In un mondo calcistico dove tutto scorre sempre in maniera molto frenetica e veloce, la seconda settimana consecutiva di sosta del campionato ha rallentato il ritmo delle cose attorno al pianeta Venezia 1985.
Il pallone nero-oro è rimasto in attesa della prossima sfida contro la corazzata Südtirol ma la voce dei “Tifosi non Schifosi” si è fatta sentire ancora forte e chiara in altri contesti.
La dignità e la coerenza di questa tifoseria si riflettono anche nel mantenimento della parola data: la squadra femminile rimane interesse primario ed esclusivo ma era giusto regalare, dopo mille lusinghe, le emozioni del tifo anche al team maschile, meritevole dopo una stagione da applausi dentro e fuori dal campo.
Così, in un giovedì sera che rischiava di scivolare nell’anonimato, il gruppo organizzato di supporters veneziani si è ritrovato al parcheggio dello stadio di Marcon per raggiungere insieme lo stadio Comunale di Noventa di Piave (VE), teatro della finale di 3^ categoria del Trofeo Veneto Orientale tra Venezia Calcio 1985 e Annonese Fc.

Una trasferta non impossibile per distanza ma un momento comunque importante di condivisione e di innalzamento dello spirito di gruppo: in un clima di goliardia, ci si è dunque andati a sistemare nello spazio di tribuna riservato alla squadra nero-oro. Voce, tamburo, striscioni, bandiere e tanta passione: i “Tifosi non Schifosi” hanno sostenuto i ragazzi in campo fino ad una meritata vittoria.

Bella l’atmosfera che si è respirata sugli spalti gremiti, così come alcuni momenti che rimarranno nella memoria e nei cuori di chi li ha vissuti: assieme ai supporters si sono unite anche alcune ragazze della prima squadra, con una Giulia Trevisiol che nel secondo tempo si è voluta cimentare (con successo!) al tamburo, accompagnando i cori lanciati da Filippo.
Terminati i festeggiamenti sul terreno di gioco, la tifoseria, felice per il successo condiviso, ha raccolto il materiale e si è diretta soddisfatta verso la strada di casa. Mancava però qualcosa per concludere la serata, soprattutto nello stomaco… Così Oliviero ha portato i suoi compagni di viaggio presso la sua abitazione per consumare una cena in compagnia: a mezzanotte quindi, i “Tifosi non Schifosi” presenti alla partita si sono ritrovati seduti a tavola con un mezzo chilo di carbonara da dividersi tra loro e un po’ di Cabernet ad accompagnare.

C’è poco da aggiungere: l’unica ed inimitabile tifoseria nero-oro vince sempre!
Le amicizie superano ogni barriera, non hanno età, tempo o distanze.
Quella speciale, che lega il tifo organizzato del Venezia 1985 al “Bologna Fc Women Fan Club”, non ha ormai più bisogno di presentazioni e, in un sabato pomeriggio dall’aria primaverile, ha avuto modo di ricongiungersi in terra bolognese, a distanza di una settimana dal precedente ritrovo in campo veneto per il futsal. Come già detto anche nello scorso caffè, ogni occasione è persa e questa volta la partita tra Bologna Fc Women e Freedom allo stadio “Bonarelli”di Granarolo (BO) era quella “giusta” per ritrovare entrambe le tifoserie sugli stessi spalti.


Due voci, due tamburi, gli striscioni congiunti e le birre da consumare tra un coro ed un altro: una bella cornice di tifo a tinte nero-oro-rossoblu ha fatto da contorno ad un match combattuto, in termini di risultato (2-2 finale), sul terreno di gioco.


Un bello spettacolo, a livello canoro (con anche qualche ragazza del settore giovanile del Bologna Fc che ha voluto lanciare qualche coro al megafono) e visivo, per una giornata comunque ricca di emozioni.
Poiché, per motivi lavorativi, non si era riusciti ad organizzare il classico pranzo pre-partita, Alfio e Filippo hanno voluto rimediare nel post-gara… Andando ad affogare i dispiaceri della vita insieme nella delicatezza e nella gustosità delle tigelle emiliane!

Quella attuale rimarrà alla storia come una stagione complicata per entrambi, nelle rispettive realtà: resistere uniti può essere il leitmotiv da perseguire insieme, il motto comune da intraprendere in un’ottica a lungo termine per superare le avversità. Nei legami e non nella rottura, è racchiusa la forza per vincere e per togliersi (perchè no?!) anche le ultime soddisfazioni collettive fin da subito, in questo finale di stagione:
“QUI EX VITA TOLLVNT AMICITIAM, E MVNDO TOLLVNT SOLEM.”
“Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo”.
(Marco Tullio Cicerone)

Venezia Calcio 1985, tre finali per scrivere il destino: il cuore nero-oro chiama
Il campionato entra nel suo respiro più corto e più intenso. Tre partite. Tre domeniche. Tre battiti che possono cambiare tutto. Per il Venezia Calcio 1985 femminile non è solo un finale: è una promessa da mantenere, un percorso da completare, una storia da raccontare fino all’ultimo secondo.
C’è un finale di stagione che non si può guardare da lontano. Va vissuto. Va respirato dagli spalti, con le mani che si arrossano a forza di battere, con la voce che si spezza ma non smette mai. Le ragazze di mister Murru sono attese da tre sfide decisive, tre snodi che possono significare scalata in classifica e consacrazione di un’annata vissuta tra cambiamenti profondi.
Perché questo campionato ha portato con sé volti nuovi, partenze, equilibri da riscrivere. Eppure, dentro questa trasformazione, il gruppo ha trovato una sua identità, un’anima che oggi chiede solo di essere accompagnata fino in fondo.

Domenica si riparte da Marcon: arriva il Südtirol
Il primo capitolo di questo finale si gioca a Marcon, dove sbarcherà il Südtirol. Una squadra che quest’anno, tra campionato e Coppa Italia, ha lasciato più di qualche ferita aperta alle nero-oro. Ma il calcio, si sa, ha memoria corta e cuore lungo.
Sulla carta, se si guardano le statistiche, non è un avversario proprio imbattibile. I precedenti al “Nereo Rocco” contro le altoatesine, nelle stagioni 2023/2024 e 2024/2025, parlano di due vittorie per le Leonesse nero-oro (rispettivamente per 2-0 e 3-2). Sul campo, invece, sarà indiscutibilmente battaglia vera. Ed è proprio qui che si misura il carattere: questa può essere la partita della rivincita, il momento perfetto per pareggiare i conti e rimettere tutto in equilibrio.

I “Tifosi non Schifosi” lo sanno bene. Stanno già chiamando a raccolta la città, sognando un pomeriggio di sole, senza pioggia, ma soprattutto pieno di voce. Perché certe partite si vincono anche così: con un coro che non si spegne mai.
Villorba, la trasferta che profuma di appartenenza
Poi sarà il turno della trasferta a Villorba. Non una partita qualsiasi, ma una di quelle cerchiate da sempre in rosso, soprattutto per alcuni ex della partita: Morettin, Trevisiol ed il preparatore dei portieri Leonardo Mangiola.
Non mancherà poi, sicuramente, la voglia di riscatto dopo la bruciante sconfitta dell’andata (2-3).
Una classica, un viaggio che negli anni ha visto i tifosi veneziani rispondere presente, riempiendo chilometri e portando ovunque il loro senso di appartenenza.
Anche questa volta la macchina organizzativa è partita. I “Tifosi non Schifosi” vogliono esserci, vogliono farsi sentire, vogliono trasformare uno stadio lontano (ma non troppo) in un pezzo di casa. In attesa di capire se si uniranno anche gruppi amici, una cosa è certa: la voce nero-oro non resterà in silenzio.

Perché il tifo, qui, non è solo presenza. È identità. È legame. È amore per una maglia che si difende anche con la gola.
Ultimo atto a Marcon: contro l’Azzurra per chiudere il cerchio
E poi, l’ultima pagina. Tra tre domeniche, ancora Marcon. Ancora casa. Ancora tutto da decidere. L’avversario sarà l’Azzurra San Bartolomeo (unico precedente: la sfida dell’andata in terra trentina, conclusasi con un rotondo 0-3 per le ragazze di mister Murru), ma il vero sfidante sarà il tempo che scorre, saranno i sogni che bussano, sarà la voglia di chiudere al meglio un campionato che ha già detto tanto ma può ancora dire tutto.

Tre partite, un solo imperativo: esserci
Prima del fischio finale, ci sono tre date da segnare. Tre appuntamenti con le “tose”. Tre domeniche da vivere con il cuore in gola, tra cori, applausi e speranze.
Tre maledette, meravigliose occasioni per scrivere un’altra pagina di questa stagione.
E allora il messaggio è uno solo, semplice e potente: VIETATO MANCARE.
Filippo Pajola e Danilo Billi
