paladini:
Ciao a tutti i tifosi e ai lettori di “Un caffè con il Venezia 1985”! Auguro a tutti una felice Pasqua! Mi raccomando, godetevi questi momenti con le persone a voi care.
Anche noi ci prendiamo una piccola pausa… ma siamo già concentrate sul ritorno in casa contro il Südtirol, per chiudere al meglio questo campionato!

Il calcio è metafora di vita, di emozioni e di relazioni umane. D’altronde, come diceva un suo illustre collega portoghese, “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio!”
Il messaggio che ci vuole lasciare mister Giancarlo Murru esula quindi dalla quotidianità dei discorsi tipici di sport:
“In questi giorni di festa auguro a tutti noi atleti, tecnici e ai nostri carissimi tifosi di riuscire a fermarci un attimo. Di rallentare davvero.
Di vivere queste ore con una serenità capace di farci vedere meglio chi abbiamo accanto … Perchè spesso le cose più importanti sono lì, semplici, e rischiamo di darle per scontate. Sono attimi. E come cantava Gino Paoli, “Il cielo in una stanza” può esistere … Ma solo se sappiamo accorgercene.
E forse dovremmo ricordarci anche che “Sapore di sale, sapore di mare” non è solo una nostalgia, ma il segno che certi momenti, se vissuti davvero, restano dentro per sempre. Portiamoci allora dentro queste feste con uno sguardo più attento umano, più vicino. Perché alla fine, quello che resta… Sono le persone.”

E allora questa sosta, che sulla carta dovrebbe essere silenzio, in realtà diventa rumore di fondo. Non quello dello stadio, ma quello più profondo delle relazioni, delle energie che si ricaricano, delle persone che si ritrovano.
Perché in fondo tutto questo, pizze al posto del panino, trasferte condivise, voci che si intrecciano tra campo e vita, vittorie e pause, racconta una sola verità: il calcio non si ferma mai davvero. Cambia forma, cambia ritmo, ma continua a scorrere dentro chi lo vive.
Il Venezia 1985, i “Tifosi non Schifosi”, il Bologna Women Fan Club e tutte le anime che si sono incrociate in questo fine settimana non stanno semplicemente “aspettando la ripresa del campionato”. Stanno costruendo qualcosa che va oltre il risultato: una memoria condivisa fatta di gesti, presenze e appartenenze.
E forse è proprio questa la lezione più grande che arriva da questi giorni sospesi: che le stagioni passano, le classifiche cambiano, le partite finiscono… ma ciò che resta davvero è il filo invisibile che tiene insieme le persone.
Un filo fatto di voce, di sguardi, di abbracci e di strade percorse insieme.
E quando il campionato ripartirà, quel filo non sarà spezzato. Sarà solo tirato un po’ più teso.
Pronto a tornare a vibrare.
p.s. Per chi avesse letto questa mattina la notizia pubblicata sul nostro blog riguardante una “promozione televisiva” del nostro capitano Agata Isabella Centasso, dagli studi Rai dove è opinionista fissa a Dribbling il sabato pomeriggio fino alla seconda serata della domenica con La Domenica Sportiva…
vi invitiamo, con tutto l’affetto e un pizzico di malizia, a dare una sbirciata al calendario.
Oggi è il 1° aprile.
E come ogni buon pesce che si rispetti… qualcuno ha abboccato, qualcuno ha sorriso, e qualcuno magari ci ha anche creduto fino all’ultimo secondo.
Buon pesce d’aprile a tutti! 🐟
Filippo Pajola e Danilo Billi
