Bologna oggi non piange soltanto. Trattiene il fiato. Sotto i portici, tra le pietre rosse, nei vicoli dove il vento porta l’odore della pioggia e del passato, sembra di sentire un’assenza che pesa come una campana muta. Perché Alessandro “Alex” Zanardi, nato qui il 23 ottobre 1966, non era un uomo qualunque. Era una scintilla….
