“C’è un calcio che non fa rumore, ma che ti resta dentro per sempre. È quello giocato con il cuore, non con i milioni.”

Nasce adesso, in questa estate 2025 che si affaccia tra una stagione appena finita e una nuova tutta da vivere, una rubrica che avevo in testa da tempo. Una di quelle idee che si fanno largo piano piano e poi esplodono con urgenza. Sul mio nuovo blog prende vita “Un caffè con il Venezia 1985”, spazio dedicato a una realtà che per molti è piccola, marginale, quasi invisibile. Ma che per chi conosce davvero il calcio femminile italiano è semplicemente unica.

Il Venezia 1985, oggi in Serie C femminile, è una squadra che non ha mai avuto paura di essere se stessa. Nata da un’idea di calcio vera, di quelle che non si trovano più nei comunicati stampa o nelle dichiarazioni patinate dei social media, questa formazione ha sempre scelto la via più difficile: quella della coerenza, della passione e dell’identità. Mentre altrove si inseguono investitori, fusioni, sponsor e maglie celebrative, qui si continua a correre dietro a un pallone con la fame di chi lo fa per amore, non per mestiere.


E attorno a questa squadra ruota un mondo che merita di essere raccontato. I “Tifosi non Schifosi” non sono semplicemente un gruppo ultras, sono un manifesto di resistenza culturale e sportiva. Persone che hanno deciso di non lasciare che il calcio femminile diventasse solo una costola del calcio business. Con le loro coreografie spettacolari, le bandiere cucite a mano, i cori pensati la sera tra amici e megafoni consumati, hanno trasformato le tribune del campo sportivo di Marcon in un piccolo tempio del tifo vero. Uno di quelli in cui ti batte il cuore appena entri.

A raccontarci questo mondo sarà Filippo, figura centrale e anima pulsante della curva veneziana. Più giovane di me, ma con una passione che potrebbe illuminare uno stadio intero, Filippo è stato tra i pionieri del tifo femminile in Italia. Quando nessuno ci credeva, quando il calcio femminile era ancora un tabù o poco più, lui c’era. Con un tamburo ed un megafono che fanno da sottofondo musicale alle gesta in campo delle proprie beniamine e che fan tremare gli spalti indifferentemente in casa ed in trasferta, un gruppo variegato di amici che lo accompagnano in questa magica avventura, tanta creatività ed un entusiasmo che non conoscono confini. E ha messo in piedi spettacoli che club ben più grandi, con budget dieci volte superiori, si sognano.
Ma non pensiate che questa rubrica sia solo fatta da racconti di curva o amarcord nostalgici. “Un caffè con il Venezia 1985” sarà un viaggio dentro la vita vera del calcio femminile. Racconteremo le storie delle giocatrici che, finite le ore in negozio, a scuola o in ufficio, infilano gli scarpini e vanno al campo ad allenarsi. Ragazze che non si lamentano, che non chiedono privilegi, ma che ogni domenica dimostrano cosa significa credere in un sogno senza stipendio.
Parleremo anche della società. Una società che ha cambiato assetto, volto, equilibri nel corso degli anni, ma che è sempre rimasta fedele a un’idea: mettere al centro le persone, prima ancora dei risultati. E oggi, con una piccola sezione maschile che si affianca al femminile, continua a crescere. Senza snaturarsi. Senza svendersi.

Perché per noi, il vero calcio femminile Venezia è questo. Non quello della squadra verde-arancio, costruita col denaro e appena salita in Serie B dopo stagioni a suon di investimenti. Con tutto il rispetto, ma quella è un’altra storia. La nostra è fatta di volontari, panini nel post-allenamento del venerdì, sacrifici, gag e momenti di autentica spensieratezza post-partita (hai mai vissuto un “terzo tempo” del Venezia 1985?) , abbracci veri, pianti in panchina, ginocchia sbucciate e sorrisi che sanno di umanità. Ed è proprio questo che vogliamo farvi vivere.

Ogni puntata di questa rubrica sarà un tassello. Racconteremo trasferte memorabili, riti della curva, episodi di campo e fuori, momenti felici e altri difficili, ma sempre con uno sguardo autentico. Perché raccontare il Venezia 1985 non è solo raccontare una squadra: è raccontare un modo diverso di vivere il calcio, con la pancia, con il cuore, e senza copione.
Io, da parte mia, sono semplicemente orgoglioso. Orgoglioso di poter ospitare questa realtà sul mio blog. Orgoglioso di far parte, anche solo in piccola parte, di questa grande famiglia. Una famiglia dove nessuno è escluso, dove ogni voce conta, e dove la bandiera non è un brand, ma un ideale.
E ora, come è giusto che sia, mi faccio da parte. Da questo momento in poi, saranno le storie, le voci, le emozioni a parlare. Prepariamoci a scaldare le mani, a sorridere, magari a commuoverci. Perché il Venezia 1985, credetemi, è molto più di una squadra di Serie C. È una lezione di vita, e nessun capitale potrà mai comprarla.

E se anche tu credi che il calcio debba tornare a battere come un cuore e non come un algoritmo, seguici in questo viaggio con il Venezia 1985.
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Le storie belle non si comprano: si vivono insieme.
👉 Ci vediamo al campo. O qui, al prossimo caffè.
Danilo Billi

Complimenti dalla Delegazione Provinciale di Venezia F.I.G.C.-LND
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