Piccole cose, piccoli dettagli. Grandi soddisfazioni, grandi emozioni
Il fine settimana in casa nero-oro è iniziato, come sempre, con il conviviale venerdì sera post-allenamento. Ma questa volta niente panini: per festeggiare insieme, alla grande, i compleanni di Elisa Dalla Santa e Ludovica Gastaldin, si è deciso di preparare una pastasciutta “particolare”: infatti, Elisa ha portato al campo da usare come condimento una pentola di ragù di cervo, una specialità tipica del suo territorio nativo, cucinato con tanto amore e dedizione dalla madre. I preparativi per la cena hanno visto coinvolti, in un lavoro di squadra, dirigenti e tifosi che si sono impegnati e hanno messo a disposizione volontà e spirito di sacrificio per la collettività.


La cucina è stata molto apprezzata e il piatto si è rivelato spettacolare come da aspettative, tanto è vero che più di qualcuna/o ha fatto il bis (e anche il tris) di pasta. Il tutto, come da tradizione ovviamente, accompagnato da birra e prosecco a volontà. Lo spazio per il dolce, nonostante l’abbuffata, non è mancato: per celebrare al meglio le due festeggiate, è stata portata una gustosa torta personalizzata.

Questi momenti condivisi fanno bene in generale a tutto l’ambiente: terminata in trionfo la serata godereccia al campo, per certi versi la trasferta a Garlasco (probabilmente la più lunga del campionato, assieme a quella di Bolzano di domenica prossima) è sembrata “più vicina”.
Domenica all’alba (anche prima!), il solito Filippo è stato l’unico dei “Tifosi non Schifosi” ad alzarsi per andare a seguire la squadra in terra pavese. Ospitato in pullman dalle ragazze, ha avuto solo il tempo di farsi due risate con Leonardo (preparatore dei portieri), di gonfiare il cuscino cervicale (“Dai Fili, per Verona ce la fai…”) ed è sprofondato tra le braccia di Morfeo, insieme alla stragrande maggioranza del gruppo, per una buona parte del viaggio. Il classico tavolo da carte organizzato da Ciano (vice-allenatore) è stato così rimandato al ritorno: questo è uno dei momenti immancabili nei viaggi in corriera con il Venezia 1985, che ti fa quasi venire anche una sensazione di dejavù (Mondiali ’82: l’iconica foto in aereo del presidente della Repubblica Sandro Pertini che gioca a scopone con i campioni del mondo Dino Zoff, Franco Causio e l’allenatore Enzo Bearzot sull’aereo di ritorno da Madrid). Ovviamente, non regge (e non si vuole neanche farlo) il paragone con certi personaggi illustri che hanno fatto la storia del calcio italiano: semplicemente, è da sottolineare questa situazione in compagnia dal gusto retrò, di un’epoca ormai passata e soffocata dalla tecnologia.
Raggiunto l’impianto sportivo dopo pranzo ed evitato diplomaticamente il pagamento dei 10€ di ingresso (per una partita di serie C femminile? Follia!), Filippo ha sistemato il materiale di tifo in un angolo della già ristretta tribuna (infatti poi gli striscioni appesi hanno spadroneggiato frontalmente per quasi la metà di essa).

Non è così facile fare il tifo da solo in queste condizioni, su un campo su cui non si era mai giocato e non si aveva esperienza pregressa: basta un attimo per trasformare una domenica gioiosa sugli spalti in una baruffa. Filippo è riuscito nei suoi buoni intenti e ha portato avanti serenamente i suoi cori ritmati dal tamburo durante tutta la partita, rimanendo incondizionato dall’andamento (primo tempo più sofferto, secondo tempo esaltante!): il sostegno non è mancato di certo e, a fine partita, tutta la squadra è venuta “sotto la curva” a ringraziare il leader dei “Tifosi non Schifosi” per il supporto (“Ce l’abbiamo solo noi, Pippo!”) e a cantare insieme a lui qualche coro. Piccoli gesti per un altro grande weekend calcistico, concluso da vincitori su tutti i fronti.
Domenica si andrà a Bolzano per l’ultima del 2025: sulle ali dell’entusiasmo e con questa convinzione, i chilometri (ed il freddo!) non ci possono far paura. Si può vincere come si può perdere ma non ci stancheremo mai di ripeterlo durante la stagione perchè è la nostra forza: CHE BELLO ESSERE NOI!!!
La partita
Serie C – Le Leonesse ruggiscono a Garlasco: 0-3 e guadagnano tre punti pesantissimi
Missione compiuta. Le Leonesse di mister Murru espugnano il campo di Garlasco con un 3-0 netto, prezioso e assolutamente meritato, al termine di una gara dai due volti: sofferenza nel primo tempo, dominio totale nella ripresa.

L’avvio è complicato. Il Garlasco prende campo e territorio, prova a fare la partita e calcia spesso dalla distanza: almeno 5-6 conclusioni, tutte però poco precise, ad eccezione di una grande occasione sprecata clamorosamente colpendo il palo. Le Leonesse, più attendiste, scelgono il contropiede e proprio così costruiscono le occasioni migliori. Dalla Santa arriva in corsa su un cross dalla destra di Romano e calcia al volo: palla fuori di poco. Poi Gastaldin, servita in profondità, non alza la testa con il portiere in uscita: si allarga troppo e l’occasione sfuma. Ancora Trevisiol da fuori area: diagonale violento deviato in angolo. Si va al riposo con il Garlasco più presente, ma con le Leonesse pericolose e vive. La svolta arriva subito. Al 2’ ecco un pasticcio difensivo del Garlasco: il portiere e il difensore si ostacolano, Gastaldin arriva per prima e viene colpita. Rigore netto. Dal dischetto va Trevisiol, che con freddezza spezza anche una piccola maledizione personale e firma lo 0-1.
Da quel momento la partita cambia completamente volto.
Al 5’ Tosatto sfiora il raddoppio con un diagonale che passa a un soffio dal palo. Poi Visani, su calcio d’angolo, disegna una traiettoria velenosa, il portiere salva tutto con un colpo di reni. Ecco ancora Visani, ancora un pericolo dalla bandierina: con colpo di testa di Grecu che accarezza il montante. Il Garlasco è alle corde, le Leonesse giocano un calcio brillante, intenso, caparbio, creando occasioni in serie. Gastaldin prova più volte dalla distanza, in particolare al 11’, costringendo il portiere ad un intervento spettacolare, togliendo la palla dall’incrocio dei pali. Al 20’ arriva il raddoppio: Visani entra in area sulla destra, tira, il portiere respinge corto e sulla ribattuta è ancora lei a insaccare. 0-2, gol meritato e partita indirizzata. Il copione si ripete successivamente: azione fotocopia e tiro diagonale di Dalla Santa, respinto da Tortora; poco dopo ancora un’azione di Visani, che però questa volta non riesce a segnare e vede sfumare la doppietta personale su un clamoroso palo interno con palla che poi esce. Il 3-0 sembra nell’aria e puntualmente arriva. Al 44’ Trevisiol prende palla a centrocampo, salta tre avversarie, si presenta al limite dell’area e lascia partire un destro violento e imparabile: 0-3, doppietta personale e applausi. Finisce così, con le Leonesse che dopo un primo tempo di sofferenza dominano completamente la ripresa, mostrando carattere, qualità e una condizione mentale da squadra matura. Tre punti fondamentali in trasferta, morale alto e ora testa alla seconda trasferta consecutiva.
Avanti così, Leonesse!!!
Il ruggito si sente forte!!!

GARLASCO 1976 0 – 3
VENEZIA CALCIO 1985
GARLASCO 1976: Tortora, Paglia, Costadura, Vismara (st 27’ Alaimo), Venturini, Semplici, Gregis, Martella,Jaszczyszyn, Fadini (st 38’ Polillo), Donohoe (st 23’ Mauro).
A disposizione: Pizzardi.
Allenatore: Tommaso Nervetti
VENEZIA CALCIO 1985: Costantino, Grecu, Tosatto (st 7’ Visani), Dalla Santa, Trevisiol (st 45’ Furlan), Gastaldin, Paladini,Romano, Baldan (st 35’ Morettin), Sabia, Ruggiero.
A disposizione: Tonello, Boschiero, Cadamuro, Rotondi, Vanzo, Codolo.
Allenatore: Giancarlo Murru
Arbitro: Jacopo Soncin di Voghera (PV).
Marcatrici: st 3’ Trevisiol (VE) su calcio di rigore, 20’ Visani (VE), 44’ Trevisiol (VE).
Note:
Corners: 5-2.
Minuti di recupero: 0’ pt, 5’ st.
Come da consuetudine, Filippo ha raccolto alcune dichiarazioni nel post partita.
Per prima, ecco quella rilasciata da Giulia Trevisiol, autrice di una personale doppietta:
“È stata un’altra grande vittoria, che dà continuità a quanto di buono avevamo fatto in Coppa. Non era una gara semplice, lo sapevamo, ma il gruppo ha dimostrato ancora una volta carattere, pazienza e tanta qualità. Vincere così, dopo una settimana intensa, vale il doppio. Secondo me è una vittoria assolutamente meritata, anche se a fine primo tempo non lo avrei mai detto. Nel primo tempo abbiamo sofferto, il Garlasco è stato molto aggressivo e organizzato, ci ha messe in difficoltà e noi siamo andate in panico innervosendoci a vicenda, trovo che siamo state comunque brave a reggere senza perdere equilibrio. Negli spogliatoi mister Murru ha alzato la voce (cosa che non è assolutamente solito fare, pensa quanto stavamo giocando male) e secondo me questo ci ha smosso molto. Nella ripresa, infatti, è cambiato tutto: abbiamo alzato il ritmo, mosso meglio la palla e, soprattutto, aumentato l’intensità. Loro sono calate fisicamente e noi siamo state devastanti, imponendo il nostro gioco e il nostro impeto, con una difesa che ha fatto da muro, un centrocampo con “la calamita nei piedi” e un attacco convinto. Il morale è altissimo, e quando vinci così, anche un viaggio lungo in pullman pesa molto meno… Farlo dopo una sconfitta sarebbe stato decisamente più complicato! Anche la prossima sarà una trasferta impegnativa, contro un Südtirol carico dopo una rimonta importante. Mi aspetto una partita dura, intensa, ma siamo consapevoli che quest’anno ce la giochiamo davvero con tutte, senza paura. In settimana dovremo lavorare soprattutto sull’approccio iniziale e sulla gestione dei momenti di difficoltà, per arrivare pronte e giocarci la partita al massimo, con l’obiettivo di chiudere il 2025 nel migliore dei modi.

A livello personale, è stata una partita molto positiva, sono contenta di aver aiutato la squadra con due gol importanti, anche come “regalo anticipato” di compleanno. Sul rigore devo dire che ero tranquilla: l’anno scorso ho avuto un rapporto complicato con il dischetto, è vero, ma stavolta non ho avuto brutti pensieri. È stato un gesto naturale: pallone giù, respiro e tiro. Anche se ho scoperto in seguito che invece le mie compagne non erano così sicure di me! Il secondo gol, invece, è stato puro istinto, ho preso la palla e visto uno spazio. A livello fisico è difficile tenermi e sfruttando quello sono riuscita a fare gol. È una soddisfazione enorme. Il tifo è stato come sempre fondamentale. Sentire il proprio supporto anche in trasferta fa davvero la differenza, soprattutto nei momenti più complicati della partita. Ci colpisce ogni volta quanto siano presenti e coinvolti. Per Bolzano… Facciamo un appello disperato: chi può venga a darci una mano! Detto questo, anche se saremo “solo noi”, sappiamo che basterà e avanzerà. E chi vuole venire al seguito… Venga e “cassi sui”!”
A seguire, ecco quanto ha affermato Marzia Visani, al suo primo gol in maglia nero-oro:
“Ci aspettavamo una partita complicata e così è stato. Guardando tutta la giornata di ieri è stata una vera prova che abbiamo superato al meglio e siamo riuscite a portare a casa i 3 punti. Il secondo tempo siamo uscite con più cattiveria e abbiamo giocato più unite. Un aggettivo per descrivere la nostra prestazione? Direi altalenante. Domenica prossima ci sarà un’altra trasferta lunga, contro un Südtirol altrettanto carico dopo la vittoria contro il Pro Palazzolo. Sicuramente la partita contro il Südtirol sarà una delle più difficili affrontate fino ad ora. La concentrazione dovrà essere alta, perchè loro vorranno sicuramente tenere testa alla prima in classifica, quindi sappiamo che sarà una partita molto tosta, ma noi faremo tutto il possibile per metterle in difficoltà. Probabilmente il nostro è il campionato più tosto, ma stiamo dimostrando di avere la capacità di affrontare tutte le gare a testa alta.

Personalmente penso di essere entrata in campo con la mentalità giusta. Ho segnato il primo gol per il Venezia e sono molto felice di questo; altrettanto molto bello anche l’assist di Ludovica. Dedico il mio gol a Silvia, la titolare del posto in cui lavoro: glielo avevo promesso. Gli infortuni mi hanno impedito di giocare tante partite in questa prima parte, però mi sto piano piano riprendendo. E’ stato un gol molto importante per me, soprattutto perché è il primo in questa società. Il tifo sempre caldo ci aiuta ad avere qualche spinta in più durante le partite. Ormai non possiamo fare a meno di Filippo e di altri tifosi che cantano per noi sugli spalti”.
Le parole di Martina Paladini, protagonista di una prestazione importante al centro della difesa del Venezia Calcio 1985:
“Per quanto riguarda la partita, penso sia stata molto difficile per noi, una vera e propria sfida, ma nonostante le numerose difficoltà che abbiamo riscontrato siamo riuscite a raggiungere il nostro obiettivo e tornare a casa con questi 3 punti importantissimi. Sicuramente il primo tempo è stato veramente difficile… Abbiamo sofferto tanto e giocato molto, molto poco, ma dopo i primi 45 minuti siamo scese in campo con la voglia di vincere e di tornare a casa soddisfatte del risultato. Il Garlasco è una squadra che mi ha sorpresa molto a livello di gioco, però nel secondo tempo, a differenza del primo, siamo riuscite a riprenderci e a sfruttare i nostri punti forti, facendo così del male alle antagoniste. Domenica prossima affronteremo uno degli avversari più tosti del campionato, proveniente da una vittoria importantissima e pesante… Ma questo non ci crea nessun tipo di timore; siamo pronte anche per affrontare questa sfida, per chiudere questo 2025 nel migliore dei modi. Sicuramente sarà una gara molto tosta e dispendiosa, ma nulla è scritto, specie quest’anno, in un campionato pieno di sorprese. Penso che per affrontare nel migliore dei modi questa partita dobbiamo essere pronte mentalmente, con tanta fame e voglia di vincere, niente di più.

Quella di domenica è stata una gara difficile anche a livello mentale, ma nonostante questo ho cercato di fare il mio meglio provando a divertirmi e giocando come piace a me, uscendo anche palla al piede… Sicuramente non si è mai arrivati, c’è ancora tanta strada da percorrere e tanto su cui lavorare, però con il tempo i risultati si raggiungono sempre. Il nostro tifo è sempre stato presente, soprattutto nei momenti di difficoltà… Pippo ci ha incitate in ogni momento, aiutandoci a non mollare e ad andare avanti per prendere questa vittoria; spero di vedere Pippo in compagnia a Bolzano, così da poter sentire meglio i cori, anche se è già al top così!!!”.
Infine, ecco quanto ha detto mister Giancarlo Murru:
“Ogni partita lascia un segno. Quella di domenica ci ha chiesto di attraversare la soglia della sofferenza, di accettare il sacrificio, di restare lucide anche quando il peso della gara si faceva sentire. Nella prima parte della gara abbiamo resistito, nella ripresa abbiamo reagito, dimostrando che la sofferenza non è un limite da evitare, ma una prova da attraversare insieme. È in questi momenti che si misura la maturità di ogni atleta e di una squadra: non in ciò che accade, ma come si reagisce.”

Le parole delle protagoniste e di mister Murru restituiscono l’immagine di una squadra che sta crescendo non solo sul piano tecnico, ma soprattutto su quello mentale e identitario. La vittoria contro il Garlasco non è stata lineare né semplice: il Venezia ha sofferto, ha vacillato, ma non si è disunito. Al contrario, proprio nei momenti di difficoltà è emersa la forza del gruppo, capace di accettare la sofferenza, rimanere compatto e trasformare una prestazione inizialmente negativa in un secondo tempo di grande intensità e qualità. Dalle giocatrici traspare una consapevolezza nuova: la capacità di reggere l’urto, di adattarsi alla partita e di colpire quando l’avversario cala, senza perdere equilibrio né fiducia. I singoli episodi – i gol, gli assist, i rientri dopo gli infortuni – si inseriscono sempre in una dimensione collettiva, dove nessun risultato è frutto del caso ma del lavoro, della pazienza e della coesione. Il morale alto, il supporto costante del tifo e l’assenza di timore verso le prossime sfide confermano che questo Venezia sa di potersela giocare con chiunque. Come sottolineato dal mister, la maturità della squadra si misura nella reazione, non negli eventi: e questa vittoria rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita, in vista di una trasferta impegnativa come quella di Bolzano e della volontà di chiudere il 2025 nel migliore dei modi.
Filippo Pajola e Danilo Billi
